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Venezuela, Delcy Rodríguez annuncia l’amnistia generale per i prigionieri politici dopo la cattura di Maduro

Venezuela, amnistia generale per i prigionieri politici dopo la cattura di Maduro

La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez ha annunciato la presentazione di una legge di amnistia generale destinata ai prigionieri politici ancora detenuti nel Paese. L’annuncio è arrivato nel corso di un discorso solenne alla Corte Suprema di Giustizia, in occasione dell’apertura del nuovo anno giudiziario, e segna una svolta politica dopo le prime scarcerazioni avviate in seguito alla cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi il 3 gennaio scorso.

Rodríguez ha chiarito che il provvedimento sarà trasmesso con procedura d’urgenza all’Assemblea Nazionale e che l’amnistia coprirà l’intero arco della violenza politica dal 1999 a oggi, anno dell’ascesa al potere di Hugo Chávez.

I confini dell’amnistia e le esclusioni previste

Secondo quanto spiegato dalla presidente ad interim, la legge di amnistia avrà l’obiettivo di “riparare le ferite lasciate dal confronto politico” e di favorire una nuova fase di convivenza nazionale. Restano tuttavia esclusi dal provvedimento i condannati per omicidio, narcotraffico, corruzione e gravi violazioni dei diritti umani, una clausola che intende evitare l’impunità per i reati più gravi.

L’amnistia potrebbe riguardare centinaia di detenuti, molti dei quali ancora sotto processo. Le cifre restano oggetto di disputa: secondo il governo chavista sarebbero stati già liberati oltre 600 prigionieri, mentre le organizzazioni per i diritti umani parlano di circa 302 rilasci effettivi e di oltre 700 detenuti politici ancora nelle carceri venezuelane.

La pressione internazionale e il ruolo degli Stati Uniti

L’annuncio arriva in un contesto geopolitico delicato, segnato dal riavvicinamento tra Caracas e Washington dopo la cattura di Maduro. Rodríguez, ex vicepresidente, ha ricevuto nelle ultime settimane segnali di apertura e fiducia da parte del presidente statunitense Donald Trump e della sua amministrazione.

Secondo la leader dell’opposizione María Corina Machado, premio Nobel per la Pace, l’amnistia non sarebbe frutto di una scelta autonoma del regime, ma la conseguenza diretta delle pressioni esercitate dagli Stati Uniti. Machado ha dichiarato che solo il venir meno dell’apparato repressivo potrà segnare la fine definitiva della tirannia in Venezuela.

El Helicoide, simbolo della repressione, verso la chiusura

Tra gli annunci più significativi figura anche la chiusura della famigerata prigione di El Helicoide, centro di detenzione gestito dai servizi segreti bolivariani Sebin e divenuto negli anni simbolo di torture e repressione politica.

Rodríguez ha spiegato che l’edificio verrà riconvertito in un centro sociale, sportivo, culturale e commerciale, destinato alla comunità e alle famiglie degli agenti di polizia, in un’ottica di riconciliazione nazionale.

Una riforma della giustizia e la consultazione nazionale

Nel suo intervento, la presidente ad interim ha anche annunciato l’avvio di una “grande consultazione nazionale” per la riforma del sistema giudiziario venezuelano. Il processo sarà coordinato dal ministro dell’Interno Diosdado Cabello, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni dello Stato.

Rodríguez ha sottolineato la necessità di combattere la corruzione all’interno della magistratura e di rafforzare le tutele legali, affermando di parlare non solo come presidente, ma anche come avvocato, ricordando il padre morto in carcere a seguito di torture.

Speranze e scetticismo tra opposizione e famiglie dei detenuti

L’annuncio dell’amnistia è stato accolto con reazioni contrastanti. Deputati dell’opposizione hanno definito la proposta un passaggio necessario, mentre le famiglie dei detenuti oscillano tra speranza e diffidenza, dopo anni di promesse non mantenute.

La notizia, riportata anche dal quotidiano spagnolo El País, rappresenta comunque uno dei segnali politici più rilevanti dall’inizio della nuova fase post-Maduro e potrebbe aprire la strada a una scarcerazione di massa senza precedenti nella storia recente del Venezuela.

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