Sassari, incontro online su Pippi, il programma per il sostegno alle famiglie di bambini con difficoltà.

Si è tenuta in questi giorni una serie di incontri online sul progetto Pippi (Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione) rivolta agli insegnati della scuola Pertini-Biasi. Professionalità dei Servizi sociali del Comune di Sassari hanno dialogato con i docenti per costruire insieme un linguaggio comune «che recepisce il nuovo sguardo sulla famiglia, che trasforma la presa in carico in accompagnamento, i minori in bambini, gli utenti in cittadini, i casi in storie, un linguaggio che introduce nuove parole come co-progettazione, corresponsabilità, condivisione, collaborazione». Pippi è un programma di intervento rivolto a 20 famiglie, per ogni Ambito Territoriale del Plus, con figli di età compresa tra gli 0 e gli 11 anni, che si trovano a fronteggiare situazioni impegnative in cui può risultare difficile garantire ai figli e a tutta la famiglia un giusto benessere, individuate dai servizi sociali territoriali dell’Amministrazione comunale. Ma il nome del programma non a caso riporta anche a Pippi Calzelunghe, figura metaforica delle potenzialità inesauribili dei bambini e delle loro capacità di resilienza, intesa come un percorso che nasce anche dalla convinzione che c’è sempre un modo per sostenere la crescita dei bambini, anche di quelli più vulnerabili. Sassari ha aderito dal 2015 e a oggi ha già coinvolto settanta famiglie. La finalità di Pippi è costruire una alleanza tra tutte le persone che hanno a cuore la crescita dei bambini per aiutare i genitori a continuare a vivere insieme ai propri figli.

La sfida intrapresa col programma è quella del sostegno alla famiglia d’origine, partendo dall’idea che ci sono alcune famiglie che, se sostenute in maniera intensiva, rigorosa e per tempi definiti (tra i 18 e i 24 mesi), attraverso un processo di empowerment da operatori che lavorano integrando le loro professionalità e le diverse dimensioni del loro intervento, possono apprendere nuovi modi, più funzionali per la crescita positiva dei loro figli.

Diversi sono gli interventi attivati: dall’educativa domiciliare per individuare modalità per star bene con i propri figli, al sostegno sociale con famiglie d’appoggio, per trovare anche fuori dal proprio nucleo familiare un sostegno concreto nella vita di tutti i giorni, passando per gruppi con i genitori per promuovere momenti di confronto e condivisione sulle questioni legate all’essere genitore e al partenariato tra scuola, famiglia e servizi per creare una rete di scambio e pensare azioni comuni con tutte le persone coinvolte nell’educazione del bambino.

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Pippi trasforma così la presa in carico in accompagnamento, un linguaggio che introduce nuove parole come co-progettazione, corresponsabilità, condivisione, collaborazione, sia con la famiglia che diventa protagonista attiva all’interno dell’equipe multidisciplinare, sia attraverso la relazione con i colleghi di diversa professionalità.


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