CECINA – Nuovo duro colpo allo spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio della Costa degli Etruschi. I Carabinieri della Compagnia di Cecina, nell’ambito di una mirata operazione antidroga, hanno disarticolato un’altra piazza di spaccio arrestando un ventiduenne di origini nordafricane per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere.
L’operazione nell’area boschiva del Tripesce
L’intervento è scaturito da una prolungata attività di monitoraggio condotta dai militari dell’Aliquota Radiomobile in località Tripesce, nel territorio di Rosignano Marittimo, frazione Vada. L’attenzione degli investigatori si era concentrata su un’area boschiva a ridosso della via Aurelia, dove erano stati notati movimenti sospetti compatibili con un’attività di spaccio organizzata.
Nel corso del controllo, i Carabinieri hanno individuato una vera e propria “piazza di spaccio” allestita tra la vegetazione, dotata di una tenda da campeggio e di attrezzature rudimentali per il bivacco, utilizzate come base operativa per l’attività illecita.
Droga, contanti e materiale per il confezionamento
A seguito della perquisizione, i militari hanno sequestrato:
- 136 grammi di hashish
- 90 grammi di cocaina
- un bilancino di precisione
- materiale per il taglio e il confezionamento della droga
- circa 2.300 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio
Un quantitativo significativo che conferma l’esistenza di un punto di vendita strutturato e attivo.
Tentativo di fuga e resistenza ai militari
Durante le operazioni, il giovane ha tentato di darsi alla fuga. Raggiunto dai Carabinieri, ha opposto una violenta resistenza, dimenandosi e cercando di sottrarsi all’arresto, arrivando anche a spruzzare uno spray urticante contro gli operanti. Un comportamento che ha aggravato la sua posizione, portando alle ulteriori contestazioni di resistenza e porto di oggetti atti ad offendere.
Carcere confermato dal giudice
Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Livorno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. In sede di udienza di convalida, il giudice ha confermato la misura cautelare della detenzione in carcere.
Come previsto dalla legge, nel rispetto dei diritti dell’indagato, il giovane è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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