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Salute e sicurezza sul lavoro, sì unanime del Consiglio regionale: più prevenzione, formazione e controlli

Approvato all’unanimità il progetto di legge che introduce tracciabilità digitale, elenco dei formatori e reinvestimento delle sanzioni nella prevenzione.

La sicurezza sul lavoro entra in una nuova fase in Lombardia. Con un voto unanime, il Consiglio regionale ha approvato un progetto di legge che rafforza in modo strutturale la prevenzione degli infortuni e la qualità della formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un risultato politico non scontato, frutto di un percorso condiviso tra istituzioni, parti sociali e mondo produttivo, che punta a trasformare la formazione da adempimento formale a strumento concreto di tutela della vita delle persone.

Il provvedimento arriva in un contesto in cui il tema degli infortuni e delle malattie professionali continua a rappresentare una delle emergenze più sensibili del mercato del lavoro. I dati, le cronache e le vertenze sindacali restituiscono un quadro in cui la prevenzione resta spesso insufficiente e la formazione non sempre adeguata ai rischi reali. Da qui la scelta della Regione di intervenire con una legge che mette al centro tracciabilità, trasparenza e qualità, superando pratiche opache e frammentate.

Il testo è stato approvato il 27 gennaio 2026 dall’Aula consiliare, presieduta da Federico Romani, ed è stato illustrato dal relatore Luca Marrelli (Lombardia Ideale). La legge prevede un investimento complessivo di 1,2 milioni di euro per il triennio 2025-2027, destinato allo sviluppo di un sistema digitale e di strumenti di controllo e monitoraggio della formazione.

Una legge nata dal dialogo istituzionale e sociale

Il progetto di legge affonda le sue radici nel Protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso luglio dal Presidente di Regione Lombardia, dagli Assessori al Welfare e all’Istruzione, Formazione e Lavoro, dalle parti sociali e da INAIL Lombardia. Un accordo che ha posto le basi per una riforma condivisa, capace di coinvolgere tutti gli attori del sistema sicurezza.

L’obiettivo è chiaro: innalzare gli standard formativi, prevenire infortuni e malattie professionali e rafforzare la capacità di vigilanza sul corretto svolgimento dei corsi obbligatori. La legge intende colmare le lacune di un sistema che, negli anni, ha visto proliferare offerte formative di qualità disomogenea e difficilmente verificabile.

I tre pilastri della nuova normativa regionale

La legge si fonda su tre pilastri principali, pensati per rendere la formazione sulla sicurezza realmente efficace e controllabile.

Elenco regionale dei soggetti formatori

Viene istituito un elenco regionale dei soggetti abilitati a erogare corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Per essere iscritti, i formatori dovranno dimostrare esperienza e competenze specifiche, innalzando così il livello di qualificazione dell’offerta formativa.

Piattaforma digitale per la tracciabilità dei corsi

Il cuore della riforma è una piattaforma informatica regionale in cui saranno registrati tutti i percorsi di formazione svolti in Lombardia. Ogni corso verrà monitorato, verificato e aggiornato, con la possibilità di ottenere l’attestato finale direttamente dal sistema. La piattaforma consentirà anche controlli e accertamenti ispettivi da parte degli organi di vigilanza, come ATS e Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Reinvestimento delle sanzioni in formazione e prevenzione

Gli introiti derivanti da eventuali sanzioni non verranno dispersi, ma devoluti al finanziamento di nuove iniziative di formazione, informazione, studi e ricerche sulla sicurezza sul lavoro. Una scelta che punta a trasformare le sanzioni in uno strumento di miglioramento del sistema.

Le risorse: 1,2 milioni di euro per il triennio 2025-2027

La legge prevede uno stanziamento complessivo di 1.200.000 euro per il triennio 2025-2027, pari a 400.000 euro all’anno. Le risorse saranno destinate alla progettazione e allo sviluppo del servizio telematico rivolto ai soggetti formatori e ai datori di lavoro che erogano direttamente corsi ai propri dipendenti.

L’investimento mira a garantire non solo l’avvio della piattaforma, ma anche la sua piena operatività nel tempo, evitando che resti uno strumento incompleto o poco utilizzato.

Marrelli: “Un salto di qualità per la tutela dei lavoratori”

Il relatore Luca Marrelli ha sottolineato il valore politico e sociale del provvedimento:

“Il tema degli infortuni sul lavoro ci tocca come istituzioni e come legislatori. Questa legge è un salto di qualità, frutto di dialogo e di un lavoro intenso in Commissione. Si rafforza la tutela dei lavoratori, si garantiscono corsi efficienti, si assicura trasparenza e monitoraggio e si aumentano competenze e formazione”.

Il dibattito in Aula: consenso ampio, attenzione all’attuazione

Durante la discussione generale, tutti i gruppi consiliari hanno espresso sostegno al provvedimento, pur evidenziando aspetti da monitorare nella fase attuativa.

La Presidente della Commissione Sanità Patrizia Baffi ha definito la salute sul lavoro una “priorità politica”, sottolineando l’importanza di tracciabilità e verifica come elementi qualificanti della formazione.

Samuele Astuti (PD) ha riconosciuto il miglioramento del testo grazie alle audizioni in Commissione, auspicando però un forte coinvolgimento di Consiglio e parti sociali nelle delibere attuative.

Paola Pizzighini (M5 Stelle) ha richiamato l’urgenza di tempi rapidi di applicazione, mentre Massimo Vizzardi (Misto) ha posto l’accento sulla credibilità delle istituzioni, ottenendo l’inserimento di una clausola valutativa che prevede una relazione biennale della Giunta al Consiglio regionale sullo stato di attuazione della legge.

Interventi favorevoli sono arrivati anche da Onorio Rosati (AVS), Silvia Scurati (Lega), Michela Palestra (Patto Civico) e dai consiglieri di Forza Italia, che hanno ribadito il valore della formazione come diritto dei lavoratori e dovere dei datori di lavoro.

Tironi: “Tracciabilità e controlli per rendere effettivi gli obblighi”

In chiusura, l’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi ha evidenziato la portata sistemica della riforma:

“È una risposta concreta a situazioni di diffusa inosservanza che negli anni hanno penalizzato soprattutto i lavoratori, svuotando di significato la formazione. Tracceremo tutti i corsi di formazione sulla sicurezza erogati in Lombardia, assicurando trasparenza, correttezza tra gli operatori e maggiore capacità di controllo”.


Un passo decisivo verso una cultura della prevenzione

Con l’approvazione unanime di questa legge, la Lombardia sceglie di investire su prevenzione, qualità formativa e responsabilità condivisa. La sicurezza sul lavoro non viene più considerata un mero obbligo burocratico, ma un pilastro della dignità del lavoro, della competitività delle imprese e della credibilità delle istituzioni.

Ora la sfida passa all’attuazione: dalla piattaforma digitale alla vigilanza, fino al reinvestimento delle sanzioni. Solo se questi strumenti funzioneranno davvero, la legge potrà incidere in modo concreto sulla riduzione degli infortuni e sulla costruzione di luoghi di lavoro più sicuri.

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