MILANO. “LA DESIDERABILITÀ DEL SEGNO”

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Il festival della Crescita 2019 presenta: La desiderabilità del segno.

Un incontro tra arte, design e trasformazione urbana, a cento anni dall’esperienza Bauhaus con al centro la desiderabilità, motore che fa girare l’esistenza, a cura di Luisa Cozzi, corporate & digital P.R. e Ambassador del Festival, con Simonetta Ferrante artista calligrafa,  Matteo Pettinaroli architetto, Paolo Rossetti direttore creativo e designer.

La desiderabilità del segno” è il tema dell’incontro che viene ospitato nell’ambito del Festival della
Crescita 2019, durante la tappa conclusiva di Milano presso il Palazzo delle Stelline, il 19 ottobre alle
ore 15.00.
Coordinati da Luisa Cozzi, ideatrice dell’evento e Ambassador del Festival, Simonetta Ferrante, Matteo
Pettinaroli e Paolo Rossetti cerchereanno di tracciare una linea di continuità che consenta di intravvedere la fitta rete di trame e segni che caratterizzano, a partire da Bauhaus, il design, l’arte e l’architettura italiana.
Il nostro è un tempo di desideri?
L’incontro che avviene nel centesimo anniversario dalla nascita di Bauhaus, scuola che ha dato un grande contributo allo sviluppo del design, dell’arte e dell’architettura moderna, mette al centro “la desiderabilità”, in quanto motore che fa girare l’esistenza, e approfondisce la genesi di un segno, le motivazioni di chi lo comunica.
La desiderabilità è forte e totalizzante in chi costruisce il segno; ma riguarda anche chi deve riceverlo; siamo, forse, tutti in attesa di rivelazioni attraverso piccoli e grandi segnali? Sotto il cappello del “design thinking” l’incontro sarà un vero e proprio viaggio tra i segni concreti di un progetto di brand design di Paolo Rossetti, le linee immateriali di “agopuntura urbana” di Matteo Pettinaroli fino a giungere alla leggerezza dell’arte calligrafica di Simonetta Ferrante, tre figure molto differenti ma sintonizzate nella ricerca di significati, riunite per condividere suggestioni utili alla costruzione di una grammatica del III millennio, per tracciare un linguaggio binario che sintetizzi passato e presente.

I protagonisti
Simonetta Ferrante
Artista Calligrafica di fama internazionale, già Graphic Designer, sue opere sono esposte a Mosca, Berlino, al Mart di Rovereto, a Milano, al Castello Sforzesco e al Museo del ‘900, e in numerose collezioni private. “Il segno è da sempre il mio modo di esprimermi con qualsiasi tecnica e strumento.
Forse dipende in parte dal mio passato di grafica” dice Simonetta Ferrante che, dalla sua lunga esperienza d’artista calligrafa, ora può affermare con certezza che “Vi è una reciprocità tra la mia mano e il segno che ne esce spontaneo e desiderato al di là della mia volontà, questi segni hanno poi trovato sfogo e espressione nella calligrafia ispirata a dei testi. I segni sono il mio filo conduttore comunque metta la mano o le mani su una superficie. A volte ho la sensazione di essere il SEGNO che sto tracciando”.
Matteo Pettinaroli
In questo incontro, oltre alla bellezza e all’atto creativo si darà spazio anche alle esigenze richieste in ambito sociale e Matteo Pettinaroli, architetto specializzato in processi di rigenerazione urbana e fondatore di Needle_agopuntura urbana, collettivo di professionisti che si occupa in particolare di spazio pubblico, urbanismo tattico e design partecipativo, chiarisce che: “l’agopuntura urbana è un ‘segno’ leggero fatto di relazioni, dinamismo e partecipazione attiva per valorizzare gli spazi collettivi del futuro.
Significa, in pratica, realizzare progetti in piccola scala con l’ambizione di apportare ampi benefici alle
comunità a cui sono destinati”.
Paolo Rossetti
Partner e Direttore Creativo di Rossetti Brand Design e già partner e direttore creativo di Testa Pella Rossetti, esperto nella creazione di Package e Identity Design, Naming e Graphic Design Ambientale.
“Migliorare un pezzettino di mondo: questo in grande sintesi è quello che faccio attraverso la dimensione
estetica e più nello specifico nella rappresentazione visiva. Pensando a questo incontro mi sono domandato quale differenza c’è fra desiderio e volontà, quale relazione fra i due e chi viene primo. In termini di priorità, mi sembra lo sia il desiderio e possiamo dire, che prima del desiderio, c’è un’urgenza
dell’esistenza, piccola o grande, semplice o complessa che preme per emergere per essere sperimentata attraverso il desiderare”.

Entrata libera con iscrizione obbligatoria al link: http://bit.ly/2ky1y8F


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