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Milano, “Have a Nice Dei”: un podcast per raccontare il valore della diversità

Realizzato da Schwa e brandstories, con il patrocinio del Comune di Milano

Milano, “Have a Nice Dei”: un podcast per raccontare il valore della diversità.

Per raccontare le tematiche legate all’inclusione e alla valorizzazione delle diversità nasce “Have a Nice Dei. Diversity, Equity and Inclusion, molto più che belle parole”, un podcast realizzato da Schwa e brandstories, con il patrocinio del Comune di Milano, che costruisce un racconto corale coinvolgendo aziende, rappresentanti del mondo delle istituzioni, artisti, attivisti, scrittori e content creator.

Quattro puntate con la voce narrante di Luca Trapanese, assessore al Welfare del Comune di Napoli e da anni impegnato in numerosi progetti legati alla disabilità, che guida il racconto affiancato da 27 ospiti, tra cui l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani, che partecipa alla discussione sulla presunta incompatibilità tra generazioni, e l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé, che interviene nel confronto sulla salute mentale e l’importanza dell’inclusione. Ogni appuntamento prevede la presenza della voce di un’azienda che porterà esempi di azioni concrete.

«I diritti – dichiarano gli assessori Romani e Bertolénon sono mai acquisiti una volta per tutte e sulla lotta agli stereotipi e la valorizzazione delle diversità, anche in una città come Milano, particolarmente sensibile e avanti sui temi dell’inclusione, c’è ancora molto da fare. Come Amministrazione, con la convinzione che siano questi i valori che devono permeare il tessuto sociale cittadino, non possiamo che impegnarci attivamente affinché ogni persona si senta supportata e accettata per quello che è e perché nel dibattito che anima, per esempio, i social non si annidino sentimenti di odio e contrapposizione. Da parte nostra, infatti, abbiamo colto l’opportunità di questo progetto con l’obiettivo di unire le forze ed amplificare i messaggi, per una società sempre più capace di accogliere e valorizzare ogni diversità».

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«L’idea di HAVE A NICE DEI nasce da una domanda: come possiamo sensibilizzare un numero più ampio di persone sulle tematiche di Diversity Equity & Inclusion? – afferma Helen Nonini, Founder & CEO di Schwa –. Oggi la diversità è tra di noi ed evitarla sarebbe come negare la realtà. Che si tratti del posto di lavoro o di una famiglia, l’accoglienza e il rispetto non dovrebbero più essere un’opzione. E assieme abbiamo la responsabilità di costruire nuovi modelli che vadano in questa direzione. Con le storie di questo podcast volevamo arrivare a tuttə. Sono storie di chi ogni giorno vive e promuove con azioni concrete la Diversity Equity & Inclusion come una risorsa e non come un limite. Sono storie che vi appassioneranno».

«In Italia – aggiunge Stefano Capraro, Ceo di brandstories – è la prima volta che realtà di questo calibro si riuniscono in un progetto podcast. Questo testimonia la necessità, da parte deə brand leader, di sporgersi oltre le tradizionali logiche di mercato, affermando la propria voce su valori così contemporanei e di grande rilevanza sociale».

Di seguito le sinossi dei quattro episodi disponibili a questo link.

Episodio 1 | Gender come noi
Nel primo episodio, realizzato con Coface e Valore D, a emergere è un dato importante: nella classifica sull’ampiezza del divario di genere femminile in tutto il mondo (WEF), l’Italia si posiziona solo 63°. Nella ricerca compiuta da Ilga Europe, inoltre, l’Italia è al 33° posto su 49 Paesi esaminati in materia di diritti umani delle persone LGBTQIA+. Come scalare queste due classifiche, quali le azioni concrete da mettere in atto? Ne parlano Mariano Gallo, che racconterà come è diventato Priscilla, la Drag Queen più famosa d’Italia e Federica Fabrizio, attivista e autrice del libro “Femminucce”. Verrà raccontata anche la storia di Gustavo Conti, ostetrico con il camice rosa che combatte gli stereotipi di una professione prettamente femminile.

Episodio 2 | Oltre le Barriere
Nel secondo episodio, realizzato con Generali Italia, spicca un nuovo dato: in Italia, secondo i dati ISTAT del 2019, il 5,2% della popolazione (pari a 3,15 milioni di persone) ha una forma di disabilità. Analizzando la fascia d’età compresa tra i 15 e i 64 anni, di questi, solo il 32,2% è occupato. In questo episodio verranno esplorate le migliori pratiche per l’inclusione delle diverse forme di disabilità, con l’obiettivo di superare gli stereotipi e creare consapevolezza. Tra gli ospiti anche le atlete della Bebe Vio Academy e Francesco Cannadoro, caregiver h24 e papà di Tommi, un bimbo di quasi 10 anni con un’importante disabilità degenerativa, che racconta la propria quotidianità sulla pagina social “Diario di un padre fortunato”.

Episodio 3 | Generazione Adesso
In un Paese che invecchia, l’interazione fra le diverse generazioni diventa un tema sempre più centrale. Il terzo episodio, realizzato con Fastweb, spiega come un dibattito resti però aperto: la presunta incompatibilità tra giovani e adulti. Oggi, è noto che il confronto intergenerazionale può essere estremamente arricchente, utile a mettere in luce l’esperienza dei più grandi e la vivacità dei più giovani. Per combattere gli stereotipi su cosa siano “cose da vecchi o cose da giovani”, interviene Licia Fertz: 93 anni, quasi 250 mila follower, ha posato nuda sulla copertina di Rolling Stone ed è stata da poco nominata dalla BBC tra le 100 donne più influenti al mondo. A farle da contraltare Gaia Romani che, a soli 25 anni, è diventata assessora ai Servizi civici e generali del Comune di Milano.

Episodio 4 | Pensieri Stupendi
Nel quarto episodio, realizzato con Jakala, si esplora l’intrinseco rapporto tra inclusione e salute mentale, concentrandosi sull’importanza della sicurezza psicologica: uno strumento indispensabile, per creare relazioni di fiducia, soprattutto all’interno dell’ambiente lavorativo. L’episodio approfondisce il significato del minority stress, prova a indagare le ragioni per le quali, a volte, si indossano delle “maschere” in ufficio e quali azioni le aziende possono attivare per favorire un ambiente che non sia tossico. Tra le voci dell’episodio, quella di Mattia Villardita, il famoso “Spiderman in corsia” che sino ad oggi ha regalato sorrisi a oltre 1.500 piccoli pazienti ospedalieri in giro per l’Italia. Intervengono inoltre l’assessore Lamberto Bertolé e Luca Mazzucchelli, psicologo divulgatore e imprenditore di MIND Center.

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