Verona, “Venti Venti Venti”: le immagini della città e del Veneto in lockdown in mostra alla Civica

Verona è la terza tappa del tour fotografico che coinvolgerà tutte le città capoluogo di provincia fino a dicembre 2021

Verona, runner solitari in una piazza Bra completamente vuota, qualche cane al guinzaglio in piazza Erbe, un’ambulanza sola in corso Porta Nuova. Palazzi e monumenti, privati del frastuono e del colore della vita, immortalati un anno e mezzo fa quando tutti erano chiusi dentro casa. E le misure anti contagio impedivano di uscire, se non per necessità. È la mostra ‘Veneto Venti Venti’ allestita alla protomoteca della Biblioteca Civica. Uno spazio aperto sulla città che da domani, fino a fine mese, ospiterà in via Cappello 60 immagini fotografiche che tutti potranno vedere gratuitamente. Un racconto dei capoluoghi veneti in lockdown, attraverso gli occhi del fotografo Massimo Saretta.

Verona è la terza tappa del tour fotografico che coinvolgerà tutte le città capoluogo di provincia fino a dicembre 2021. La mostra è curata da Gastone Scarabello e coordinata da Alberto Sichel e Carla Travierso, realizzata con il patrocinio del Comune di Verona e The Land of Venice. Sarà aperta fino al prossimo 31 luglio, il lunedì dalle 14 alle 18.30, dal martedì a venerdì dalle 9 alle 18.30 e il sabato dalle 9 alle 14. È disponibile anche il volume fotografico “Veneto Venti Venti”, edito da Esedra Editrice.

Ulteriori informazioni sui siti www.venetoventiventi.it e www.massimosaretta.com.

Questa mattina in protomoteca la presentazione dell’esposizione, che sarà inaugurata ufficialmente nel pomeriggio. Erano presenti l’assessore alla Cultura Francesca Briani, il fotografo Saretta, l’organizzatore Sichel e il giornalista Paolo Coltro che ha scritto i testi del catalogo.

“Un punto di vista speciale che racconta come erano le nostre città quando nessuno poteva visitarle e ammirarle, nemmeno i residenti – ha detto Briani -. Abbiamo vissuto un momento storico impossibile da dimenticare, questa mostra ne è la testimonianza”.

“Un reportage dalla funzione sociale – ha aggiunto Saretta -. Ci ricorda il disastro di portata storica generato da questa pandemia, un ammonimento anche a non dimenticare”.

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