Feriti di Crans-Montana, Bertolaso: “Sette in terapia intensiva al Niguarda, quadro clinico ancora critico”
Feriti di Crans-Montana ricoverati a Milano: condizioni critiche al Niguarda, massima allerta sanitaria
Restano estremamente delicate le condizioni di alcuni dei giovani coinvolti nel grave incidente avvenuto a Crans-Montana e attualmente ricoverati a Milano presso l’Ospedale Niguarda. A fare il punto è stato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che ha evidenziato come il quadro clinico di parte dei pazienti risulti fortemente compromesso soprattutto a causa delle gravi problematiche respiratorie conseguenti all’inalazione di sostanze tossiche. Le prognosi restano riservate, ma l’impegno del personale sanitario è totale e continuo, con un approccio umano e professionale che, come sottolineato dall’assessore, equivale a prendersi cura dei pazienti “come se fossero figli propri”.
Terapia intensiva e grandi ustioni: la sfida dell’apparato respiratorio
Attualmente sono sette i pazienti ricoverati in terapia intensiva, tutti sottoposti a ventilazione meccanica mediante intubazione, mentre altri cinque sono seguiti dal Centro grandi ustioni del Niguarda. Sebbene le ustioni riportate siano importanti e richiedano trattamenti complessi, la criticità maggiore riguarda l’apparato respiratorio. In diversi casi sono state riscontrate infezioni polmonari particolarmente severe, talvolta sostenute da più microrganismi, che rendono l’evoluzione clinica estremamente fragile e imprevedibile. È su questo fronte che si concentra oggi la principale battaglia terapeutica.
Segnali di miglioramento e possibili trasferimenti
Accanto alle situazioni più gravi, vi sono anche pazienti che mostrano segnali incoraggianti di miglioramento. Per questi ultimi, nei prossimi giorni potrebbe essere valutata la possibilità di un trasferimento in altre strutture sanitarie, soprattutto per consentire un progressivo avvicinamento ai territori di provenienza, una volta raggiunta una maggiore stabilità clinica. Ogni decisione, tuttavia, verrà presa con la massima cautela, tenendo conto dell’evoluzione quotidiana delle condizioni di salute.
Un’operazione sanitaria di straordinaria complessità
Nel corso del suo intervento, Bertolaso ha espresso un ringraziamento sentito all’AREU e a tutto il personale sanitario del Niguarda per la complessa operazione di trasferimento dei feriti dalla Svizzera, definita di eccezionale difficoltà dal punto di vista logistico e sanitario. L’assistenza quotidiana richiede uno sforzo imponente: ogni medicazione può durare oltre due ore e coinvolgere fino a quattro infermieri per singolo paziente, a testimonianza dell’elevato livello di complessità e dell’intensità del lavoro svolto.
La disponibilità della sanità lombarda
La Regione Lombardia ha ribadito la piena disponibilità ad accogliere ulteriori pazienti qualora la situazione lo rendesse necessario. Un impegno confermato anche dal direttore generale del Niguarda Alberto Zoli e dal direttore generale di AREU Massimo Lombardo, che hanno assicurato come le strutture regionali siano organizzate e pronte sia per il trasporto sia per il ricovero di eventuali altri feriti legati all’incidente di Crans-Montana.
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