Vicenza, un convegno su Mariano Rumor a 30 anni dalla sua morte

Rumor è stato un protagonista della politica italiana tra le file della Democrazia Cristiana

Vicenza, sabato 20 novembre la Città di Vicenza ricorderà Mariano Rumor a trent’anni dalla sua morte con un convegno che si svolgerà alle 15.30 nella Sala del Ridotto del Teatro Comunale. Ospite d’eccezione sarà l’onorevole Marco Follini, autore del libro “Democrazia Cristiana. Il racconto di un partito” che dialogherà con il giornalista Antonio Di Lorenzo sulla figura dell’insigne concittadino, oltre che sul clima e le vicende dell’epoca in cui fu protagonista della vita politica vicentina e italiana.

L’evento è stato presentato oggi in Sala degli Stucchi dal sindaco Francesco Rucco, da Giudeppe Caldana, nipote di Mariano Rumor e presidente del centro studi a lui dedicato, e dal giornalista Antonio Di Lorenzo. Era presente anche l’onorevole Luigi D’Agrò che ha reso possibile la presenza in città dell’onorevole Follini.

“Ricordiamo Mariano Rumor, figura simbolica per la storia del nostro Paese e della nostra città nel secolo scorso, in occasione dell’anniversario dei 30 anni dalla morte – ha detto il sindaco Francesco Rucco -. Il convegno previsto per sabato era in programma già lo scorso anno, ma le problematiche relative alla pandemia ci hanno spinto a posticipare l’evento. Sarà anche l’occasione per vedere insieme le immagini delle esequie di Rumor con l’intervento dell’allora sindaco Corazzin, immagini che non mancheranno di emozionare i presenti perché testimonianza viva di una figura che ha dato lustro a Vicenza. Sarà presente Marco Follini che racconterà la democrazia cristiana di quegli anni. Rumor verrà ricordato in veste di personaggio pubblico, ma si parlerà anche della sua vita privata grazie alla presenza del nipote Giuseppe Caldana”.

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“Ho avuto un rapporto privilegiato con lo zio che mi è stato molto vicino avendo perso la figura paterna durante gli anni dell’università – ha dichiarato Giuseppe Caldana -. Ho avuto il privilegio di essere confidente di mio zio che era molto vicino ai giovani ai quali desiderava offrire nuove opportunità. I suoi governi pur essendo molto brevi, sono stati quelli che hanno realizzato un gran numero di riforme”.

“Paolo Mieli e Giuliano Amato si stanno occupando di una rilettura e rivalutazione della figura di Rumor che ha avuto una grande importanza sia per Vicenza sia per l’Italia – ha spiegato Antonio Di Lorenzo -. Il suo governo del 1970 firmò l’istituzione delle Regioni e lo Statuto dei lavoratori. Ha gestito la contestazione del ‘68, la strategia della tensione e la crisi petrolifera. Vorrei ricordare che lui ha salvato l’Italia almeno due volte. La bomba scoppiata nel 1969 e la strage della Banca dell’Agricoltura. Ciò che è accaduto lo si trova nella biografia di Rumor scritta da Gigi Ghirotti dove si racconta che con un’Italia frastornata che temeva di cadere in una spirale terroristica, Rumor ha rassicurato gli italiani con un discorso trasmesso dalla tv. Nel 1970 l’Italia cadde preda del tentato golpe Borghese: già deciso per dicembre non si fece anche perché non trovo l’appoggio di Rumor. Questa presa di posizione gli costò la “punizione” da parte degli estremisti di destra dell’attentato a Brescia del 1973 cui miracolosamente scampò.”

 

Il convegno “Conversazioni su Mariano Rumor a 30 anni dalla morte” sarà aperto dal sindaco di Vicenza Francesco Rucco, dal presidente dell’Accademia Olimpica (di cui Mariano Rumor fu presidente per lungo tempo) Gaetano Thiene e da Giuseppe Caldana, presidente del Centro studi Mariano Rumor. Seguirà la conversazione tra l’onorevole Marco Follini e il giornalista Antonio Di Lorenzo.


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