Lecco, Alba Folcio presenta la sua mostra “Polifonia. I linguaggi del femminile” a Villa Manzoni

Dal 21 al 28 novembre sarà possibile ammirare l'installazione dell’artista

“Quando si parla di sostenibilità – spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Lecco Renata Zuffi – è doveroso non tralasciare la dimensione sociale. Questa installazione è realizzata per ricordare, con il linguaggio simbolico ed espressivo dell’arte, la Giornata contro la violenza sulle donne. L’intento è promuovere una riflessione sui linguaggi del femminile che leghi il rispetto della persona e la cura per ogni forma di vita e di diversità”.

Sabato 20 novembre sono previsti due momenti di inaugurazione: alle 16:30, su invito, la mostra sarà visitabile in anteprima alla presenza dell’artista Alba Folcio, mentre alle 20:45 è prevista una serata di approfondimento dal titolo “Polifonia di linguaggi: le donne si raccontano” alla quale è possibile partecipare scrivendo a [email protected].

La mostra è visitabile negli orari di apertura di Villa Manzoni (martedì dalle 14 alle 18:00; mercoledì e giovedì dalle 10 alle 13; venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18), mentre è possibile, su prenotazione, partecipare a visite guidate, realizzate grazie alla collaborazione dell’I.I.S. Medardo Rosso di Lecco, scrivendo a [email protected] fino ad esaurimento dei posti disponibili. Sono previste delle fasce orarie per le visite guidate gratuite alla mostra divise per giornate: domenica 21 novembre sono in programma 6 turni a partire dalle 10:30, venerdì 26 novembre i turni saranno 3, sabato 27 novembre e domenica 28 novembre 6 (ultima visita guidata sempre alle ore 16:30). Per accedere alla mostra è richiesta la certificazione verde in corso di validità.

Al termine della visite sarà disponibile un bus navetta gratuito per accompagnare i presenti a visitare altre iniziative organizzate nell’ambito della settimana contro la violenza sulle donne in programma al Palazzo delle Paure, al palazzo comunale e presso l’istituto di istruzione superiore statale G. Parini di Lecco.


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