Yemen, Socotra isolata dal conflitto: oltre 400 turisti bloccati sull’isola, circa 80 italiani.
Chiuso lo spazio aereo dopo l’escalation del conflitto: la Farnesina al lavoro per il rientro dei connazionali bloccati sull’arcipelago yemenita.
Yemen, Socotra isolata dal conflitto: oltre 400 turisti bloccati sull’isola, circa 80 italiani.
Centinaia di turisti stranieri, tra cui almeno un’ottantina di italiani, sono bloccati sull’isola di Socotra, nel sud dello Yemen, dopo la chiusura dello spazio aereo decisa dalle autorità locali a seguito della recrudescenza delle violenze tra fazioni armate rivali. L’arcipelago, celebre per la sua biodiversità unica al mondo e spesso definito le “Galápagos dell’Oceano Indiano”, è rimasto improvvisamente isolato, con la cancellazione di tutti i collegamenti aerei civili da e per l’estero.
Le cifre ufficiali e le parole del vicegovernatore
A confermare la portata della situazione è stato il vicegovernatore di Socotra per la cultura e il turismo, Yahya bin Afrar, che ha parlato di “più di 400 turisti stranieri” rimasti sull’isola, precisando che “i loro voli sono stati sospesi”. Un altro funzionario locale ha fornito un dato ancora più dettagliato, parlando di 416 cittadini stranieri bloccati, appartenenti a diverse nazionalità, tra cui oltre 60 russi, oltre a italiani, polacchi, tedeschi, lituani e cinesi.
Lo stato di emergenza e il blocco totale dei collegamenti
La sospensione dei voli, sia nazionali sia internazionali, è entrata in vigore dopo la dichiarazione dello stato di emergenza alla fine del mese scorso. L’unico collegamento aereo regolare con l’isola, operato da una compagnia degli Emirati Arabi Uniti con partenza da Abu Dhabi, risulta sospeso a tempo indeterminato. In un contesto come quello di Socotra, dove i collegamenti sono già estremamente limitati in condizioni normali, la chiusura dello spazio aereo equivale a un isolamento quasi totale.
La situazione degli italiani e l’intervento della Farnesina
Secondo fonti del ministero degli Esteri, sull’isola si trovano attualmente circa 80 cittadini italiani, distribuiti tra hotel e campeggi e inseriti in viaggi organizzati da diversi tour operator. L’Farnesina, attraverso la propria Unità di Crisi, è in costante contatto con gli operatori turistici e con l’ambasciata italiana a Riad, competente anche per lo Yemen, per individuare soluzioni che consentano il rientro dei connazionali in sicurezza.
Disagi logistici e preoccupazioni crescenti
Nonostante le testimonianze riferiscano che i turisti siano al momento al sicuro, crescono i disagi legati alla permanenza forzata sull’isola. La scarsità di strutture ricettive, i limiti al prelievo di contanti e l’assenza di indicazioni ufficiali sui tempi di ripartenza stanno creando difficoltà soprattutto a chi aveva programmato un soggiorno breve. Una situazione simile si era già verificata nel maggio del 2024, quando un gruppo di italiani rimase bloccato per giorni prima di riuscire a rientrare.
Il contesto geopolitico e le tensioni nel sud dello Yemen
La crisi dei voli su Socotra si inserisce in un quadro regionale estremamente instabile. L’arcipelago, formalmente parte dello Yemen dal 1967, è da anni al centro di interessi strategici e militari. Attualmente è di fatto amministrato dal Consiglio di transizione del Sud, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti. Negli ultimi giorni, gli scontri tra separatisti e forze governative sostenute dall’Arabia Saudita hanno portato a nuovi cambiamenti sul terreno, come la ripresa del controllo della città portuale di Mukalla e della base aerea di Al Rayan da parte delle truppe governative.
Un Paese frammentato da un conflitto decennale
Da oltre dieci anni lo Yemen è lacerato da una guerra complessa che vede contrapposti il governo riconosciuto a livello internazionale, i separatisti del sud e i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran. Un conflitto che ha trasformato il Paese in un mosaico di aree di controllo rivali e che ha un impatto diretto anche sulla sicurezza delle rotte aeree e marittime, in una zona strategica vicina allo stretto di Bab el-Mandeb, snodo cruciale per il traffico tra Europa e Asia.
Le ipotesi di evacuazione e le incertezze sul rientro
Al momento, la soluzione considerata più realistica resta la riapertura dello spazio aereo e la ripresa dei voli. Tra le ipotesi alternative circolate c’è anche un’eventuale evacuazione via mare, con l’imbarco su una nave cargo diretta verso l’Oman, Paese non coinvolto direttamente nelle tensioni attuali. Si tratta, però, di un’opzione complessa, che richiede coordinamento internazionale e che appare difficilmente praticabile nel breve periodo.
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