Trasporto pubblico locale, via libera alla riforma in Lombardia: nuova regia regionale e investimenti fino al 2029
Riforma TPL Lombardia approvata: investimenti, bigliettazione digitale e nuove regole su sicurezza e governance
Milano, 15 gennaio 2026 – Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza la riforma del Trasporto Pubblico Locale (TPL), dando il via libera alla “Revisione della legge regionale 4 aprile 2012, n. 6 (Disciplina del Settore dei Trasporti)”. Il provvedimento è stato votato nella seduta odierna con 45 voti favorevoli e 21 contrari, diventando il nuovo riferimento normativo per la mobilità pubblica regionale.
La riforma nasce con l’obiettivo di rafforzare la governance del sistema, introdurre strumenti di innovazione tecnologica e sostenibilità, migliorare l’integrazione tra ferro e gomma e potenziare la qualità del servizio per cittadini e territori. Nel testo trovano spazio anche misure di tutela per il personale in caso di passaggi di gestione, oltre a meccanismi premiali e sanzionatori per garantire il rispetto delle regole e standard omogenei.
Bestetti (FdI): “Da sistema frammentato a mobilità integrata, Regione torna regia strategica”
A rivendicare la portata politica della riforma è il relatore Marco Bestetti (Fratelli d’Italia), che definisce il provvedimento come un cambio di paradigma nella gestione del trasporto pubblico:
“La riforma segna il passaggio da un sistema frammentato a un modello di mobilità integrata dove la Regione riprende la sua funzione naturale di regia strategica”.
Uno dei punti più discussi riguarda l’uscita della Regione dalle Agenzie del TPL, scelta che Bestetti respinge come depotenziamento e interpreta invece come un rafforzamento del ruolo di programmazione e controllo.
Secondo il relatore, la presenza regionale nelle Agenzie era limitata al 10%, mentre con la nuova impostazione la Regione potrà definire direttive vincolanti e garantire standard tecnologici e qualitativi uniformi sull’intero territorio lombardo, anche attraverso un piano industriale da 200 milioni di euro.
Investimenti: 105,9 milioni per fermate e interscambi, più digitalizzazione e integrazione ferro-gomma
Il provvedimento mette in campo risorse significative per modernizzare il sistema, con una programmazione economica che punta su infrastrutture, digitalizzazione e continuità del servizio.
Tra gli stanziamenti principali previsti dalla legge:
- 105,9 milioni di euro (2026-2029) per la riqualificazione di fermate e nodi di interscambio, con l’obiettivo di trasformare le aree di attesa in spazi più sicuri e funzionali
- 19,55 milioni di euro per la bigliettazione digitale
- 8 milioni di euro per il potenziamento dell’informazione all’utenza
- 67,8 milioni di euro per i servizi integrativi ferro-gomma, pensati per garantire collegamenti anche nei territori non coperti dal servizio ferroviario
L’impianto della riforma mira dunque a una mobilità pubblica più moderna, dove l’utente può contare su maggiore puntualità, continuità e strumenti digitali avanzati.
Un sistema unico di raccolta dati per monitorare domanda e tariffe
Uno dei passaggi più innovativi riguarda la creazione di un sistema unico di raccolta dati legato alla bigliettazione elettronica. La finalità è strategica: consentire a Regione Lombardia di monitorare in tempo reale la domanda di mobilità, migliorare la ripartizione degli introiti e favorire una piena integrazione tariffaria digitale.
Il provvedimento prevede inoltre l’armonizzazione tariffaria anche in chiave transfrontaliera, un elemento rilevante per una regione che è snodo economico e logistico europeo.
Riorganizzazione delle competenze e nascita del Comitato regionale del trasporto pubblico
La riforma ridefinisce le competenze tra:
- Regione
- Province
- Comuni
- Agenzie del TPL
Il nuovo assetto rafforza la funzione di indirizzo regionale e, parallelamente, punta a potenziare il ruolo operativo delle Agenzie territoriali.
Elemento centrale è la scelta di non prevedere più la partecipazione diretta della Regione nelle Agenzie del TPL, con conseguente rideterminazione delle quote di partecipazione degli altri enti da parte della Giunta.
Nasce inoltre il Comitato regionale del trasporto pubblico, organismo di coordinamento tra i diversi bacini territoriali, che includerà anche rappresentanze delle aziende di trasporto e dei lavoratori.
Taxi e NCC: tariffe, contingentamenti e requisiti più rigidi per la sicurezza
La riforma interviene anche sul trasporto non di linea.
Per i Taxi, viene confermata la Commissione consultiva fino all’adeguamento annuale obbligatorio delle tariffe.
Per gli NCC (noleggio con conducente), invece, la legge stabilisce che il contingentamento delle autorizzazioni sarà programmato dalla Regione. I Comuni, infatti, dovranno richiedere alla Giunta la possibilità di emettere nuove autorizzazioni.
Inoltre, la normativa introduce un principio chiaro: taxi e NCC potranno essere svolti solo da soggetti iscritti al ruolo dei conducenti previsto dalla Legge 21/1992 presso la Camera di Commercio competente.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la sicurezza e la qualità del servizio, impedendo l’accesso alla professione a chi ha riportato condanne per reati gravi, violenze o traffico di stupefacenti.
Sicurezza sui mezzi: tavolo permanente, bodycam e agevolazioni per le Forze dell’ordine
Uno dei capitoli centrali del provvedimento è dedicato alla sicurezza, con misure pensate per contrastare violenze e vandalismi e tutelare passeggeri e personale.
La riforma prevede:
- l’istituzione di un Tavolo permanente per la sicurezza nel trasporto pubblico regionale e locale
- la sperimentazione del modello operativo FS Security, con dotazione di bodycam al personale in stazioni e tratte ferroviarie regionali a rischio
- la possibilità per rappresentanti di Forze dell’ordine, Forze armate e Polizia locale di viaggiare a condizioni agevolate sui mezzi pubblici regionali e locali
Una linea che punta a trasformare la sicurezza da tema emergenziale a elemento strutturale della programmazione.
Navigazione e demanio lacuale: nuove regole e gestione associata
Il provvedimento introduce anche importanti novità su navigazione e demanio lacuale, prevedendo l’obbligo di gestione associata attraverso le Autorità di bacino, con nuove regole su trasparenza e riparto dei proventi.
Ai Comuni di Milano e Pavia viene inoltre affidata la gestione dei porti sui Navigli storici, rafforzando la dimensione locale di alcuni asset infrastrutturali.
Servizi nelle aree svantaggiate: 5 milioni annui per ridurre il divario città-valli
Tra gli obiettivi dichiarati della riforma c’è anche quello di ridurre le disuguaglianze territoriali nel diritto alla mobilità.
La legge prevede:
- 5 milioni di euro annui per sostenere i servizi nelle zone svantaggiate
- una pianificazione di bacino vallivo promossa attraverso le Comunità Montane
In parallelo, tra gli emendamenti approvati figura l’introduzione della clausola sociale e la destinazione del 2% degli utili delle Agenzie TPL a nuovi investimenti sul personale.
Lucente: “Legge moderna, Regione al centro della gestione delle risorse”
Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile Franco Lucente, che ha sottolineato il lungo percorso che ha portato alla riforma:
“Arriva dopo un lavoro di oltre 1 anno e mezzo per consegnare alla Lombardia una legge moderna e al passo con le nuove sfide del trasporto pubblico”.
Secondo Lucente, la riforma permetterà alla Regione di assumere un ruolo centrale nella gestione delle risorse e nelle politiche attuative, attraverso una programmazione calibrata sulle esigenze dei singoli territori e dei viaggiatori.
Il dibattito in Aula: maggioranza compatta, opposizioni critiche
Nel corso della discussione, diversi consiglieri di maggioranza – tra cui esponenti di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e altre formazioni – hanno evidenziato il valore del confronto con gli stakeholder e la centralità della regia regionale come punto di riferimento nazionale.
Di segno opposto la valutazione delle opposizioni, con PD, M5S, Italia Viva, Patto Civico, AVS e Gruppo Misto che hanno definito la legge “un’occasione persa”.
Le critiche si concentrano soprattutto sull’uscita della Regione dalle Agenzie TPL, giudicata una “ritirata strategica” che rischierebbe di generare confusione gestionale, indebolire il coordinamento tra ferro e gomma e non utilizzare pienamente il trasporto pubblico come leva di competitività.
Una riforma che cambia il modello del TPL lombardo
Con l’approvazione della nuova legge, la Lombardia avvia una fase di riorganizzazione profonda del proprio trasporto pubblico locale: più regia regionale, più digitalizzazione, più integrazione tra mezzi e un focus crescente su sicurezza e qualità.
Il vero banco di prova sarà l’attuazione: dalle risorse stanziate alla capacità di trasformare norme e governance in un servizio percepito dai cittadini come più efficiente, affidabile e sicuro.
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