Lecco, 25° anniversario della Questa di lecco tra avanguardia nelle indagini e traguardi lavorativi

Lecco, Domenica 15 novembre 2020, in occasione del 25° Anniversario della costituzione della Questura di Lecco, il Questore della Provincia di Lecco dott. Alfredo D’Agostino ha reso omaggio, nel piazzale della Questura, ai Caduti della Polizia di Stato con la deposizione di una corona d’alloro, alla presenza del Signor Prefetto di Lecco dott. Castrese De Rosa, del Cappellano della Polizia di Stato e del Presidente Provinciale ANPS.

Nella mattinata odierna, il Signor Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli ha onorato con la sua presenza l’importante traguardo, con un saluto, in videoconferenza, al personale in servizio presso la Questura di Lecco, presso la Sezione Polizia Stradale e presso la Sottosezione Polizia Ferroviaria di Lecco, ricordando a tutti i partecipanti il ruolo fondamentale delle donne e degli uomini della Polizia di Stato nella società, soprattutto in questo difficile momento storico legato all’emergenza epidemiologica da Covid-19, connesso all’importante funzione di garantire la “pubblica sicurezza” dei cittadini. Il Prefetto Gabrielli ha poi voluto caldamente ringraziare tutti per il quotidiano impegno profuso in servizio, sempre svolto con dedizione, professionalità e senso del dovere, con l’invito a “non abbassare la guardia” in questo particolare momento storico, chiudendo il suo intervento con la promessa, una volta passata l’emergenza, di venire presto a Lecco di persona per festeggiare la citata ricorrenza.  

Si riportano di seguito alcune delle più significative operazioni di Polizia Giudiziaria e/o di Soccorso Pubblico condotte dalla Squadra Mobile, dalla D.I.G.O.S. e dall’U.P.G.S.P. , corredate da relativo materiale fotografico, che hanno caratterizzato, nel corso degli anni, la vita della Questura di Lecco.

Nel 2016, con l’operazione “IDC”, la Squadra Mobile di Lecco si rivela all’avanguardia nelle indagini informatiche, traendo in arresto quattro spacciatori che trafficavano nel DarkNet, tra cui il più famoso spacciatore italiano online di hashish, già noto all’FBI e conosciuto con il nickname “KRIMINALE”.

D.I.G.O.S.

La Divisione Investigazioni Generali – Operazioni Speciali della Questura di Lecco, formata nei suoi effettivi il 02 giugno 1995 e strutturata dal personale già appartenente all’Ufficio Politico dell’allora Commissariato di Pubblica Sicurezza, in virtù del prezioso contributo fornito nelle attività informative ed in quelle investigative dagli agenti che la compongono, ha negli anni conseguito eccellenti risultati nell’ampio orizzonte delle materie istituzionalmente assegnate a queste articolazioni della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Così, in questi 25 anni, sono state portate a termine e su vari fronti molte importanti indagini, che hanno visto indagati singoli e gruppi; se ne ricordano alcune, per ambiti di interesse specifico.
Nel 1996, proprio a tutela degli Enti Locali, prende le mosse l’indagine “Password” relativa a truffe telematiche operate ai danni delle Amministrazioni comunali tramite il servizio “videotel”. Le investigazioni, che si sostanzieranno negli atti del procedimento penale nr.3525/1996 iscritto dalla Procura della Repubblica di Lecco, superarono ben presto i confini regionali mettendo in luce come una associazione per delinquere radicata nella Capitale avesse già frodato circa 230 comuni italiani con un sofisticato sistema di contatti telematici. L’operazione si concluse nel maggio del 2017 con l’esecuzione di nr. 4 ordinanze cautelari in carcere per altrettante persone, altre due denunciate in stato di libertà ed una serie di perquisizioni con sequestri probatori effettuate sia nella periferia di Roma che nella provincia capitolina.

Oltre a numerose segnalazioni all’A.G. per tipologie di reato connesse ai fenomeni dell’estremismo politico ed ai conseguenti “illegittimi abusi” nell’esercizio dei diritti riconosciuti dall’ordinamento democratico, sul fronte dell’attenzione informativa alle eventuali derive eversive si ricordano gli esiti di attività informative che nel 1998 evidenziarono i particolari profili di illegalità nei contatti sul territorio e negli intendimenti di un residente di professione barman, classe 1955, pregiudicato, il quale, alla fine degli anni ’70, militava nell’area eversiva d’estrema sinistra con affinità al sodalizio terrorista dei N.A.P. – Nuclei Armati Proletari; le investigazioni confluite nel procedimento penale nr.315/1998 si conclusero nel marzo del 1998 con l’arresto del soggetto e con il sequestro ad esito di perquisizione domiciliare di armi comuni da sparo e relativo munizionamento, tra cui una pistola automatica ed una carabina di precisione modificata e corredata da silenziatore, nonché inneschi per esplosivo e armi bianche, oltre ad una fedele riproduzione della pistola in dotazione alle forze di polizia.

L’ “Operazione Maelström”, condotta da questa Digos e generata dall’attentato subito la notte tra il 09 ed il 10 novembre 2007 dai residenti in un campo nomadi composto da camper e roulotte ed allestito in Via Bachelet nel comune di Oggiono (Lc): in quell’occasione furono lanciate n. 4 bottiglie molotov all’interno del campo, con il chiaro intento di terrorizzare i residenti arrecando danni a persone e cose.

Le indagini, confluite nel procedimento penale nr.4051/2007 e corredate da attività tecniche di raccolta prove, evidenziarono come un gruppo di giovani, che si riconosceva nelle istanze xenofobe dell’estrema destra filo nazista, avesse deciso di “vendicare” la morte della Sig.ra Giovanna Reggiani avvenuta il 30 ottobre 2007 a Roma e per mano di un cittadino rumeno, attaccando con le molotov il menzionato campo nomadi dove, appunto, risiedevano famiglie Rom.
Non solo, ma questa cellula filo nazista stava pianificando degli attacchi con sostanze esplodenti anche avverso i camion con i quali sarebbe dovuta esser trasportata la spazzatura proveniente dalle discariche della Campania (in quel periodo caratterizzata dalla note difficoltà in ordine allo smaltimento dei rifiuti urbani) all’inceneritore di Valmadrera (LC).
Conclusasi nel maggio 2008, la “Operazione Maelström” portò all’individuazione degli autori dell’attentato al campo nomadi, con la conseguente emissione di nr. 5 provvedimenti cautelari a carico di altrettanti giovani residenti in questa provincia e con le perquisizioni che consentirono di sequestrare oggetti, simboli e testi riconducibili all’ideologia filo nazista.

L’operazione “Serenissima”, un’indagine scaturita dai gravi incidenti occorsi in occasione dell’incontro di calcio Lecco – Venezia svoltosi a Lecco il 06 novembre 2005 , quando un folto gruppo di ultras lagunari dette corso a contrapposizione e tafferugli con le Forze dell’Ordine dispiegate in servizio di O.P.; incidenti ed aggressioni nel corso dei quali rimasero feriti nr. 7 agenti di Polizia.
Le indagini tempestivamente condotte da questa Digos – Squadra Tiforie d’intesa con l’omologo Ufficio della Questura di Venezia, confluite nel procedimento penale nr. 3246/2005, consentirono di arrestare nella flagranza differita nr.2 ultras, di eseguire nr. 5 provvedimenti cautelari e di denunciare altri nr. 25 ultras a cui vennero notificati altrettanti DASPO; oltre ad eseguire n.30 perquisizioni domiciliari da cui si ricavarono importanti elementi probatori.

L’indagine “Al Sahab”, (nuvola) condotta da questa Digos dal dicembre 2001 all’ottobre 2002, scaturita da alcune posizioni filo jihadiste assunte dai vertici di una delle moschee attive sul territorio e che vide coinvolte nel procedimento penale nr.3353/2001 nr. 52 persone, tra indagati ed interessati alle attività di perquisizione eseguite in varie province, sia della Lombardia che di altre Regioni. Corredata da attività tecniche, questa indagine consenti alla Digos di Lecco di approfondire la conoscenza del fenomeno acquisendo una mole di dati e di informazioni che, una volta analizzati e ricomposti a sistema, consentirono di poter verificare, negli anni successivi e con maggior chiarezza, quei tracciati di deriva terrorista che alcuni soggetti residenti sul territorio stavano percorrendo sulla linea delle scelte dei cosiddetti “foreign fighters”

La validità degli strumenti normativi, delle metodologie di acquisizione, conservazione e di analisi delle informazioni, del circuito relazionale delle stesse nonché della necessità di mantenere “monitorato” l’ambiente di “coltura”, anche informatico, di potenziali “foreign fighters”, di cui si è trattato, si è rivelata ad esito delle indagini svolte nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “Terre Vaste”.

Coordinata dalla Procura Distrettuale di Milano l’indagine, formalmente iscritta nel gennaio del 2016, si è conclusa il 28 aprile 2016 con la disarticolazione di una cellula jihadista tramite l’arresto di 4 persone residenti in Italia, tra cui il cosiddetto “pugile dell’isis”, Moutaharrik Abderrahim, intenzionato a compiere un attentato a Roma, in Vaticano, e con l’emissione di un mandato di cattura internazionale a carico di altre 2 persone, già trasferitesi nei territori controllati dall’i.s.i.s., e con l’ordine di espulsione a carico di altri due indagati.

Come si è detto l’indagine affonda le sue radici dal capitale informativo acquisito, in termini di dati, documenti e supporti ottici, nel corso dell’indagine “Al Sahab”, con cui venne data profondità ai dati informativi ottenuti e si ebbe modo di ampliare sul territorio la rete di “sensori” informativi.


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