Brexit. Il voto sulla uscita dall'Unione Europea della Gran Bretagna illumina di una nuova luce, ovvero di una nuova visione politica, il vecchio continente?

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Per la negoziazione delle modalità di fuoriuscita dall’UE è prevista una complicata procedura che potrebbe durare due anni o più a partire dalla data in cui il governo britannico presenterà domanda ad hoc, corredata dai risultati del referendum al Consiglio europeo, in ossequio alle previsioni di cui all’articolo 50 del trattato di Lisbona. Tale procedura è per lo più volta alla necessaria revisione della legislazione britannica di recepimento delle direttive e dei regolamenti di derivazione comunitaria ed alla definizione dei termini economici del distacco della Gran Bretagna dall’Unione.

I più importanti esponenti finanziari della City, dal boss di JP Morgan, Jamie Dimon ed  a seguire di HSBC e Morgan Stanley, hanno cercato di tranquillizzare i mercati ed il governo della Regina, con dichiarazioni nelle quali assicurano che le banche d’affari ed i fondi di investimento manterranno una larga presenza nella capitale anglossasone, ma, nel contempo, aprono a nuove destinazioni di stabilimento all’interno della Unione Europea, proprio per garantire l’operatività degli istituti finanziari in continuità con la legislazione europea.
Le città che possono accogliere questa nuova opportunità sono sicuramente Parigi, Francoforte e Dublino, ma a noi piace pensare che anche Milano possa essere del tutto pronta ad assumere il ruolo di nuova capitale finanziaria d’Europa e ciò anche e sopratutto in considerazione delle dichiarazioni nel neo eletto sindaco di Milano, che al centro del suo programma elettorale pone proprio l’internazionalizzazione ed il modello Londra.
Continuando a voler individuare quelli che posso essere i risvolti positivi di questo voto storico, v’è certamente la nascita di una nuova consapevolezza nelle cariche più alte dell’Unione. Tra queste si annovera l’Alto rappresentante per Affari Esteri e politica di Sicurezza che un’intervista al Corriere della Sera dello scorso 25 giugno ha dichiarato di essere ben conscia della “fragilità estrema” in cui vive oggi il Mondo e che vede negli esiti del voto referendario lo strumento che possa fare da “scossa” per un cambiamento e rinnovamento dell’intero apparato organizzativo dell’UE.
Articolo di Michele Carminati

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