Ue e India firmano lo storico accordo di libero scambio: nasce un mercato da 2 miliardi di persone
Accordo di libero scambio Ue-India: riduzione dei dazi, sicurezza e cooperazione strategica globale
Dopo oltre vent’anni di trattative complesse e spesso interrotte, l’Unione Europea e l’India hanno concluso uno storico accordo di libero scambio destinato a creare una delle più grandi aree economiche del pianeta. L’annuncio è arrivato da Nuova Delhi, alla presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e del primo ministro indiano Narendra Modi. Un’intesa che coinvolge un mercato potenziale di circa due miliardi di persone e che rappresenta una svolta geopolitica ed economica in un contesto globale segnato da crescenti tensioni commerciali.
La spinta dei dazi statunitensi e il nuovo scenario geopolitico
I negoziati hanno subito una forte accelerazione negli ultimi mesi, anche in risposta ai dazi imposti dagli Stati Uniti sulle esportazioni indiane ed europee. La pressione tariffaria americana ha spinto Bruxelles e Nuova Delhi a cercare nuove rotte commerciali e a rafforzare un partenariato considerato ormai strategico. In questo quadro, l’accordo di libero scambio viene letto come una vera e propria “polizza di stabilità” per entrambe le economie, chiamate a ridurre la dipendenza dal mercato statunitense e a diversificare catene di approvvigionamento e investimenti.
Cosa prevede l’accordo di libero scambio
L’intesa porterà a una drastica riduzione delle barriere tariffarie e non tariffarie, con un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro l’anno in dazi per le imprese europee. Entro il 2032, le esportazioni di beni dell’Ue verso l’India dovrebbero raddoppiare, grazie all’eliminazione o riduzione delle tariffe sul 96,6% dei prodotti europei. Si tratta dell’apertura commerciale più ampia mai concessa dall’India a un partner internazionale, in un mercato tradizionalmente protetto.
Automotive, industria e farmaceutica al centro dell’intesa
Tra i settori maggiormente interessati spicca quello automobilistico, con i dazi che scenderanno gradualmente dal 110% al 10% entro un sistema di quote prestabilite. Importanti benefici sono previsti anche per i comparti dei macchinari, dei prodotti chimici e farmaceutici, dove le tariffe verranno in larga parte eliminate. L’accordo include inoltre un capitolo dedicato alle piccole e medie imprese, con strumenti di assistenza e punti di contatto per favorire l’accesso al mercato indiano.
Agroalimentare: aperture mirate e settori sensibili protetti
Sul fronte agroalimentare, l’intesa prevede riduzioni tariffarie significative per prodotti simbolo dell’export europeo. I dazi sul vino passeranno dal 150% al 75% e, progressivamente, fino a una soglia intorno al 20%, mentre quelli sull’olio d’oliva scenderanno dal 45% allo zero nell’arco di cinque anni. Restano invece esclusi dalla liberalizzazione i settori agricoli più sensibili, come carne bovina, pollo, riso e zucchero, per evitare impatti negativi sui mercati interni e tensioni politiche simili a quelle emerse nel negoziato con il Mercosur.
Servizi, sostenibilità e diritti: un accordo oltre il commercio
L’accordo garantisce un accesso privilegiato al mercato indiano dei servizi, inclusi finanza e trasporti marittimi, e rafforza la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, avvicinando le normative di Bruxelles e Nuova Delhi. Ampio spazio è riservato anche alla sostenibilità, con un capitolo dedicato a commercio e sviluppo sostenibile che include impegni su clima, ambiente, diritti dei lavoratori ed empowerment femminile. È previsto inoltre un sostegno europeo di 500 milioni di euro nei prossimi due anni per accompagnare la transizione industriale sostenibile dell’India.
Sicurezza e difesa, nasce un partenariato strategico
Parallelamente all’intesa commerciale, Ue e India hanno avviato un partenariato sulla sicurezza e la difesa che rafforzerà la cooperazione in ambiti chiave come sicurezza marittima, lotta al terrorismo, minacce informatiche e spazio. L’accordo quadro faciliterà anche la cooperazione industriale nel settore militare e potrebbe diventare centrale nel contesto del piano europeo di rafforzamento della difesa, soprattutto in una fase di profonda ridefinizione degli equilibri geopolitici globali.
Le dichiarazioni dei leader e il valore simbolico della firma
“Europa e India hanno fatto la storia”, ha dichiarato von der Leyen, sottolineando come la nuova zona di libero scambio rappresenti “l’accordo degli accordi”. Narendra Modi ha definito l’intesa la “madre di tutti gli accordi”, evidenziando i benefici per settori chiave dell’economia indiana come tessile, gioielleria e pelletteria. La presenza dei vertici europei alla parata per la Festa della Repubblica indiana ha aggiunto un forte valore simbolico a una firma destinata a segnare un nuovo capitolo nelle relazioni tra le due più grandi democrazie del mondo.
I prossimi passaggi verso l’entrata in vigore
Dopo la conclusione dei negoziati, il percorso prevede ora la revisione legale dei testi, la traduzione e la successiva firma formale. L’accordo dovrà poi ottenere il via libera del Consiglio e del Parlamento europeo, oltre alla ratifica indiana. Bruxelles punta a un’entrata in vigore a partire dal 2027, suggellando così un’intesa destinata a ridefinire gli equilibri economici e politici tra Europa e Asia nel lungo periodo.
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