Vimodrone, sopralluogo alla ex discarica Eca: sbloccata la bonifica attesa da decenni
Ex discarica Eca di Vimodrone, sopralluogo e bonifica grazie a fondi Pnrr e Regione
VIMODRONE (Milano) – Dopo anni di attese e sollecitazioni, entra finalmente nella fase operativa la bonifica dell’area dell’ex discarica Eca di Vimodrone. Un intervento strategico per la sicurezza ambientale e la rigenerazione del territorio, reso possibile grazie alle risorse messe a disposizione da Regione Lombardia e ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il sopralluogo nel cosiddetto “sito orfano” Area Nova – Elfe – ex discarica Eca ha visto la presenza dell’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, insieme al sindaco di Vimodrone Dario Veneroni, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori di risanamento ambientale.
Un’opera sbloccata grazie ai fondi regionali e Pnrr
L’area interessata dall’intervento è un’ex cava di materiali inerti utilizzata come discarica tra gli anni ’40 e ’80. Oggi è oggetto di un’operazione di messa in sicurezza permanente che rientra nel più ampio piano regionale di risanamento ambientale dei siti orfani.
Complessivamente, Regione Lombardia ha programmato un investimento di 65 milioni di euro per il recupero di 16 siti orfani su tutto il territorio regionale. Di questi, 51,5 milioni provengono da fondi Pnrr, integrati da oltre 13,3 milioni di euro di risorse regionali.

L’intervento sull’ex discarica Eca: numeri e sostanze inquinanti
Nel dettaglio, la bonifica dell’Area Nova – Elfe – ex discarica Eca rientra nella misura M2C4 del Pnrr, con un investimento complessivo di 10.539.628 euro. Regione Lombardia contribuisce direttamente con 2.585.653 euro, a integrazione dei circa 7,9 milioni di euro di fondi Pnrr.
L’intervento interessa un’area di oltre 85.000 metri quadrati, nella quale è stata accertata la presenza di metalli pesanti, idrocarburi, xileni e composti organo-clorurati, sostanze potenzialmente pericolose per l’ambiente e la salute.
Avanzamento dei lavori e tempi di conclusione
Le attività di sfalcio e di rimozione dei rifiuti superficiali sono già state completate. Sono attualmente in corso le operazioni di rimodellazione delle superfici, a cui seguiranno la posa di una membrana in geotessile per l’isolamento delle sorgenti di contaminazione e la realizzazione di un sistema di drenaggio delle acque meteoriche.
La conclusione delle opere di bonifica è prevista entro la fine del 2026, nel pieno rispetto dei target europei fissati dal Pnrr. Il ruolo di stazione appaltante è affidato ad Aria spa.
Maione: «Un traguardo fondamentale per il risanamento ambientale»
«La bonifica dell’Area Nova rappresenta un traguardo fondamentale che certifica l’efficacia del modello lombardo nella gestione di sfide ambientali complesse», ha dichiarato l’assessore Maione. «Con questo maxipiano di risanamento stiamo dando una risposta concreta a un’istanza attesa dal territorio da oltre decenni».
Secondo l’assessore, l’obiettivo è trasformare «le ferite del passato in nuove opportunità di rigenerazione del territorio e crescita sostenibile», restituendo alle comunità spazi sicuri e fruibili e migliorando la qualità della vita dei cittadini lombardi.
Il sindaco Veneroni: «Interventi necessari fin dagli anni ’80»
Il sindaco di Vimodrone ha ricordato come l’area, oggi inserita nel Parco Est delle Cave, necessitasse di interventi ambientali già dagli anni ’80. «Un’ordinanza sindacale che intimava alle proprietà di procedere alla bonifica risale al 2001», ha spiegato Veneroni.
Negli anni successivi, il Comune ha intrapreso numerose azioni per sollecitare il ripristino della sicurezza ambientale. A fronte dell’inadempienza dei proprietari, l’amministrazione comunale ha avviato l’immissione in possesso temporanea dell’area, iniziata nell’ottobre 2024 e conclusa nei primi mesi del 2025.
Oltre la messa in sicurezza: verso nuove funzioni pubbliche
«Il sostegno di Regione Lombardia e l’impiego dei fondi Pnrr – ha concluso il sindaco – hanno reso possibile un’azione che va oltre la semplice messa in sicurezza, restituendo alla città un’area recuperata e pronta a nuove funzioni di interesse pubblico».
Cosa sono i “siti orfani”
Con il termine “siti orfani” si indicano le aree contaminate nelle quali non è individuabile un responsabile dell’inquinamento, oppure dove il soggetto responsabile non può o non vuole sostenere i costi della bonifica. Rientrano in questa categoria anche gli interventi avviati ma mai conclusi, talvolta da soggetti non responsabili diretti, come i proprietari dei terreni.
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