Sparatoria a Nardò dopo una lite familiare: fermati padre e figlio minorenne per tentato omicidio aggravato.
Il pomeriggio del 1° gennaio è stato scosso da un grave episodio di violenza armata nella zona 167 di Nardò. Intorno alle ore 17:30, una segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza 112 indicava la presenza di una persona ferita da colpi di arma da fuoco. Sul posto è intervenuta tempestivamente una volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza, che ha immediatamente avviato le prime verifiche per ricostruire quanto accaduto e mettere in sicurezza l’area.
La lite familiare degenerata in un gesto estremo
Dalle testimonianze raccolte dagli agenti della Polizia di Stato è emerso che poco prima si era verificata una violenta lite familiare. Protagonista un uomo di 41 anni che, accompagnato dal figlio quindicenne, aveva raggiunto l’ex moglie. Il confronto, innescato da problematiche legate alla gestione familiare, è rapidamente degenerato fino a trasformarsi in un episodio di estrema gravità, culminato con l’uso di un’arma da fuoco.
La sparatoria e la fuga in moto
La donna non era sola: si trovava in compagnia di una coppia del posto. Proprio l’uomo che era con lei ha tentato di difenderla, mettendosi tra l’ex marito e la vittima designata. A quel punto il 41enne avrebbe esploso diversi colpi d’arma da fuoco nella sua direzione, ferendolo, per poi darsi alla fuga insieme al figlio minorenne a bordo di una moto di grossa cilindrata, facendo perdere le proprie tracce subito dopo la sparatoria.
Le indagini e il tracciamento dei telefoni cellulari
Le ricerche sono scattate immediatamente e si sono avvalse anche dei sistemi di tracciamento delle posizioni dei telefoni cellulari in uso ai presunti responsabili. I segnali hanno condotto gli investigatori verso una zona di Gallipoli, nei pressi di corso Roma. A quel punto sono stati allertati il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallipoli e gli agenti della Squadra Mobile, con un’estensione delle operazioni di ricerca dal territorio di Nardò alla vicina località ionica.
Il ritrovamento di padre e figlio e la perquisizione
Padre e figlio sono stati rintracciati presso la loro abitazione. Fin dai primi contatti con gli operatori, entrambi hanno mostrato un atteggiamento poco collaborativo, circostanza che ha spinto gli agenti a procedere con una perquisizione domiciliare approfondita. L’attività ha dato esito positivo: sul terrazzo dell’abitazione sono stati rinvenuti il casco indossato dal ragazzo, gli indumenti utilizzati da entrambi durante il fatto e l’arma impiegata per la sparatoria.
L’arma clandestina e il sequestro del materiale
Si tratta di una pistola Beretta calibro 7,65, con matricola abrasa, trovata insieme a un ingente quantitativo di munizioni: ben 73 cartucce. Parallelamente, le ricerche sono state estese anche alle strade limitrofe all’abitazione, con l’obiettivo di individuare il mezzo utilizzato per la fuga. La moto di grossa cilindrata è stata infatti rinvenuta poco distante, parcheggiata e pronta a essere recuperata dagli investigatori. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro.
Il fermo per tentato omicidio aggravato
Conclusi gli accertamenti preliminari, padre e figlio sono stati accompagnati presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Nardò per la formalizzazione degli atti. Nei loro confronti è stato disposto il fermo di indiziato di delitto con le accuse di tentato omicidio aggravato in concorso, porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni. La gravità dei fatti e il coinvolgimento di un minore hanno reso necessario un immediato coordinamento con l’autorità giudiziaria.
Le decisioni della magistratura
Informati i Pubblici Ministeri di turno presso la Procura ordinaria e quella per i minorenni, sono state adottate le misure restrittive previste dalla legge. Il 41enne è stato condotto presso la casa circondariale di Lecce, mentre il figlio quindicenne è stato accompagnato all’Istituto Penale Minorile competente.
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