POETICO E POLIEDRICO, PINO TRILLO SI ESPONE ALL’HUBBASTANZA

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Segni particolari: una grande testa rotonda, una figura morbida, grosse mani e un abbigliamento informale, composto da jeans e maglia rossa. Pino Trillo è il protagonista delle poetiche opere create dall’illustratrice Patrizia Rizzi, e a breve lo sarà anche di una mostra che debutterà l’8 novembre all’Hubbastanza, dal titolo “Pino Trillo si espone”. Con questo evento il nuovo spazio creativo condiviso di Via Mac Mahon 30, che ha già ospitato diverse mostre in seguito all’inaugurazione del maggio scorso, torna a dare un chiaro segnale della volontà di promuovere il talento di artisti dediti a forme espressive eterogenee.

 

Patrizia Rizzi ha alle spalle un curriculum costellato da esperienze diverse, ma tutte riconducibili a una passione genuina per il lavoro manuale e la ricerca sul segno grafico. L’ideatrice di Pino Trillo ha intrapreso studi classici, ma ha lavorato in seguito anche nel campo della grafica e da sempre coltiva il disegno e la creazione manuale. Negli ultimi vent’anni si è inoltre appassionata allo studio e alla divulgazione della grafologia. Ultimo, ma non meno importante ruolo che ha ulteriormente stimolato la sua già fervida fantasia, è stato quello di madre e poi di nonna.

 

Il personaggio destinato a diventare Pino Trillo prende forma negli anni Settanta, quando Patrizia, che in quel momento lavora per MODO – nota rivista di architettura e design – viene chiamata a realizzare piccole illustrazioni grafiche per l’inserto MODO – notizie.

Il buffo omino nasce come avatar dell’autrice (<<Sono convinta che, quando si disegna, si finisca sempre con il disegnare se stessi>>, sostiene Patrizia Rizzi). Le sue fattezze, tuttavia, si delineano con sempre maggiore precisione quando, diventata madre, l’artista si avvicina al mondo dei libri illustrati per bambini.

 

Di recente Pino Trillo è già stato il protagonista di due mostre a Milano; la prima è stata allestita nel maggio del 2016, presso BB Frame, in collaborazione con Barbara Condò, mentre la seconda, curata da Laura Di Fazio, si è svolta nell’aprile del 2017 presso lo Spazio Mantegna, dove Patrizia Rizzi e il suo personaggio torneranno per la prossima edizione della rassegna Il libro come espressione d’arte, in programma dal 15 al 24 novembre.

 

Le opere dedicate al tondo ometto esposte all’Hubbastanza sono una ventina: non solo illustrazioni, ma anche lavori compositi che prevedono l’uso di diversi materiali e combinano tecniche differenti (come la scultura di carta accoppiata al disegno) e delicati e originali “libretti d’artista”, in cui i disegni si fondono armoniosamente con le parole diventando “poesia visiva” a tratti tenera, ironica ed energica.

Il poliedrico Pino Trillo è presente in ciascuna di queste opere in situazioni diverse: in alcune è alle prese con grandi interrogativi filosofici; in altre la sua figura accompagna motti e filastrocche; in altre ancora smette il consueto ed austero look per vestire panni stravaganti, per esempio quelli di giullare; in altre ancora, moltiplicato sul foglio in vesti differenti, si dedica a semplici gesti quotidiani, come innaffiare le piante, fare la spesa, cucinare…rispecchiando, in tutto e per tutto, l’amore per il “fare” e per l’attività manuale che contraddistingue la sua creatrice. <<Credo sia molto importante sporcarsi le mani nel vero senso della parola – dice Patrizia Rizzi – e ritengo che il lavoro manuale sia un ottimo incentivo alla riflessione >>.

 

Non a caso, la magia di Pino Trillo sta forse anche nella sua capacità di riportare l’attenzione sull’importanza e il “qui e ora” di gesti e pensieri, che in tempi di iperconnessione e glorificazione del multitasking sono costantemente a rischio di sovrapporsi in modo troppo convulso e frenetico, svuotandosi di cura, ispirazione e significato.

La mostra sarà visitabile, previa richiesta di invito (via e-mail all’indirizzo hubbastanza@gmail.com), giovedì 8 novembre e giovedì 15 novembre dalle 18:00 alle 21:00.

 


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