“Le Iene”, stasera Giulia Innocenzi intervista Roberto Formigoni

L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, sta scontando i domiciliari in un appartamento a Milano

Giulia Innocenzi intervista in esclusiva l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, nell’appartamento a Milano dove attualmente sta scontando i domiciliari. Il servizio in onda a “Le Iene” stasera, martedì 1° giugno, in prima serata su Italia 1.

 

L’intervista

Innocenzi: Allora Formigoni, perché ha fatto il ricorso per riottenere il vitalizio? Si trova ancora agli arresti domiciliari?

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Formigoni: Mi trovo agli arresti domiciliari, ho la possibilità di uscire due ore al giorno, per il resto devo stare in casa.

Innocenzi: La sua condanna per corruzione è di 5 anni e 10 mesi giusto?

Formigoni: Esattamente.

Innocenzi: E in carcere quanto è stato?

Formigoni: 5 mesi, benché avessi superato i 70 anni, e quindi sono stato in carcere grazie alla Legge “spazza corrotti”, voluta dai 5 Stelle che pochi mesi dopo fu dichiarata incostituzionale.

Innocenzi: Ha il dente avvelenato coi 5 Stelle?

Formigoni: Ma no poveretti! Non ne hanno vinta una, gli è rimasta soltanto la battaglia contro Formigoni, ma mi sembra che stiano perdendo anche quella.

Innocenzi: In carcere è stata dura immagino, 5 mesi.

Formigoni: Guardi, l’ho accettata. Grazie all’educazione cristiana che ho ricevuto, avevo una cella che dividevo con altri tre detenuti.

Innocenzi: Quindi non aveva una cella lusso?

Formigoni: No.

Innocenzi: Da ex Senatore?

Formigoni: No, sono stato trattato con grandissimo rispetto, era presente uno di loro condannato per omicidio, mi disse “noi tutti i giorni laviamo, puliamo. Tu non farai nulla di tutto questo, abbiamo deciso, tu hai fatto tanto bene ai cittadini, vogliamo darti questo segno di riconoscenza”.

Innocenzi: E lei ha accettato il trattamento privilegiato?
Formigoni: Non ho potuto fare nulla, addirittura non volevano che apparecchiassi la tavola.

Innocenzi: Oggi quali altri redditi percepisce lei?

Formigoni: Da quando la commissione contenziosa del Senato ha stabilito che doveva essermi restituita questa pensione, ricevo attorno ai 2000 euro al mese.

Innocenzi: Quindi lei o ha il vitalizio della sua vita politica oppure non ha niente?

Formigoni: Esattamente, oppure non ho niente. Tenga anche conto che mi è stato sequestrato tutto.

Innocenzi: Perchè lei è stato condannato per corruzione a risarcire 47 milioni di euro.

Formigoni: Sì, uno strano calcolo ma anche qui ho accettato cristianamente.

Innocenzi: Ok ma 47 milioni quando li restituisce?

Formigoni: Se mi lasciassero lavorare potrei trovare un lavoro significativo e potrei magari fare quello che devo. Sono stato aiutato in questi mesi dagli amici che mi hanno permesso di sopravvivere.

Innocenzi: Allora è un indigente fortunato rispetto ad altri!

Formigoni: Forse qualcuno sperava che gli amici mi abbandonassero.

Innocenzi: Allora, facciamo un po’ di chiarezza sulle cifre. Lei prima della condanna percepiva due vitalizi, giusto?

Formigoni: Del Senato e della Regione.

Innocenzi: Per un totale di 10 mila euro al mese. Questo prima che venisse condannato.

Formigoni: Esattamente. Dal momento della condanna la Corte Dei Conti mi ha sequestrato integralmente il vitalizio di Regione Lombardia.

Innocenzi: E il Senato le toglie l’altro vitalizio in quanto condannato.

Formigoni: Esatto, e io ho fatto immediatamente ricorso. La commissione di garanzia mi ha dato pienamente ragione, ha stabilito quindi che la sentenza Grasso non stava né in cielo né in terra.

Innocenzi: Ma la decisione è politica.

Formigoni: La commissione del Senato in termini di diritto ha riconosciuto il mio diritto a non morire di stenti.

Innocenzi: Paola Taverna ha detto che potrebbe richiedere il reddito di cittadinanza se ha questi problemi economici.

Formigoni: No perché avendo lavorato nelle Istituzioni per 34 anni ho maturato la pensione.

Innocenzi: Eh ma se è un vitalizio, allora il vitalizio ai condannati non si dà?

Formigoni: Abbiamo già spiegato che si tratta di pensione quindi avendo maturato la pensione, io voglio vivere con i soldi miei.

Innocenzi: È che diciamo, nell’idea dei 5 stelle, la politica sarebbe dovuta essere una parentesi nella vita di un lavoratore. Il suo caso invece è diverso perché lei ha sempre lavorato in politica.

Formigoni: Esattamente, io ho sempre lavorato per 34 anni di politica.

Innocenzi: Nei suoi 34 anni di onorata carriera non è riuscito a mettersi niente da parte?

Formigoni: Le ripeto, mi hanno sequestrato tutto.

Innocenzi: Questa casa non è di proprietà?

Formigoni: Questa casa non è mia, questa casa mi è stata prestata da un amico per un qualche tempo, perché tra poco avrà bisogno lui stesso.

Innocenzi: La delibera Grasso parla di un principio condivisibile. Se la disciplina e l’onore non ci sono più e per un condannato per corruzione in via definitiva possiamo dire che non c’è, non ci deve più essere il vitalizio?

Formigoni: Per le colpe che il tribunale ha ritenuto di vedere in me, mi ha attribuito una pena. 5 anni e 10 mesi, che sto scontando, con disciplina e onore, nel pieno rispetto di quello che mi è stato detto.

Innocenzi: Però era una condanna per corruzione.

Formigoni: Perché il signor Grasso vuole aggiungere una pena aggiuntiva? Non gli è lecito. Questa sentenza che invece è a mio favore, i 5 Stelle la vogliono abbattere, questo è il loro giustizialismo, sono dei forcaioli!

Innocenzi: Quindi anche se ha tradito il suo mandato nei confronti dei cittadini, dice “questi soldi mi aspettano comunque”.

Formigoni: La legge italiana stabilisce con chiarezza che la pensione non può essere sequestrata, se non nella misura massima del 20% a nessuno, tranne a chi si è macchiato di delitti di mafia, di terrorismo o ha evaso.

Innocenzi: Però è un po’ un paradosso che chi è condannato per corruzione poi venga “premiato” con i soldi dei cittadini.

Formigoni: Ma come premiato? I soldi sono i miei.

Innocenzi: Per il vitalizio.

Formigoni: I soldi sono i miei! No, non sono dello Stato, i soldi sono la rinuncia a una parte dell’emolumento che io ho fatto per 16 anni, mese per mese.

Innocenzi: Lei si può immaginare un italiano che si vede le sue foto delle vacanze in barca, mentre faceva i tuffi che sono quelle vacanze per cui poi è stato condannato.

Formigoni: Ha detto giusto.

Innocenzi: Ecco.

Formigoni: Sono stato condannato per delle vacanze, la ringrazio.

Innocenzi: Vacanze, emolumenti vari insomma, ma io con i miei soldi delle mie tasse devo dare il vitalizio a Formigoni?

Formigoni: Ma non mi paga con i suoi soldi, mi perdoni, se insisto nel dire che 60 milioni di italiani non tirano fuori 1 centesimo da dare a Formigoni. Sono tutti risparmi messi via da me…

Innocenzi: La Azzolina ha definito il suo vitalizio una “scatarrata” sui cittadini.

Formigoni: A me il nome Azzolina fa venire in mente i banchi a rotelle che ho visto accatastati in molte scuole.

Innocenzi: Ma non ci deve essere anche un’etica diversa che giudica i politici? Lei non è stato un lavoratore qualunque, lei è stato un rappresentante di noi cittadini.

Formigoni: Da un punto di vista del lavoro ho lavorato come un matto, Le assicuro, i lombardi lo sanno, mi vedevano arrivare alle otto e mezza nel mio ufficio e fino alle 10, 10:30 di sera il trentesimo piano del Pirellone era con la luce accesa.

Innocenzi: Purtroppo per lei però oggi quello che noi ci ricordiamo è la condanna, no?

Formigoni: Ma le assicuro che molti cittadini ricordano invece quello che ho fatto. Se lei potesse fare un giro con me vedrebbe quante persone mi salutano, quante persone vengono a stringermi la mano, quante persone vengono a dirmi “grazie Formigoni”.

Innocenzi: Quindi non le dicono che è una “scatarrata” sui cittadini?

Formigoni: No, no… Una volta mi è capitato.

Innocenzi: Solo una volta?

Formigoni: Uno che passava lì in bicicletta mi ha detto “pirla!”, e vabbè, l’ho accettato, guardi non gli ho neanche risposto… io che pure sono un tipo sanguigno.

Innocenzi: Lei oggi è diventato il simbolo della peggiore casta.

Formigoni: Io vedo che c’è un’insistenza straordinaria nei confronti di Formigoni, sono i 5 stelle che la portano avanti.

Innocenzi: Lei come considera la sua vittoria per riottenere il vitalizio?

Formigoni: Una vittoria del diritto. Il diritto che dice che in Italia nessuno deve morire per stenti.


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