Napoli, sparatoria tra minorenni in centro: fermato un giovane per tentato omicidio aggravato
Sparatoria mafiosa tra minorenni a Napoli: fermato all’aeroporto un giovane per tentato omicidio
Un grave episodio di violenza armata che ha scosso il cuore di Napoli trova ora un primo sviluppo giudiziario. La Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Napoli per i Minorenni, ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un soggetto minorenne, ritenuto responsabile di tentato omicidio aggravato in concorso e di porto e detenzione illegale di arma, con l’aggravante del metodo mafioso.
Fermato in aeroporto dopo un viaggio all’estero
Il giovane è stato rintracciato nella serata di ieri presso l’Aeroporto di Napoli Capodichino, appena rientrato da un viaggio in Spagna. Su di lui pendeva un provvedimento di fermo emesso al termine di una complessa attività investigativa che ha consentito di ricostruire ruoli e responsabilità nella sparatoria avvenuta nel pieno centro cittadino.
La sparatoria in Piazza Carolina
I fatti risalgono alla notte tra l’11 e il 12 dicembre scorso, quando in Piazza Carolina un gruppo di giovanissimi provenienti dai Quartieri Spagnoli ha aperto il fuoco contro coetanei riconducibili al Pallonetto di Santa Lucia. Secondo quanto emerso dalle indagini, i colpi sarebbero stati esplosi ad altezza d’uomo, con una chiara e inequivocabile intenzione omicidiaria, in un contesto urbano densamente frequentato.
Indagini coordinate da Procura e DDA
Il provvedimento di fermo rappresenta il risultato delle indagini coordinate congiuntamente dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e condotte dalla Squadra Mobile con il supporto dei Commissariati San Ferdinando e Montecalvario. L’inchiesta ha permesso di identificare i presunti responsabili dell’agguato, delineando un quadro di estrema allarme sociale per l’età dei soggetti coinvolti e per le modalità tipicamente mafiose dell’azione.
L’attività investigativa prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per definire l’intero contesto criminale in cui è maturata la violenta contrapposizione tra gruppi giovanili.
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