Bari, al teatro Margherità c’è “Steve McCurry. Leggere” dal 25 giugno al 25 agosto

Bari, dal 25 giugno al 25 agosto il teatro Margherita ospiterà la mostra “Steve McCurry. Leggere”, che raccoglie gli scatti di uno dei fotografi più celebrati a livello internazionale per la sua capacità d’interpretare il tempo e la società attuale. L’esposizione promossa da Comune di Bari, Regione Puglia e Città Metropolitana di Bari organizzata da Civita Mostre e Musei, in collaborazione con Sudest 57, e curata da Biba Giacchetti con le scenografie di Peter Bottazzi, presenta circa 70 immagini che celebrano l’atto senza tempo della lettura attraverso l’obiettivo di uno dei fotografi più amati del mondo. Questo omaggio alla bellezza e alla seduzione della lettura riunisce una collezione di fotografie scattate da Steve McCurry nei suoi quasi quarant’anni di viaggi. L’obiettivo di McCurry rivela il potere dei libri che trasportano le persone in mondi lontani e ricordi immaginati, nel presente, nel passato e nel futuro.

I contesti sono i più vari, dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti.

Afferma Biba Giacchetti: “In circa 70 immagini, da me selezionate per questa mostra, che comprende anche inediti rispetto al libro Leggere a cui si ispira, McCurry esplora un cosmo anomalo rispetto alla sua abituale produzione. Il rapporto che ci porge non è più con il soggetto ritratto, come ci ha abituato, ma tra il soggetto e la parola scritta. L’autore ci invita a osservare, quasi silenziosamente, quanto accade in questo universo traslato, in cui le persone abbandonano la loro realtà, anche drammatica, per essere totalmente assorbite da altro. McCurry le spia con noi, in una conferma del potere della lettura di astrarre dal presente e di condurre ogni individuo in un mondo a parte personale e segreto”.

Per Bari un allestimento inedito, progettato appositamente da Peter Bottazzi per accompagnare il visitatore nella lettura di McCurry e stabilire un dialogo con gli ambienti monumentali del teatro Margherita, primo edificio realizzato a Bari in cemento armato e unico in Europa per la particolare costruzione su palafitte.

Le grandi vetrate sembrano come esplodere per poi ricompattarsi in forme diverse: cubi di alluminio ora grezzo, ora verniciato a formare un reticolato in cui le fotografie di Steve McCurry emergono come vere e proprie apparizioni accompagnate da un ulteriore elemento di racconto e fascinazione quello musicale. Composizioni evocative, poliedriche, nate nell’ambito della ricerca musicale elettronica, e di recente tecnologia composte sempre da Peter Bottazzi, in cui emergono echi di parlato, di lettura, di bisbigli, una dimensione umana, calda e coinvolgente, così da evidenziare la compresenza e la dualità di un mondo esterno ed invasivo con una dimensione più intima e personale quale è lo spazio che si crea e in cui ci si rifugia nell’atto di leggere.

“Ogni progetto di allestimento, specie se scenografico, non può non tener conto di due fattori: lo spazio e l’oggetto dell’esposizione – è il commento di Peter Bottazzi -. Tra di essi deve stabilirsi necessariamente un dialogo che sia in grado di porli in una correlazione armonica e coerente, di modo che l’uno non appaia scisso dall’altro e viceversa. Ciò è tanto più vero quanto maggiormente ‘ingombrante’ è lo spazio, quando questo, cioè, si impone per la sua marcata identità, per il suo genius, per la sua architettura, per la sua storia, e quindi per la narrazione che reca con sé. È quest’ultimo il caso del Teatro Margherita, che sembrava offrirsi quasi passivamente alle esigenze allestitive per la regolarità delle sue superfici, per l’apparente monotonia della loro linearità”.

La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra.

Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.


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