Milano, rifiuti: il traffico illecito fermato dalla Polizia di Stato

Milano, due provvedimenti di allontanamento dalla Regione, notificati a S.S. (classe 1969) e S.S. (1966), entrambi nati nel Montenegro, sono l’esito di un’indagine della Polizia locale nel campo nomadi abusivo di via Vaiano Valle per combustione illecita di rifiuti tesa porre fine a un’attività di raccolta, stoccaggio, abbandono, smaltimento e vendita irregolare che veniva effettuata nell’area in modo organizzato.

Il provvedimento è stato notificato agli indagati nei giorni scorsi quando Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia locale hanno effettuato un blitz congiunto nel campo di via Vaiano Valle per fermare l’attività illecita.

L’indagine della Polizia locale era partita in seguito alla denuncia di un cittadino che aveva visto falò notturni e un consistente traffico di furgoni. A inizio anno è quindi iniziata la sorveglianza di via Vaiano Valle.

Teniamo alta l’attenzione su tutte le aree soggette a occupazione abusiva e degrado – dichiara Marco Granelli assessore alla Sicurezza -. Qualche giorno fa siamo intervenuti su viale Molise, ora su via Vaiano Valle dove si svolgeva anche un’attività illecita che grazie all’intervento della Polizia locale è stata bloccata. Mi preme ringraziare anche i cittadini che segnalano e denunciano le irregolarità, questo ci permette di controllare il territorio ancora meglio e di ripristinare la legalità“.

Il traffico illecito, diretto e organizzato dalle due persone oggetto del provvedimento, si concentrava soprattutto nelle ore notturne e nel periodo di osservazione la Polizia locale ha potuto vedere che alcuni furgoni, non appartenenti a persone del campo, entravano, si accostavano all’abitazione dei due soggetti e immediatamente il carico veniva smistato ai confini dell’area abitata, separando l’indifferenziato (materassi, legno, divani eccetera) da elettrodomestici e ferro, proficuo oggetto di rivendita. I falò venivano appiccati per ‘smaltire’ la parte indifferenziata al fine di ricavarne nuovi pezzi di ferro ed eliminare almeno in parte rifiuti invendibili. La parte ‘preziosa’ dei rifiuti, quella ferrosa, veniva quindi stoccata in alcuni capannoni, veri e propri depositi, sempre ai margini del campo. Il resto veniva spostato con carriole a mano verso l’esterno dell’area dell’abitato abusivo, accumulandosi.

Sono almeno quattro gli episodi rilevati dalla Polizia locale nel corso di tre mesi di assidua sorveglianza del campo, a causa del buio non è stato possibile individuare tutte le persone coinvolte ma i due S.S. compaiono sempre nel coordinare le operazioni illecite, dall’arrivo dei furgoni al momento in cui i fuochi vengono appiccati. L’attività illecita aveva il vantaggio del doppio introito, da una parte la raccolta dei rifiuti e dall’altra la rivendita del materiale raccolto.

 

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