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Vigevano, smascherata truffa “Money Muling”: dieci persone denunciate dai Carabinieri

Offerte di lavoro online e criptovalute: scoperto a Vigevano un sistema di truffa e riciclaggio basato sui “Money Mule”.

Vigevano, smascherata truffa “Money Muling”: dieci persone denunciate dai Carabinieri.

VIGEVANO (PV) – Un’offerta di lavoro apparentemente semplice, legata alla visualizzazione di video online, si è trasformata in una truffa ben strutturata con ramificazioni nel riciclaggio di denaro e nelle criptovalute. I Carabinieri della Stazione di Vigevano, al termine di un’articolata attività investigativa, hanno identificato e deferito all’Autorità Giudiziaria dieci persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa e riciclaggio in concorso.

L’operazione si è conclusa l’8 gennaio 2026 con la denuncia in stato di libertà dei soggetti coinvolti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia.

La denuncia e il meccanismo della truffa

L’indagine ha preso avvio dalla querela presentata il 14 ottobre scorso da un 44enne residente a Vigevano. L’uomo ha riferito di aver aderito a una proposta di lavoro online che prometteva compensi economici in cambio di attività digitali di routine. Dopo alcuni giorni, però, è scattato il raggiro: con la promessa di sbloccare una presunta ricompensa finale di elevato valore, la vittima è stata indotta a effettuare numerose ricariche su carte Postepay intestate a terzi.

In totale, l’uomo ha versato 6.600 euro, convinto di dover anticipare somme necessarie per completare l’iter lavorativo e ottenere il pagamento promesso.

Il ruolo dei “Money Mule” e il riciclaggio

Gli approfondimenti investigativi dei Carabinieri hanno permesso di ricostruire il flusso del denaro, individuando i conti correnti collegati alle carte utilizzate per la truffa. I dieci indagati svolgevano il ruolo di “Money Mule”, ovvero prestanome incaricati di ricevere e trasferire somme di provenienza illecita verso altri soggetti, trattenendo una commissione.

Attraverso una catena di passaggi, il denaro veniva infine convogliato su un portafoglio elettronico in criptovalute, rendendo più complessa la tracciabilità delle somme e configurando un vero e proprio schema di riciclaggio digitale.

Sequestri e recupero del denaro

Nel corso delle attività investigative, i Carabinieri hanno sequestrato quattro conti correnti di Poste Italiane, riuscendo a recuperare 5.500 euro dei 6.600 complessivamente sottratti alla vittima. Un risultato significativo, che conferma l’efficacia dell’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.

Indagini ancora in corso

Le indagini non si fermano: gli investigatori non escludono la presenza di ulteriori responsabili né la possibilità che altre persone siano cadute vittima dello stesso schema fraudolento. L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza di fronte a offerte di lavoro online che richiedono anticipi di denaro o ricariche su carte intestate a terzi.

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