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Ue, svolta sui Pasdaran: Kallas spinge per la lista terroristi e nuove sanzioni all’Iran

Ue pronta a inserire i Pasdaran tra i terroristi: nuove sanzioni contro il regime iraniano

L’Unione europea compie un passo politico senza precedenti nei confronti dell’Iran, aprendo formalmente alla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica come organizzazione terroristica. A scandire il cambio di passo è stata l’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, che all’arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles ha usato parole nette e senza ambiguità: “se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista”. Una dichiarazione che sintetizza la linea dura adottata dai Ventisette dopo settimane di sanguinosa repressione delle proteste interne in Iran e alla luce del crescente ruolo di Teheran nei conflitti regionali.

La decisione politica dei Ventisette e il messaggio a Teheran

I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno raggiunto un’intesa politica sulla designazione dei Pasdaran come gruppo terroristico, un passaggio che apre ora alla procedura formale per l’inserimento nella lista europea delle organizzazioni terroristiche. Secondo quanto sottolineato da Kallas, la repressione violenta non può restare senza risposta e ogni regime che uccide migliaia di propri cittadini “sta lavorando per la propria rovina”. Il segnale politico è chiaro: l’Ue intende colpire direttamente il cuore dell’apparato di sicurezza iraniano, ritenuto responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani.

Nuove sanzioni Ue: colpiti vertici del regime e apparato repressivo

Contestualmente, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran. Le misure restrittive riguardano quindici persone e sei entità ritenute direttamente coinvolte nella repressione delle proteste e nel sostegno militare alla Russia nella guerra contro l’Ucraina. Tra i nomi più rilevanti figura il ministro dell’Interno iraniano Eskandar Momeni, colpito per il suo ruolo di controllo sulle forze dell’ordine e per la responsabilità diretta nelle operazioni che hanno provocato centinaia di vittime. Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di ingresso nel territorio dell’Unione europea.

Pasdaran sullo stesso piano di Hamas e al-Qaeda

L’eventuale inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista dei terroristi Ue avrebbe un valore simbolico e operativo di enorme portata. I Pasdaran verrebbero equiparati a organizzazioni come Hamas, al-Qaeda e Daesh, con conseguenze dirette su cooperazione, finanziamenti e relazioni diplomatiche. Secondo l’Alta rappresentante, i rischi per l’operatività delle ambasciate europee in Iran sono stati attentamente valutati e i canali diplomatici dovrebbero restare aperti, poiché la designazione riguarderebbe esclusivamente l’apparato militare e non la diplomazia ufficiale.

Il consenso europeo e la pressione dei singoli Stati membri

Spagna, Francia e Belgio hanno espresso apertamente il loro sostegno all’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche. Da Bruxelles emerge una convergenza sempre più ampia tra i Paesi membri, rafforzata dalle cifre drammatiche diffuse da organizzazioni per i diritti umani, che parlano di migliaia di morti e decine di migliaia di arresti dall’inizio delle proteste. Per diversi governi europei, la risposta dell’Ue rappresenta anche un messaggio di solidarietà alla popolazione iraniana e alle donne al centro delle manifestazioni represse con estrema violenza.

Le tensioni internazionali e il ruolo degli Stati Uniti

Sul dossier iraniano pesa anche l’escalation verbale e militare tra Teheran e Washington. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito di essere pronto a colpire l’Iran qualora non accetti di tornare al tavolo delle trattative, ricordando l’operazione militare di giugno contro siti nucleari iraniani. Da Teheran è arrivata la replica del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che ha minacciato una risposta “come mai prima d’ora” in caso di attacco. In questo scenario, l’iniziativa europea si inserisce come tentativo di pressione politica e diplomatica, ma anche come fattore di deterrenza.

Verso una fase decisiva dei lavori a Bruxelles

La decisione politica assunta dai ministri degli Esteri segna l’inizio di una fase decisiva. Nelle prossime settimane è attesa la formalizzazione della designazione dei Pasdaran come organizzazione terroristica, un passaggio che richiede l’unanimità e che potrebbe ridefinire in modo profondo i rapporti tra Unione europea e Iran. Per Bruxelles, la linea è ormai tracciata: la repressione ha un costo e l’Ue è pronta a farlo pagare con sanzioni sempre più incisive.

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