IL “FAI DA TE” DEI MILANESI

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Milano, città splendida, sempre in movimento, dinamica. E proprio la casa, nido e fulcro di ogni famiglia è anche il luogo, tanto amato, da rendere il più accogliente possibile.

Pensare che ogni giorno nelle nostre case, nel nostri uffici, nelle nostre automobili, ci sono cose da aggiustare, rifinire, mettere a posto. Non è forse speciale costruirsi da sé il proprio nido? Con il proprio gusto, con la propria energia e fatica.

Quanto è importante al giorno d’oggi essere in grado di riparare autonomamente gli oggetti? In un mondo in cui tutto ci è dato per scontato, saper aggiustare, montare o ritoccare, ha un suo valore.

Da un piccolo danno al motore della macchina, ad un lavandino che perde, dall’attaccare un semplice quadro ad un vero e proprio lampadario, da un  lavoro fai da te a qualcosa che richiede una conoscenza maggiore di quello che si sta facendo.

La manualità è fondamentale e ancora di più lo è il “saper mettersi in gioco” in piccole sfide quotidiane. Ancora meglio e più soddisfacente se quella sfida quotidiana riguarda qualcosa che fa parte della sfera personale. Prendersi cura di quello che abbiamo è qualcosa che richiede pazienza, ad oggi tra le vite frenetiche delle persone, è una virtù che viene meno. C’è chi nasce con più pazienza di altri ma di sicuro, finché non la si allena, non la si acquisisce. È proprio dai piccoli gesti di attenzione che si coltiva questa virtù: già il fatto di attendere il giorno in cui mettersi all’opera è di per sé un atto di pazienza, seguito dal lavoro vero e proprio che richiede ragionamento, costanza nel ripetere magari più volte uno stesso gesto. Ma poi che grande soddisfazione il “fare con le proprie mani”.

Per anni l’uomo “fai da te” è stato stereotipato come l’uomo muscolo, peloso con la sigaretta in bocca che girava per casa con un look da cantiere. Oggi questo stereotipo è andato fortunatamente perso, perchè tutti gli uomini e le donne di questo mondo possono essere “fai da te”, basta avere gli attrezzi giusti.

Da un semplice cigolio dell’anta dell’armadio ad un guasto al motore della macchina, l’uomo “fai da te” si arma di cacciavite e in un secondo ha già smontato e rimontato tutto. Gira per casa con sguardo critico, soffermandosi ad osservare gli angoli tra parete e mobili, tendere l’orecchio per captare ogni scricchiolio sospetto.

Se il lavandino perde qualche goccia, se c’è da avvitare qualche bullone, per l’uomo “fai da te” queste cose sono all’ordine del giorno: la sua cassetta porta attrezzi non è mai troppo lontana dalla portata quotidiana, giusto qui il necessario per ogni uomo “fai da te”.

Saper aggiustare, riparare, montare sono pratiche che si  addicono a tutti quelli che ci provano, non esiste il “non riesco”, “non sono capace”, “non ho voglia”. È qualcosa che si fa per metà con le proprie forze e l’altra metà con la qualità del tipo di attrezzi che si usa. Avere determinazione nel voler riparare qualcosa ma non possedere il giusto utensile è una perdita di tempo.

Chi è oggi veramente l’uomo fai da te? È una qualsiasi persona che ha voglia di usare le proprie mani, con pazienza. Dal padre che incontriamo per strada al single al bar, dal lavoratore stressato all’artigiano nel proprio negozio. Chiunque può aggiustare oggetti, riparare piccole crepe, montare qualche arredo, basta avere gli strumenti giusti, quelli che ti fanno venire la voglia di metterti all’opera e superare le tue capacità.

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