Cinghiali, assessore Rolfi: «Prorogare di un mese caccia, per non vanificare sforzi»

Milano, 13 novembre 2020 – Caccia ai cinghiali, la Regione Lombardia ha chiesto ufficialmente all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) l’estensione di un mese del periodo per la caccia collettiva, che la vigente normativa individua tra il 1° ottobre e il 31 dicembre con facoltà per le Regioni di disporne lo ‘slittamento’ dal 1° novembre al 31 gennaio.

La proposta regionale

“Per le zone rosse come la Lombardia – ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi – dobbiamo necessariamente rimediare alla sospensione momentanea dell’attività venatoria derivante dal Dpcm del 3 novembre. La Regione potrebbe sospendere in ogni caso la caccia collettiva ai cinghiali fino al prossimo 7 dicembre per poi decretare un’estensione al mese di febbraio 2021. In questo modo rispetteremmo, comunque, l’arco temporale massimo di tre mesi previsto per questa forma di caccia”.

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“La proliferazione incontrollata della fauna selvatica durante il periodo di lockdown – ha aggiunto Rolfi – rischia di comportare un grave pericolo sia per l’uomo, visti i numerosi
incidenti stradali causati, che per l’agricoltura”.

Presentando, un mese fa, i dati relativi agli abbattimenti degli esemplari della specie, l’assessore Rolfi ricordava che “la nuova legge regionale funziona. Gli abbattimenti dei cinghiali in Lombardia sono aumentati del 25% in un anno nonostante due mesi di stop totale imposto dal lockdown. Sono passati dai 2.900 del periodo gennaio-settembre 2019 ai 3.932 del periodo gennaio-settembre 2020″.

“Grazie all’attuazione della disciplina regionale per la gestione faunistico-venatoria del cinghiale – ha rilevato Rolfi – sempre più a regime sull’intero territorio lombardo,
cominciamo a riscontrare effetti positivi in termini di contenimento numerico e territoriale delle popolazioni di cinghiale”.

“La sospensione dell’attività venatoria e il blocco totale dei prelievi comporteranno l’effetto negativo di una risalita della curva degli impatti socioeconomici provocati dalla specie”.

“Un riavvio della caccia collettiva – ha detto in conclusione l’assessore regionale – potrebbe evitare di compromettere gli sforzi fatti per limitare questa specie fortemente problematica”.


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