Milano, “L’uomo venuto dal Po” è il libro frutto della collaborazione Biazzi-Grandi

Presentazione del nuovo romanzo il 28 gennaio alle ore 16 al ristorante Bugandé di Milano in zona Navigli

Milano, “L’uomo venuto dal Po” è il libro frutto della collaborazione Biazzi-Grandi.

 

“Quando ero ragazzo il Po mi parlava e io ero in grado di ascoltarlo. Mi raccontava la sua storia, mi esponeva i suoi incontri, mi sussurrava i suoi segreti, e io rimanevo ore e ore a contemplarlo. Quel giorno, però, era rimasto in silenzio. Quel giorno capii che anche il mio fiume non aveva più nulla da dire. La guerra lo aveva reso muto, come tutti noi.”

I due si sono conosciuti sul set di “Al di là del mare”, film ora in concorso a diversi festival internazionali, tra cui il Riff Awards, dove la Grandi ha ricevuto un premio alla carriera. Tra l’attrice e Biazzi è scattata da subito una forte alchimia che li ha portati a scrivere il libro

«Ci sono i partigiani.» dice Serena Grandi. «Mio padre lo era, allora perché non ambientare una storia potente, con un intreccio fittissimo di misteri, in quel periodo? È stata una bellissima esperienza scovare vecchi articoli di giornale ricchi di fatti reali e mischiarli con una trama gialla.»

«L’amore per la storia e per il cinema accomuna me e Serena. Anche la criminologia.» dice d’altro canto Biazzi. «Ci siamo conosciuti sul set del mio ultimo lavoro, Al di là del mare, e da lì abbiamo capito che tra di noi c’è una bellissima empatia. Da qui nasce questo romanzo.»

Il romanzo verrà presentato il 28 gennaio a Milano alle ore 16 presso il ristorante Bugandé, Alzaia Naviglio Grande 8, con la presenza degli autori.
Modererà l’incontro Aristide Malnati, noto al grande pubblico per la Pupa e il secchione e il GF VIP.

Ruota attorno al senso di responsabilità il romanzo firmato a quattro mani dal regista CarloAlberto Biazzi e l’attrice Serena Grandi. “L’uomo venuto dal Po” (Giraldi editore) – in libreria dallo scorso 8 dicembre – è un avvincente thriller, ambientato nel 1944, in cui il personaggio principale, Sergio, dopo la morte del suo amore Clelia, durante un bombardamento, si ritrova a cambiare la sua vita, seguendo il filo della storia. Entra a far parte della Resistenza, lascia Milano con le sue strade deserte e torna nelle nebbie della sua città natale, Cremona, sperando di trovare la pace e facendo così un tuffo indietro nel tempo. Ma nemmeno questo trasferimento gli dà sollievo.
Il senso di colpa verso Clelia si mischia al tormento per la scomparsa di un suo compagno del collegio, Ennio, un bambino di 9 anni dissoltosi inspiegabilmente nel nulla trent’anni prima, la notte di Santa Lucia. Che cosa nasconde dietro questa sparizione?

Psicologia e suspense si mescolano ad una trama dove nulla è come appare, dove i rami del passato si avvolgono al presente e dove il filo che li unisce fa parte di una matassa difficile da sbrogliare.

Biazzi e Grandi, con la loro scrittura asciutta ed essenziale, creano una storia coinvolgente e capace di portare il lettore nell’illusione quasi cinematografica, riuscendo a sostenere un ritmo incalzante fino all’ultima riga e facendo crescere la tensione pagina dopo pagina, nel susseguirsi di misteri inconfessabili.

Il romanzo, inoltre, ha anche il pregio di spingerci oltre la trama gialla per farci riflettere su tematiche importanti quali: le separazioni, l’infanzia e la ricerca spasmodica di amicizie, l’amore e il bisogno di felicità, il rapporto con i ricordi. E allo stesso tempo diventa un viaggio nei luoghi della Pianura Padana, di cui emergono descrizioni e suggestioni.

Milano, “L’uomo venuto dal Po” è il libro frutto della collaborazione Biazzi-Grandi.

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