Vintage e Second hand, l’armadio del futuro!

Il 2020 si è rivelato un anno difficoltoso e pieno di insidie, ma ha portato a nuove consapevolezze: una di queste è la precarietà in cui abbiamo spinto il nostro ecosistema e la rapidità, in cui in pochi mesi di lockdown, il nostro pianeta è riuscito a recuperare. Forse è stato anche questo che ad oggi ha dato vita al boom del vintage e del seconda mano. Non vi siete accorti del numero di negozi e mercatini che sono spuntati come funghi ricchi di vestiti e accessori nelle città? Forse no, a causa di questo periodo storico, ma la cosa interessante è che per superare la difficoltà per la chiusura delle attività il vintage è sbarcato online. Innumerevoli sono i siti nati con lo scopo della vendita di capi vintage e secondo mano. Il loro cavallo di battaglia? La sostenibilità e la democratizzazione del lusso. Ebbene sì, perchè le dinamiche di produzioni dei vestiti nel così detto fast-fashion sono molto dispendiose e sono responsabili del 20% dello spreco d’acqua mondiale (1 kg di cotone equivale a 20 mila litri di acqua). Inoltre il costo dei capi vintage o second hand è molto ridotto e “spulciando” bene si possono trovare dei veri e propri affari come capi seminuovi e di brand conosciuti a prezzi molto più bassi rispetto a quelli di listino.

Insomma si può dire che siamo giunti nell’era del Vintage e del Second hand, in cui anche da casa si possono acquistare alcune chicche, ma non solo, anche venderle. Ma dove? Quali sono questi siti? Tra i più popolari ci sono Vestiaire Collective per la moda di lusso second-hand o Depop in cui poter comprare e vendere anche vestiti che non corrispondono a grandi marche, ma semplicemente per ridare vita a nuovi capi inutilizzati nell’armadio; perchè un’altra delle parole d’ordine è il riciclo! Da non sottovalutare è anche il mondo di Instagram con i suoi account dedicati alla vendita di outfit e capi come @ambroeus.milano, @ziepulci e @ma.no_shop.


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