CAMBIA LINGUA

Chiara Ferragni prosciolta: estinto il reato nel processo sul Pandoro Pink Christmas

Proscioglimento per estinzione del reato dopo il ritiro delle querele e la caduta dell’aggravante

Si chiude con una sentenza di non luogo a procedere uno dei procedimenti giudiziari più seguiti degli ultimi anni nel panorama mediatico e giudiziario italiano. Chiara Ferragni è stata prosciolta al termine del processo con rito abbreviato celebrato presso il Tribunale di Milano, relativo ai casi del Pandoro Pink Christmas Balocco e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. La decisione è stata pronunciata dal giudice della terza sezione penale Ilio Mannucci Pacini, che ha disposto l’estinzione del reato dopo la caduta dell’aggravante contestata dalla Procura.

La decisione del giudice e la caduta dell’aggravante

Il cuore della sentenza risiede nel mancato riconoscimento dell’aggravante della minorata difesa dei consumatori o utenti online, ritenuta non sussistente dal giudice. Tale aggravante avrebbe reso il reato di truffa procedibile d’ufficio, anche in assenza di querela. Venendo meno questo presupposto, l’ipotesi di reato è stata riqualificata in truffa semplice, procedibile esclusivamente a querela di parte, determinando così l’improcedibilità dell’azione penale.

Il ritiro della querela e l’estinzione del reato

Un elemento decisivo è stato il ritiro della querela da parte del Codacons, avvenuto circa un anno fa a seguito di un accordo risarcitorio con l’imprenditrice digitale. In conseguenza di tale remissione e dei risarcimenti economici già effettuati, il giudice ha dichiarato estinto il reato, disponendo il proscioglimento di tutti gli imputati.

Prosciolti anche Damato e Cannillo

La sentenza di non luogo a procedere ha riguardato anche i coimputati di Chiara Ferragni. Sono stati infatti prosciolti Fabio Damato, ex braccio destro e manager delle società riconducibili all’influencer, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, gruppo a cui fa capo Dolci Preziosi. Anche per loro la caduta dell’aggravante e la remissione delle querele hanno determinato l’improcedibilità del reato.

Le accuse della Procura e le richieste di condanna

La Procura di Milano, rappresentata dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Cristian Barilli, aveva chiesto per Chiara Ferragni una condanna a un anno e otto mesi di reclusione, senza concessione di attenuanti. Secondo l’impianto accusatorio, l’influencer avrebbe promosso la vendita dei prodotti lasciando intendere che parte dei ricavi fosse destinata a iniziative benefiche, inducendo in errore una platea ampia e diffusa di consumatori.

I risarcimenti milionari e la chiusura del fronte giudiziario

Nel corso del procedimento è emerso come Ferragni avesse già versato risarcimenti complessivi per oltre 3,4 milioni di euro a favore di associazioni dei consumatori, tra cui Adicu e Codacons, oltre che a singoli acquirenti. Questi accordi transattivi hanno portato al ritiro delle querele, elemento che ha inciso in modo determinante sull’esito del processo e sulla dichiarazione di estinzione del reato.

Le parole di Chiara Ferragni dopo la sentenza

Visibilmente emozionata all’uscita dall’aula, Chiara Ferragni ha commentato a caldo la decisione del Tribunale parlando di una vicenda che segna la fine di un periodo particolarmente difficile. L’influencer ha ringraziato i suoi avvocati e i follower, sottolineando di aver sempre confidato nell’operato della giustizia e di essere ora pronta a riprendere in mano la propria vita personale e professionale.

Un caso simbolo tra giustizia, comunicazione e social media

Il cosiddetto “Pandoro gate” ha rappresentato un caso emblematico del rapporto tra comunicazione commerciale, influencer marketing e tutela dei consumatori nell’era dei social network. Pur concludendosi con una sentenza di improcedibilità, la vicenda ha sollevato un ampio dibattito pubblico sul ruolo degli influencer, sulla trasparenza delle campagne promozionali e sui confini tra errore comunicativo e responsabilità penale.

Segui La Milano sul nostro canale Whatsapp

Riproduzione riservata © Copyright La Milano

×