Milano La disabilità senza limiti. Una "sfida" ad alta quota di tre subacquei milanesi in favore della scienza

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Milano 5 luglio 2017 – Chi ancora crede che la disabilità sia un limite o un deficit dovrebbe rivedere il suo pensiero e soprattutto provare le sfide che ogni giorno da sempre è portato ad affrontare chi è disabile.

Come per esempio immergersi nelle acque di un bacino ad altissima quota, pratica sportiva di solito attribuita a normodotati, anzi a pochi normodotati, ma che invece i tre milanesi disabili praticano da molto, e senza alcun limite, anzi per loro è talmente normale che sfidano le acque e sfidano l’idea di barriera e limiti imposte da un luogo comune, errato e fuorviante, immergendosi al alta quota e per la scienza.

E’ così dal 21 al 23 luglio 2017 DDI Italy e il team Dark Side – Non Conventional Dives, questo il nome del team sportivo sarà impegnate nell’impresa 2KMDD (2000 m – Mountain, Dive & Disability) che consisterà in un’immersione esplorativa in alta quota.

Si svolgerà vicino a Carona, in provincia di Bergamo, nell’incredibile cornice del Lago del Diavolo, bacino Naturale sbarrato da una diga dell’ENEL a quota 2.142 m s.l.m.
In questo splendido teatro naturale, si immergeranno i subacquei del team Dark Side e di DDI Italy, fra cui le 3 persone con differenti disabilità fisiche e sensoriali, ai quali si affiancheranno i volontari del CAI ed i tecnici di DAN Research che ai fini della ricerca scientifica si occuperanno di effettuare controlli clinici e fisiologici pre e post immersione, comprensivi di ecodoppler per la valutazione della formazione ed il comportamento delle micro-bolle in quota.

La spedizione, non nuova al team Dark Side che già lo scorso anno con l’evento denominato 2K4LAKES aveva esplorato 4 diversi laghi in alta quota, avrà il campo base presso il ‘Rifugio Fratelli Longo’ (2026 m) e seguirà un programma di massima che si adatterà alle possibili condizioni climatiche ed ambientali incontrate.

Si tratterà di un percorso tecnicamente semplice ma fisicamente impegnativo, che le persone con disabilità potranno affrontare e superare grazie anche al supporto operativo dei volontari del CAI ed all’impiego di opportuni ausili speciali per muoversi in montagna, come ad esempio carrozzine da trekking Joelette (monoruota) ed elettriche 4×4, ottenute grazie alla collaborazione di Disabili Abili.

L’idea della spedizione nasce dalla voglia di unire due passioni e due ambienti apparentemente agli antipodi: mare e montagna, sorretti da uno spirito sportivo puro e vincente, con il desiderio di affermare una volta di più che il vero limite non è mai la disabilità in se, quanto piuttosto la coerenza della preparazione tecnica, fisica e mentale, rispetto agli obiettivi con cui si è scelto di confrontarsi.

Lo scopo principale della missione infatti è quello di dimostrare che, a prescindere dalle difficoltà tecniche ed ambientali da affrontare, la costruzione di un team equilibrato ed organizzato in modo che ognuno dei componenti possa integrare con capacità personali le competenze collettive, può aprire la pianificazione di qualsiasi evento all’inclusione di persone con disabilità anche importanti, permettendone una partecipazione che non sia di semplice presenza ma un contributo reale e determinante ai fini del raggiungimento dei risultati.

Articolo di Lorenzo Chiaro

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