Mantova, Ritorna il museo diffuso de Le Vie dei Tesori Un’edizione-gioiello

Mantova, Saranno il simbolo di questa edizione della ripartenza, della voglia di “rinascere nella bellezza” che è anche il claim 2020 de Le Vie dei Tesori: le Pescherie di Giulio Romano che ritornano alla vita dopo il lungo restauro. E’ di certo questo il luogo più atteso di questa edizione del festival che ritorna a Mantova per il terzo anno consecutivo, sempre in collaborazione con la Fidam, la Federazione italiana Amici dei musei, sotto il patrocinio del Comune; il mainsponsor è UniCredit; partner, l’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei mantovani, in sinergia con gli enti, Comune, Università, Diocesi, Soprintendenza-Demanio, e la Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano. Il prossimo weekend e il successivo – 24 e 25 ottobre e 31 ottobre e 1 novembre, sempre sabato e domenica – apriranno le porte cinque luoghi restituiti. Un’edizione-gioiello, piccola ma altamente simbolica, dedicata soprattutto ai mantovani che si riapproprieranno di un loro bene: dopo tre anni di restauri, vengono restituite per la prima volta alla città le antiche pescherie di Giulio Romano – “prefetto delle fabbriche gonzaghesche e Superiore delle strade” ai tempi di Federico II Gonzaga – che, tra il 1536 e il 1546 le realizzò sui due lati del ponte medievale di San Domenico sopra il Rio.

Le Pescherie sono costituite da due loggiati che si fronteggiano e sono il simbolo dello stretto rapporto della città con l’acqua. Giulio Romano decise, infatti, di spostare le pescherie da una zona poco salubre a questo “ponte abitato” nel cuore della città da cui si godono una vista e un paesaggio eccezionali. Fino a trent’anni fa erano ancora fruibili, poi più nulla: oggi rinascono grazie al restauro della Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano, tramite Art Bonus e all’intervento di privati. Il restauro non è stato ancora completato del tutto, ma permetterà già un primo approccio della struttura e della discesa interna fino alla riva del Rio.

E con le Pescherie saranno disponibili per le visite, altri quattro siti, ognuno con una storia da raccontare: le antiche chiese medievali di Sant’Egidio Abate e di Santa Maria della Carità, unite idealmente da due inaspettate facciate barocche e da una evoluzione storica parallela lunga dieci secoli, oltre ad essere uno scrigno di tesori; poi Palazzo Berla con i suoi affreschi fortunosamente ritrovati, dedicati alla Commedia dell’Arte. E si potrà salire sulla Torre degli Zuccaro, alta oltre 42 metri, la più antica della città, da dove si ottiene una vista fantastica.

Quest’anno, a causa delle misure di prevenzione del Covid, i turni di visita sono contingentati. Per le Pescherie giuliesche, Palazzo Berla, la Torre degli Zuccaro è quindi necessario prenotare la partecipazione on line su www.leviedeitesori.com
Per le chiese di Sant’Egidio Abate e di Santa Maria della Carità la prenotazione è comunque consigliata, ma non strettamente obbligatoria.

Le Vie dei Tesori, il festival che da quattordici anni apre e racconta luoghi in Sicilia, e che due anni fa è sbarcato anche a Milano, Mantova e in Valtellina, è dunque pronto a riaprire le porte. In Sicilia è già in corso da metà settembre, in quindici città. La prima tranche di 80 luoghi a Caltanissetta, Messina, Bagheria, Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Sambuca, Naro, ha messo insieme 24 mila visitatori. La seconda tranche è in corso: appena terminata a Ragusa, Scicli, Noto e Sciacca – altri 15 mila visitatori –, continua invece a Catania, Monreale e soprattutto Palermo, la città dove il festival è nato quattordici anni fa e dove ormai è diventato un appuntamento fisso che i cittadini aspettano, i turisti (quest’anno ovviamente molto pochi) programmano. Ma nei primi tre weekend di ottobre, Palermo ha già contato oltre 40 mila visitatori. E si continua fino all’8 novembre.

Tutto parte dalla convinzione che i tesori delle città siano un patrimonio condiviso, e che è ancor più nei momenti di crisi che da qui bisogna ripartire come luoghi di riconoscimento della comunità, di tenuta sociale, seppure senza i bagni di folla degli anni scorsi, e nel necessario rispetto delle misure di prevenzione dell’epidemia. Per questo è stato messo insieme un programma ricco, denso e adeguato ai tempi, ma in piena sicurezza: il festival che ha sempre spinto verso modalità 4.0, oggi insiste e rilancia; prenotazione ovunque caldamente consigliata, presidi di sicurezza, distanziamento, acquisto dei coupon on line. Basta un coupon unico per accedere alle visite: all’ingresso di ogni sito, verrà smarcato e si accederà immediatamente alla visita, condotta dai volontari e dai ragazzi dagli studenti del liceo classico Virgilio, del liceo scientifico Belfiore, del Politecnico-Facoltà di Architettura-Polo di Mantova.
Un coupon da 18 euro varrà per 10 visite, uno da 10 euro racchiude 4 visite, e un coupon da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Non sono personali e possono essere usati da più persone contemporaneamente, fino al termine del loro valore.


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