Trump ordina la chiusura totale dello spazio aereo venezuelano: cresce la tensione con Maduro.
Donald Trump annuncia la chiusura completa dello spazio aereo sul Venezuela, citando rischi di sicurezza e attività militare. Maduro denuncia un attacco alla sovranità.
Trump ordina la chiusura totale dello spazio aereo venezuelano: cresce la tensione con Maduro.
Lo spazio aereo sopra e intorno al Venezuela deve essere considerato “interamente chiuso”. È il messaggio diffuso da Donald Trump su Truth Social, un avvertimento rivolto non solo a compagnie e piloti civili, ma anche a “spacciatori di droga e trafficanti di esseri umani”. Una formula che, secondo Caracas, segna un’escalation nelle già difficili relazioni tra i due Paesi.
L’uscita del presidente statunitense arriva a pochi giorni dall’allarme della Federal Aviation Administration (FAA), che aveva invitato gli aerei civili a “operare con estrema cautela” nello spazio aereo venezuelano, citando un peggioramento della sicurezza e un aumento dell’attività militare nell’area.
La telefonata riservata Trump–Maduro
La dichiarazione pubblica arriva in un momento politicamente delicato. Secondo una ricostruzione del New York Times, la settimana precedente Trump avrebbe avuto una conversazione telefonica con Nicolás Maduro. Fonti vicine spiegano che si sarebbe parlato perfino della possibilità di un incontro faccia a faccia, un evento senza precedenti tra un presidente americano e un leader del regime venezuelano.
Al momento, però, non esistono piani concreti per un summit.
La risposta di Caracas: “vogliono danneggiarci”
Maduro ha definito la mossa di Washington parte di “una campagna per danneggiare il Venezuela”. Il governo venezuelano denuncia un attacco diretto alla sovranità nazionale e accusa gli Stati Uniti di voler isolare ulteriormente il Paese, sfruttando l’argomento del narcotraffico come pretesto per un aumento della pressione militare.
Caracas, nel frattempo, ha revocato i diritti operativi a sei importanti compagnie straniere — tra cui Iberia, TAP, Avianca, LATAM, Gol e Turkish Airlines — accusandole di aver sospeso i voli in adesione alla “linea” statunitense.
Compagnie aeree in ritirata: il Venezuela sempre più isolato
Già prima dell’annuncio di Trump, molte compagnie avevano iniziato a sospendere i collegamenti con il Paese sudamericano, citando timori legati alla sicurezza.
La decisione americana ha accelerato il processo: il Venezuela vede ridursi quasi a zero i collegamenti internazionali, con conseguenze immediate sul rientro dei cittadini residenti all’estero, trasporto di merci e rifornimenti, collegamenti turistici e commerciali e accesso alle principali rotte intercontinentali.
La IATA, Associazione internazionale del trasporto aereo, invita le parti a una soluzione che “preservi la sicurezza e la connettività del Paese”.
Nei Caraibi crescono i raid USA anti-narcos
La tensione non riguarda solo i cieli: nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno intensificato la loro presenza militare nei Caraibi. La flotta americana, che comprende anche una delle più grandi portaerei al mondo, ha condotto una serie di operazioni contro presunte imbarcazioni utilizzate per il traffico di droga.
Secondo fonti riportate dal Washington Post, in oltre venti operazioni sarebbero state uccise più di 80 persone. Il quotidiano rivela inoltre che il segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe impartito un controverso ordine di “uccidere tutti” durante un raid del 2 novembre.
Hegseth ha smentito definendo il reportage “fake news”, ma alcuni esperti di diritto internazionale citati dal giornale parlano di possibili violazioni del diritto bellico.
Trump: “Presto azioni di terra”
Trump, nei giorni precedenti all’annuncio sulla chiusura dello spazio aereo, aveva dichiarato che gli Stati Uniti interverranno “molto presto anche via terra” contro i presunti narcos venezuelani.
Una formula vaga, ma sufficiente ad aumentare la preoccupazione per una possibile escalation militare.
Washington accusa da anni figure di vertice del governo chavista — Maduro incluso — di essere coinvolte nel Cartel de los Soles, un’organizzazione che secondo gli USA gestirebbe parte del traffico di cocaine verso Nord America ed Europa.
Caracas respinge ogni accusa e denuncia un tentativo di “criminalizzare il Paese” per giustificare operazioni militari in territorio straniero.
Uno spazio aereo chiuso, una crisi aperta
La mossa di Trump, pur non configurando un divieto formale internazionale, si traduce nei fatti in un blocco quasi totale del traffico aereo sul Venezuela.
Le conseguenze sono immediate:
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isolamento crescente del Paese,
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difficoltà economiche e logistiche,
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ulteriori frizioni con Washington,
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rischio di nuove operazioni militari nei Caraibi.
In un contesto già segnato da anni di crisi politica ed economica, l’ordine di “chiusura totale” dello spazio aereo rischia di trasformarsi nel simbolo di un nuovo livello di scontro fra gli Stati Uniti e il governo di Nicolás Maduro.
E mentre Washington aumenta la pressione militare e diplomatica, Caracas risponde con contro-misure che aggravano l’isolamento del Paese, trascinando la regione in una fase di incertezza sempre più profonda.
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