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Focus sulla mafia a Pavia: grande partecipazione al laboratorio con il Vicario del Questore Daniele Manganaro

Educazione alla legalità: studenti e istituzioni a confronto sul fenomeno mafioso

PAVIA – Si è conclusa con un ampio riscontro di partecipazione e interesse la prima giornata del laboratorio formativo “Focus sulla mafia – evoluzione storica e nuovi interessi”, svoltasi il 29 gennaio nell’Aula Magna della Questura di Pavia. L’iniziativa, rivolta agli studenti delle scuole superiori cittadine, ha rappresentato un importante momento di approfondimento e riflessione sul fenomeno mafioso, tra memoria storica e attualità.

Un progetto condiviso tra scuola e istituzioni

Il laboratorio è stato promosso dalla Questura di Pavia su proposta delle Dirigenti Scolastiche dell’Istituto Magistrale Adelaide Cairoli, dell’Istituto di Istruzione Superiore Alessandro Volta e del Liceo Scientifico Niccolò Copernico.

All’evento hanno preso parte 280 studenti, accompagnati dai rispettivi docenti, appartenenti a numerose classi dei tre istituti, in un contesto di partecipazione attiva e consapevole.

I saluti istituzionali e l’intervento del Vicario

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del Luigi Di Clemente, Questore di Pavia, e delle Dirigenti Scolastiche coinvolte. Il cuore della mattinata è stato però l’intervento del Vicario del Questore, Daniele Manganaro, figura di primo piano nel contrasto alla criminalità organizzata.

Manganaro è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica per aver sventato, nel maggio 2016, il grave attentato mafioso contro l’allora Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci.

Dalle origini della mafia alle stragi

Nella prima parte del suo intervento, il Vicario ha guidato gli studenti in un intenso excursus storico: dalle origini del fenomeno mafioso, passando per l’azione repressiva del “Prefetto di Ferro” Cesare Mori negli anni Venti, fino all’evoluzione degli equilibri criminali in Sicilia.

Ampio spazio è stato dedicato all’ascesa dei Corleonesi, con riferimenti alle figure di Totò Riina, Bernardo Provenzano, Salvatore Lo Piccolo e Matteo Messina Denaro, fino al ricordo particolarmente toccante della Strage di Capaci, simbolo della violenza mafiosa e del sacrificio dello Stato.

Le nuove mafie e i finanziamenti pubblici

La seconda parte dell’incontro si è concentrata sulle cosiddette “nuove mafie”, oggi meno visibili ma non meno pericolose. Manganaro ha spiegato come le organizzazioni criminali si siano progressivamente orientate verso l’intercettazione di finanziamenti pubblici e comunitari, illustrando l’attività investigativa svolta in Sicilia tra il 2011 e il 2018 che ha condotto a numerosi arresti. Un’analisi chiara ed efficace di come il volto delle cosche sia mutato nel tempo.

Il ruolo dei giovani nella cultura della legalità

La mattinata si è distinta per il forte coinvolgimento degli studenti, che hanno partecipato con attenzione, entusiasmo e spirito critico, ponendo domande puntuali e di grande attualità. Il laboratorio si è trasformato così in un autentico dialogo tra istituzioni e giovani, lasciando un segno profondo nella coscienza civile dei partecipanti e rafforzando il valore dell’educazione alla legalità come strumento di prevenzione.

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