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Ritrovato il 14enne scomparso da Verona: Diego è a Milano, l’abbraccio con la madre in Questura

Diego, 14 anni scomparso da Verona, ritrovato a Milano: riabbraccia la madre e sta bene

Diego Baroni, 14 anni, scomparso da San Giovanni Lupatoto (Verona) da lunedì 12 gennaio, è stato ritrovato a Milano nella mattinata di oggi, mercoledì 21 gennaio. Il ragazzo è stato individuato da una volante della polizia all’interno di una casa di comunità in via Livigno, dove si era recato in cerca di un posto dove poter trovare riparo. Agli agenti Diego ha detto di stare bene, mettendo fine a nove giorni di apprensione per la famiglia e per l’intera comunità veronese.

Il ritrovamento rappresenta un punto di svolta in una vicenda che ha mobilitato forze dell’ordine, cittadini e istituzioni locali, tra segnalazioni, ricerche e una forte attenzione mediatica. Ora, però, resta da chiarire cosa sia accaduto durante i giorni di assenza e quali siano state le motivazioni che hanno spinto il 14enne ad allontanarsi.

Il ritrovamento in una casa di comunità a Milano

Secondo quanto ricostruito, Diego avrebbe trascorso solo pochi minuti all’interno della struttura di via Livigno. A far scattare l’intervento è stata la segnalazione di un dipendente che, notando la presenza di un minore non accompagnato in cerca di ricovero, ha attivato la procedura prevista e ha contattato il 112, pur non essendo a conoscenza del caso.

L’intervento della polizia è stato rapido e ha permesso di mettere in sicurezza il ragazzo. Il 14enne è stato poi accompagnato negli uffici della Questura, in via Fatebenefratelli, dove nel pomeriggio ha potuto riabbracciare la madre, Sara Agnolin, arrivata da Verona.

L’incontro in Questura: “Un momento emozionante e commovente”

A raccontare l’incontro tra madre e figlio è stata la dottoressa Serafina Di Vuolo, dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Milano, che ha parlato di un momento di forte intensità emotiva.

“È stato un momento molto emozionante e commovente, perché è finita bene. La madre era felicissima e anche lui di poterla riabbracciare. Un attimo di grande intensità”, ha spiegato la dirigente, aggiungendo che Diego è apparso provato e stanco, ma in buone condizioni ed è stato già riaffidato alla madre.

Il ragazzo è stato inoltre ascoltato alla presenza di uno psicologo per ricostruire i nove giorni trascorsi lontano da casa e per comprendere cosa sia successo durante l’allontanamento.

Accertamenti sanitari e trasferimento in ospedale

Dopo il ritrovamento, Diego è stato sottoposto anche ad accertamenti sanitari, che non avrebbero evidenziato elementi preoccupanti. La Questura ha parlato di una situazione “rassicurante”, pur precisando che, come previsto dalla prassi in casi simili, il 14enne è stato accompagnato in ambulanza in ospedale per ulteriori verifiche.

L’obiettivo è accertare con certezza le sue condizioni fisiche dopo diversi giorni fuori casa e garantire al ragazzo tutta l’assistenza necessaria, anche sul piano psicologico.

Le segnalazioni: prima l’avvistamento in zona Ticinese, poi l’allarme da via Livigno

Nelle ore precedenti al ritrovamento definitivo, un altro episodio aveva acceso speranze: nel tardo pomeriggio di ieri era arrivata la segnalazione di un commerciante in zona Ticinese, che aveva notato il ragazzo nel suo negozio.

Secondo quanto riferito, Diego sarebbe entrato “cercando cibo” e il commerciante, dopo aver compreso di chi si trattasse, aveva contattato il 112. I controlli però non avevano dato esito immediato: quando le pattuglie sono arrivate, il 14enne non era più sul posto.

Questa mattina, invece, la chiamata decisiva dalla casa di comunità. Diego, come ricostruito dagli investigatori, avrebbe letto la scritta “casa di comunità” e avrebbe pensato di poter trovare un alloggio temporaneo.

Per la dirigente Di Vuolo, quel gesto potrebbe essere stato anche un segnale: la volontà di “mettere fine a questa parentesi temporanea” e tornare a casa.

Le indagini: ricerche online e “zone d’ombra” sui nove giorni lontano da casa

Nonostante il lieto fine, restano ancora molte domande aperte. A evidenziarlo è il comandante dei carabinieri di Verona, Claudio Papagno, che ha parlato di aspetti da chiarire.

Prima di allontanarsi, infatti, Diego avrebbe effettuato alcune ricerche su internet legate a:

  • come evitare che il cellulare venisse rintracciato
  • come creare account Google falsi

Un dettaglio che apre scenari complessi, perché potrebbe indicare una pianificazione dell’allontanamento e la volontà di rendere più difficile la localizzazione.

Inoltre, al momento del ritrovamento, il ragazzo non avrebbe avuto con sé alcuni oggetti importanti: mancano le scarpe nuove con cui si era allontanato e risulta assente anche lo zaino. Un altro elemento rilevante riguarda il telefono cellulare, che sarebbe stato ritrovato in mano a un uomo di origine maghrebina.

“Ci sono zone d’ombra da chiarire per capire come ha fatto, chi ha visto e cosa ha fatto in tutti questi giorni”, ha spiegato Papagno.

Le cause dell’allontanamento: “Questioni familiari delicate”

Anche il motivo per cui Diego si è allontanato da casa non è ancora chiaro. La Questura ha sottolineato che si tratta di questioni familiari delicate, oggetto di approfondimento, e che servirà tempo per ricostruire pienamente la dinamica.

Il lavoro degli investigatori, in questa fase, punta a un doppio obiettivo:

  1. comprendere cosa sia successo durante i nove giorni di assenza
  2. proteggere il minore e garantire un percorso di supporto adeguato, evitando ulteriori rischi

Il sindaco di San Giovanni Lupatoto: “Mi sono liberato di un peso enorme”

A San Giovanni Lupatoto la notizia è stata accolta con sollievo e commozione. Il sindaco Attilio Gastaldello ha parlato di un momento liberatorio per l’intera comunità.

“Mi sono liberato di un peso enorme. Sono felicissimo per questa bella notizia e con me lo è tutta la comunità di San Giovanni Lupatoto”, ha dichiarato.

Il primo cittadino ha raccontato che è stata proprio la madre del ragazzo a comunicare il ritrovamento al municipio intorno alle 11.20, con poche parole: “L’hanno ritrovato! Sto correndo a Milano! Vado a riabbracciare mio figlio!”.

Gastaldello ha inoltre ringraziato magistratura e forze dell’ordine, ma anche la stampa per aver trattato la vicenda con sensibilità, ricordando la mobilitazione cittadina culminata nella camminata silenziosa organizzata nei giorni scorsi.

Ora la città si prepara a riaccogliere Diego: “Festa o altro, qualcosa di sicuro faremo”, ha concluso il sindaco.

Un caso che riapre il tema della tutela dei minori e delle fragilità familiari

Il ritrovamento di Diego a Milano chiude una fase drammatica, ma apre inevitabilmente una riflessione più ampia: la scomparsa di un minorenne non è mai solo un fatto di cronaca, ma spesso il sintomo di fragilità, tensioni o difficoltà che richiedono attenzione, ascolto e supporto.

Le prossime ore e i prossimi giorni saranno decisivi per chiarire i dettagli dell’allontanamento e garantire che il rientro a casa avvenga in un contesto di tutela e sicurezza.

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