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Ucraina, nuovo massiccio attacco russo su Kiev: migliaia di edifici senza riscaldamento e blackout diffusi

Raid di missili e droni su Kiev: blackout fino al 70% e 5.635 palazzi senza riscaldamento

KIEV – Un nuovo, pesante attacco della Russia ha colpito nella notte e nelle prime ore del mattino la capitale ucraina. Missili e droni hanno investito Kiev in un raid definito “massiccio”, provocando gravi danni alle infrastrutture energetiche e lasciando migliaia di persone senza riscaldamento, nel pieno dell’inverno e con temperature esterne estremamente rigide.

Secondo quanto reso noto dal sindaco di Kiev Vitali Klitschko, circa 5.635 palazzi sono rimasti senza riscaldamento. Il primo cittadino ha spiegato, attraverso un messaggio su Telegram, che un raid sulla riva orientale del fiume Dnipro ha interrotto la fornitura di energia elettrica e di acqua, aggravando ulteriormente una situazione già critica per la popolazione.

Centrali elettriche nel mirino: blackout su larga scala in città

L’attacco ha preso di mira in particolare le centrali elettriche di Kiev, causando blackout diffusi. A descrivere l’entità del colpo è stato Vitaliy Zaichenko, CEO di Ukrenergo, secondo cui circa il 70% della città sarebbe rimasto senza elettricità subito dopo i raid.

Dopo gli interventi di riparazione, la situazione sarebbe migliorata solo in parte: le interruzioni di corrente continuano infatti a interessare circa il 60% della capitale. Numeri che confermano l’impatto profondo dell’offensiva russa sul sistema energetico urbano e sulla capacità della città di garantire servizi essenziali.

In un contesto di gelo intenso, la mancanza di elettricità e riscaldamento non è soltanto un disagio: diventa un rischio diretto per la salute pubblica, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.

Vittime civili: un morto e una donna ferita nell’Oblast di Kiev

Il bilancio umano dell’attacco include anche vittime. Il governatore regionale dell’Oblast di Kiev, Mykola Kalashnyk, ha riferito che un uomo di 50 anni è stato ucciso nella zona nord-occidentale della capitale. Una donna di 59 anni è rimasta ferita.

Ancora una volta, il fronte energetico e quello civile si intrecciano, mostrando come i bombardamenti sulle infrastrutture non restino confinati al piano strategico, ma producano conseguenze immediate sulla vita delle persone.

L’appello del ministro Sybiha: “Campanello d’allarme per Davos, serve sostegno urgente”

Durissimo il commento del ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, che ha definito l’offensiva russa come un segnale rivolto anche alla comunità internazionale.

“Il barbaro attacco di Putin di questa mattina” contro l’Ucraina “è un campanello d’allarme per i leader mondiali riuniti a Davos: il sostegno al popolo ucraino è urgente” e “non ci sarà pace in Europa senza una pace duratura per l’Ucraina”

Sybiha ha sottolineato che, a suo giudizio, la pace non può essere raggiunta attraverso concessioni o attese, ma soltanto rafforzando la capacità di difesa dell’Ucraina.

Il ministro ha ribadito inoltre che “la pace può essere raggiunta solo con la forza” e che ”abbiamo urgente bisogno di ulteriore assistenza energetica, difesa aerea e intercettori, nonché di pressioni sanzionatorie su Mosca”.

Case senza riscaldamento con -15°C: “Putin continua una guerra genocida”

L’elemento più drammatico di questa nuova offensiva è legato alle condizioni climatiche. Sybiha ha denunciato che “migliaia di case sono senza riscaldamento a Kiev, con temperature esterne di -15 °C, a seguito del raid di massa russo della notte scorsa”.

E ha aggiunto una condanna durissima, accusando il presidente russo di proseguire un’aggressione senza limiti:

“Il criminale di guerra Putin continua a condurre una guerra genocida contro donne, bambini e anziani”.

Parole che fotografano non solo la dimensione militare del conflitto, ma anche la narrazione politica e morale con cui Kiev continua a chiedere sostegno internazionale.

Attacchi in più regioni: infrastrutture energetiche colpite e danni diffusi

L’attacco non si sarebbe limitato alla capitale. Sybiha ha infatti denunciato che “gli attacchi a Kiev, Vinnytsia, Dnipro, Odessa, Zaporizhzhia, Poltava, Sumy e altre regioni hanno causato vittime civili e danni alle infrastrutture energetiche”.

Un quadro che evidenzia una strategia di pressione continua, mirata a indebolire la rete energetica e a rendere più difficile la vita quotidiana nelle città ucraine, soprattutto durante i mesi più freddi.

Sybiha ha poi concluso con un messaggio netto:

“La resilienza del popolo ucraino non può essere una scusa per continuare questa guerra. Deve finire il prima possibile”.

Kiev al buio e al freddo: l’inverno come campo di battaglia

Il nuovo attacco russo su Kiev conferma come l’inverno continui a essere un elemento centrale nel conflitto: colpire centrali elettriche, interrompere acqua e riscaldamento, generare blackout su larga scala significa trasformare l’energia in un bersaglio strategico e la popolazione civile in una vittima diretta delle conseguenze.

Con migliaia di edifici senza riscaldamento e una città in parte paralizzata, l’Ucraina torna a chiedere aiuto urgente: difesa aerea, intercettori, sostegno energetico e nuove pressioni su Mosca. In una guerra che continua a colpire infrastrutture e civili, la capitale ucraina si ritrova ancora una volta a resistere, al buio e nel gelo.

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