Irene Grandi prosegue il tour “Io in blues”

Un tributo appassionato alle radici della cantante

Irene Grandi prosegue il tour “Io in blues”.

Prosegue il tour di “Io in blues”, la nuova avventura live di Irene Grandi, che questa estate ha aggiunto al successo del debutto da protagonista in Prima Mondiale con “The Witches Seed”, spettacolare e immersiva opera rock firmata da Stewart Copeland, il grande riscontro del pubblico per questo speciale concerto dedicato a uno dei generi che hanno contribuito alla sua formazione di artista.

Presentato live nelle principali piazze italiane e festival estivi, “Io in blues”, dopo le ultime date di settembre, arriverà anche a Roma per un appuntamento imperdibile, in programma al Teatro Olimpico il 10 ottobre.

“Io in blues” è l’atto d’amore di una delle più importanti cantanti italiane ad alcuni dei più carismatici artisti internazionali e italiani che hanno reso, direttamente o indirettamente, immortale un genere che è alla base tutta la musica moderna che conosciamo; lo troviamo nel soul e nel rap, nel jazz e nel rock, nel funk, ovunque. Il Blues è una madre che tutti accoglie e tutti ama, indistintamente.

Etichette come la Stax, la Alligator e altre ancora, hanno prodotto un’autentica rivoluzione, in un periodo nel quale la segregazione sociale, e dunque culturale, era la regola.

“Io in Blues” è anche un tributo appassionato alle radici di Irene, alla sua formazione musicale e alle prime esperienze sul palco, nelle quali ha ottenuto un imprinting che ha poi sviluppato in uno stile personale e riconoscibile.

Dunque un concerto, un viaggio, fatto di brani che attraversano un arco temporale che va dagli anni ’60 fino ai ’90, canzoni che sono blues nell’anima e nell’ispirazione: Etta James, Otis Redding, Willie Dixon, Tracy Chapman, Sade, ma anche Pino Daniele, Lucio Battisti, Mina, e alcuni brani di Irene, riarrangiati in chiave rock-blues.

Irene Grandi è un’artista che ha sempre cercato di cambiare pelle, per mettersi in gioco, per sperimentare. Lo dimostrano le sue collaborazioni più diverse. che sono andate dai grandi standard italiani e internazionali riletti in chiave jazz con Stefano Bollani alla videoarte dei Pastis, dal pop della sua splendida carriera solista all’opera rock come protagonista di “The Witches Seed”, composta da Stewart Copeland.

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