Rapina nel parcheggio di un supermercato a Civate: arrestato un 33enne dai Carabinieri
Rapina a Civate: arrestato l’autore dopo le indagini dei Carabinieri
Una rapina armata, avvenuta in pieno centro abitato e con modalità particolarmente allarmanti, ha trovato nelle ultime ore una risposta decisa da parte delle forze dell’ordine. Nella mattinata del 21 gennaio 2026 i Carabinieri hanno infatti eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’autore della violenta rapina consumata a Civate lo scorso 7 gennaio.
L’arresto eseguito dai Carabinieri di Valmadrera
I militari della Stazione Carabinieri di Valmadrera hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Lecco, su richiesta della Procura della Repubblica di Lecco, nei confronti di un uomo di 33 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
L’indagato è stato raggiunto dalla misura cautelare mentre si trovava già detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Como, dove rimarrà ristretto.
La rapina: donna minacciata con una pistola
I fatti risalgono alla serata del 7 gennaio 2026. Nel parcheggio di un supermercato di Civate, l’uomo sarebbe riuscito a introdursi nell’autovettura di una donna mentre questa stava sistemando la spesa nel bagagliaio. Una volta che la vittima si era rimessa alla guida, il rapinatore si è manifestato improvvisamente, puntandole contro una pistola.
Sotto la minaccia dell’arma, la donna è stata costretta a raggiungere un luogo isolato, dove l’aggressore le ha sottratto la borsa contenente documenti personali, telefono cellulare, carte di credito e circa 90 euro in contanti. Un episodio che ha generato forte paura e allarme sociale.
Le indagini e il recupero della refurtiva
Le ricerche avviate immediatamente dai Carabinieri hanno consentito di recuperare parte della refurtiva, successivamente restituita alla vittima. Le indagini, sviluppate in tempi rapidi, hanno poi permesso di identificare con certezza il presunto autore della rapina, che è stato denunciato per rapina aggravata.
La Procura di Lecco, valutando la gravità dei fatti, la condotta violenta e la pericolosità sociale del soggetto, ha quindi richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l’applicazione della misura cautelare più afflittiva, ritenuta necessaria per prevenire ulteriori reati.
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