Maxi piantagione di marijuana nel Nuorese: quattro arresti dopo il sequestro record da 40mila piante
Maxi sequestro di marijuana nel Nuorese: quattro arresti e una piantagione da record
L’individuazione di una delle più vaste piantagioni di marijuana mai rinvenute e sequestrate in Italia ha consentito ai Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro di eseguire, nella mattinata odierna, un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale in carcere. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Nuoro su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha riguardato quattro persone finite in custodia cautelare, mentre una quinta è stata deferita in stato di libertà. Tutti gli indagati, residenti nei comuni di Orani, Silanus e Buddusò, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di produzione di sostanze stupefacenti in concorso.
Un’indagine articolata partita dal controllo del territorio
Il provvedimento restrittivo rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa sviluppata in più fasi e condotta inizialmente dal Reparto Squadriglie, impegnato nei servizi di perlustrazione e controllo delle aree rurali, e successivamente dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Nuoro. Un lavoro investigativo meticoloso che ha permesso di ricostruire l’organizzazione, la gestione e le responsabilità individuali legate a una coltivazione illegale di proporzioni eccezionali, realizzata in zone impervie e difficilmente accessibili dell’entroterra sardo.
Il sequestro record nelle campagne di Orani
Nel dettaglio, lo scorso mese di luglio, al termine di specifici servizi predisposti nelle campagne della provincia di Nuoro, i militari avevano individuato e sequestrato, in agro di Orani, una gigantesca piantagione di cannabis indica. Sul terreno erano state messe a dimora oltre 40.000 piante, alle quali si aggiungevano circa 13.000 piante già in fase di essiccazione. Il peso complessivo dello stupefacente sequestrato è stato stimato in circa tre tonnellate e mezzo, un quantitativo tale da collocare l’operazione tra le più rilevanti mai portate a termine sul territorio nazionale.
Numeri impressionanti tra principio attivo e valore economico
Secondo le stime effettuate dagli investigatori, l’ingente quantitativo di marijuana sequestrato avrebbe consentito di ottenere circa 370 chilogrammi di principio attivo. Tradotto in termini di mercato illecito, si parla di circa 15 milioni di dosi potenzialmente immesse nelle piazze di spaccio, per un valore economico complessivo stimato intorno ai 31 milioni di euro. Cifre che restituiscono la reale dimensione dell’affare criminale e l’elevato livello di organizzazione necessario per gestire una produzione di tale portata.
Il confronto con i dati nazionali sulla coltivazione illegale
A rendere ancora più significativa l’operazione è il confronto con i dati ufficiali riportati nella relazione annuale del Ministero dell’Interno – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) – relativa al 2025 sui dati del 2024. Dalla lettura del documento emerge che il numero di piante sequestrate nel Nuorese equivale a circa un quarto dell’intera produzione regionale di canapa nel 2024 e a circa un sesto della produzione nazionale complessiva nello stesso anno. Un dato che assume ulteriore rilievo se si considera che 25.000 piante superano addirittura il numero totale di piante sequestrate nel 2024 in tutta la Calabria, regione che si colloca al secondo posto in Italia dopo la Sardegna per questo tipo di fenomeno criminale.
Un colpo duro al traffico di stupefacenti in Sardegna
L’operazione condotta dai Carabinieri di Nuoro rappresenta un duro colpo al traffico di sostanze stupefacenti e conferma il ruolo centrale della Sardegna nel contrasto alla coltivazione illegale di cannabis su larga scala. L’attività investigativa prosegue ora per accertare eventuali ulteriori responsabilità, collegamenti con reti di distribuzione più ampie e possibili canali di commercializzazione dello stupefacente destinato al mercato nazionale ed europeo.
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