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Nasce all’IRCSS Sant’Orsola di Bologna il nuovo Polo Pneumo-Nefro-Urologico

64 milioni di euro per rafforzare la rete della sanità pubblica e universalistica dell'Emilia-Romagna

Nasce all’IRCSS Sant’Orsola di Bologna il nuovo Polo Pneumo-Nefro-Urologico

Approvato lo studio di fattibilità e aggiudicata la gara per il progetto esecutivo della fase uno. La nuova struttura, che sostituirà il precedente padiglione 12, avrà un’estensione di oltre 21mila mq. L’avvio dei lavori è previsto entro il 2025

La rete della sanità pubblica e universalistica dell’Emilia-Romagna si rafforza. Con il via alla prima fase di progettazione del nuovo Polo Pneumo-Nefro-Urologico dell’IRRCS Sant’Orsola di Bologna, dopo il completamento dell’iter che ha permesso di ottenere lo scorso luglio un finanziamento di 64 milioni di euro, si aggiunge un ulteriore e importante tassello nella tabella di marcia per la realizzazione del Piano Direttore dell’IRCCS 2021-2035: infrastrutture intelligenti e sostenibili suddivise in 15 poli d’eccellenza. Approvato già lo studio di fattibilità e aggiudicata la gara a dicembre 2023 per la realizzazione del progetto esecutivo, affidato allo Studio Altieri, l’avvio dei lavori è previsto entro il 2025.

Nasce all'IRCSS Sant'Orsola di Bologna il nuovo Polo Pneumo-Nefro-Urologico

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I dettagli del progetto sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa dall’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e dalla direttrice generale dell’IRCSS Sant’Orsola, Chiara Gibertoni.

“Il sistema Emilia-Romagna ancora una volta- sottolinea Donini– è stato capace di intercettare, programmare e rendere produttive le risorse per gli investimenti in favore di una sanità sempre più efficiente e all’avanguardia, capace di adattarsi ai cambiamenti sul piano della resilienza, della sostenibilità e dell’evoluzione delle esigenze dei pazienti. Grazie a queste risorse, la realizzazione del nuovo Polo Pneumo-Nefro-Urologico rafforzerà la rete d’eccellenza della sanità emiliano-romagnola”.

“Realizzare interventi di valore in sanità richiede tempi lunghi, precisione e sguardo prospettico, parliamo in questo caso di finanziamenti che provengono dalla legge regionale di Bilancio del 2018- commenta Chiara Gibertoni, direttrice generale IRCCS Policlinico di Sant’Orsola-. Oggi, dunque, potremo realizzare un’opera innovativa ma la sfida per il futuro sarà quella di poterla usare al massimo delle sue potenzialità e mantenerne nel tempo l’alto livello, e per questo servono risorse per la gestione e quindi finanziamenti sulla spesa corrente”.

La prima fase di realizzazione del Polo Pneumo-Nefro-Urologico prevede la demolizione del padiglione 12 (dove precedentemente si trovava il polo Logistico trasferito fuori dall’ospedale), già in corso, e la realizzazione di una struttura con un’estensione di oltre 21mila mq su 7 piani. Ospiterà pneumologia, urologia, andrologia, trapianti di rene, nefrologia. Sono previsti complessivamente 111 posti letto. Numerose le attività che verranno ospitate nella struttura: didattica, servizi, ambulatori, interventistica, blocco operatorio, trapianti, degenza ordinaria, semi-intensiva e intensiva, diagnostica per immagini, logistica e un parcheggio interrato circa 120 posti per pazienti e dipendenti.

Il progetto complessivo prevederà, una volta ultimata la prima fase, anche una fase successiva in cui sarà demolito il padiglione 15, attualmente sede del Pneumo Nefro che confluirà nel nuovo polo, e realizzata una ulteriore porzione del polo delle medicine integrata in un unico sistema. Qui troveranno posto ulteriori attività, tra cui le Malattie infettive.

In futuro, gli spazi che verranno liberati dallo spostamento delle unità operative coinvolte saranno impiegati, sempre in coerenza con il Piano Direttore, per realizzare attività ambulatoriali (padiglione 1) e soprattutto per potenziare le attività chirurgiche delle sale operatorie delle piastre A e B del padiglione 5, grazie al trasferimento delle attività di trapianto di rene nel nuovo Polo.

L’iter del progetto

Il finanziamento di 64 milioni di euro nasce dalla legge di Bilancio 145/2018. È stato predisposto uno “Studio di fattibilità” a cura del Servizio tecnico e della Direzione Sanitaria dell’IRCCS, sulla base delle previsioni urbanistico-funzionali contemplate nel Piano Direttore 2021-2035 e delle indicazioni pervenute dalla Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare-Area infrastrutture e patrimonio della Regione Emilia-Romagna.

Lo studio di fattibilità è stato deliberato nel novembre 2022 e successivamente inviato in Regione per approvazione. È stato, quindi, approvato dal “Gruppo tecnico regionale per la valutazione dei progetti sanitari e socio sanitari” nel gennaio 2023. Successivamente la Regione ha inviato il documento al ministero della Salute “Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici”, che ha approvato l’intervento nel luglio 2023 senza nessun rilievo. Nel dicembre 2023 è stata assegnata la gara per l’affidamento del servizio di progettazione esecutiva per cui è stato incaricato lo Studio Altieri. L’inizio dei lavori è previsto entro il 2025.

Il Sant’Orsola di domani: 15 Poli d’eccellenza

Il Piano Direttore 2021-2035, approvato nel 2018, prevede numerosi interventi di implementazione e riqualificazione strutturale degli spazi del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Le nuove strutture saranno destinate a 15 poli d’eccellenza organizzati internamente per intensità delle cure. Rientra in questo ambito la fase uno della riqualificazione del Polo delle medicine e più precisamente dei padiglioni 12 e 15, uno degli interventi di maggiore impatto di tutto il Piano Direttore.

Il Policlinico è costituito da edifici storici e moderni inseriti in una matrice di verde frammentata dalla viabilità interna, dedicata alla mobilità e alla logistica. Il Piano Direttore, oltre a promuovere un modello innovativo di ospedale improntato al “percorso di cura” del paziente, e dunque basato su nuovi processi assistenziali, sull’evoluzione delle tecnologie e dell’attività di ricerca guarda con attenzione alle migliori pratiche in ambito di sicurezza e di sostenibilità. Non solo: c’è anche il potenziamento della rete di collegamenti logistici sotterranei per eliminare il traffico di superficie legato alla movimentazione delle merci, l’implementazione dell’offerta di mobilità pubblica e la promozione di una mobilità sostenibile all’interno dell’area.

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