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Von Der Leyen: “concludere la riforma del Patto sulla stabilità entro la fine dell’anno”

Pressioni anche sul Patto per i migranti

Von Der Leyen: “concludere la riforma del Patto sulla stabilità entro la fine dell’anno”

“Bisogna concludere la riforma del Patto sulla stabilità entro la fine dell’anno.
Sono convinta che ci riusciremo”.
Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen nella conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo Pedro Sanchez, al termine della riunione del collegio dei commissari Ue a Madrid.

Von der Leyen ha auspicato che durante il semestre di presidenza spagnola si possa andare “avanti col patto sui migranti” perché sia una realtà “entro il 2024”.

“Sui migranti abbiamo fatto buoni progressi, ora serve lo sprint finale per adottare il Patto prima della fine della legislatura. Ma dobbiamo lavorare anche sulla parte attuativa, attraverso accordi con i Paesi di transito. Per questo come Commissione abbiamo proposto 15 miliardi di euro in più nell’ambito della revisione del bilancio pluriennale”, ha aggiunto.

Sul tema dell’immigrazione, Sanchez ha a sua volta rilevato: “confido che possiamo chiudere l’accordo in questo semestre perché avrebbe un forte valore simbolico”.

La battuta d’arresto accusata nell’ultimo Consiglio Europeo non sembra aver ridimensionato le ambizioni di Ursula Von Der Leyen sul patto per i migranti. Intervenuta a Madrid, in occasione della conferenza stampa di presentazione del semestre di presidenza spagnolo dell’Ue, il capo della Commissione europea non ha dubbi sul futuro della riforma relativa all’immigrazione. “Si farà – ha detto in presenza del premier spagnolo Pedro Sanchez – manca solo un ultimo sforzo”.
Forse quello del presidente della Commissione europea è un “ottimismo di facciata”. Raramente il capo di un esecutivo in carica ha interesse ad ammettere il fallimento di una riforma. Per Von Der Leyen chiudere il suo mandato (che scade nel 2024) con un nuovo patto su migranti e immigrazione è un obiettivo importante. Vorrebbe dire poter scrivere il proprio nome su una riforma attesa nel Vecchio Continente da almeno 32 anni. Da quando cioè, all’indomani dell’approvazione del trattato di Dublino del 1991, quel testo ancora in vigore presentava già parecchie lacune.
Appurato quindi che Ursula Von Der Leyen ha tutto l’interesse a non vedere definitivamente accantonato il nuovo patto, ci sono però elementi oggettivi riscontrabili nelle sue parole che potrebbero spiegare il suo ottimismo. Tra rinvii, polemiche e accordi stretti all’ultimo minuto, il 9 giugno scorso si era comunque arrivati all’approvazione di una prima bozza di riforma.

Quel giorno in Lussemburgo i ministri dell’Interno dell’Ue hanno approvato due testi relativi al diritto di asilo e al sistema di accoglienza. All’interno, sono contenute le nuove norme basate in primo luogo sul principio della solidarietà obbligatoria. Un compromesso quest’ultimo volto a dare, da un lato, un sostegno ai Paesi di primo approdo come Italia, Spagna e Grecia e, dall’altro lato, a non rendere obbligatori i ricollocamenti.

Von Der Leyen: " concludere la riforma del Patto sulla stabilità entro la fine dell'anno"

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