Tragedia di Capodanno a Crans-Montana: esplosione in un bar affollato, 40 morti e oltre 100 feriti
Esclusa la pista dell’attentato. Farnesina e autorità svizzere al lavoro per identificare le vittime e verificare il coinvolgimento di cittadini italiani.
Tragedia di Capodanno a Crans-Montana: esplosione in un bar affollato, 40 morti e oltre 100 feriti.
Una strage senza precedenti ha sconvolto la notte di Capodanno a Crans-Montana, esclusiva località sciistica delle Alpi svizzere. Un’esplosione devastante ha distrutto il noto bar “Le Constellation”, provocando almeno 40 morti e circa 100 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime. Il bilancio è ancora provvisorio e destinato, purtroppo, a essere aggiornato nelle prossime ore.
L’esplosione si è verificata intorno all’1:30, mentre all’interno del locale era in corso una festa per l’arrivo del nuovo anno, frequentata soprattutto da giovani. Il bar, che può ospitare fino a 300-400 persone, al momento della tragedia contava circa un centinaio di presenti.
Vittime non identificabili: allarme della Farnesina
La Farnesina ha immediatamente attivato una unità operativa di crisi per verificare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani. In una nota ufficiale, il Ministero degli Esteri ha precisato che le vittime non sono al momento identificabili a causa delle gravissime ustioni riportate, rendendo estremamente complesso il lavoro di riconoscimento.
Non si esclude la presenza di vittime straniere, considerata la natura internazionale della località, frequentata da turisti provenienti da tutta Europa. È stata allestita una help line da parte della polizia cantonale e un punto di raccolta per i familiari presso il centro congressi di Crans-Montana.
Tajani: “Identificazione difficilissima, serviranno settimane”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha confermato la gravità della situazione:
“È molto, molto difficile fare accertamenti sull’identità delle vittime. L’incendio le ha devastate. Ci vorranno settimane, forse, per arrivare a un’identificazione certa”.
Tajani ha inoltre espresso la vicinanza dell’Italia alle autorità svizzere, contattando l’omologo elvetico Ignazio Cassis, e ha annunciato l’arrivo sul posto dell’Ambasciatore d’Italia in Svizzera e di personale del Consolato di Ginevra, in coordinamento con l’Unità di Crisi della Farnesina.
Le testimonianze: “Non sembrava un fuoco d’artificio”
Dalle prime testimonianze emergono racconti drammatici. Jeoffroy D’Amecourt, presente nei pressi del locale, ha dichiarato alla Radiotelevisione Svizzera (RTS):
“Ho sentito una deflagrazione fortissima. Non sembrava assolutamente un fuoco d’artificio, il rumore era completamente diverso”.
Ancora più sconvolgente la testimonianza di Michela Ris, vicesindaca di Ascona e deputata al Gran Consiglio:
“Conoscenti mi hanno raccontato di ragazzi usciti dal locale insanguinati, alcuni senza vestiti. È stata una vera carneficina”.
L’atmosfera a Crans-Montana è descritta come surreale: strade chiuse, forze dell’ordine ovunque, accessi limitati e una comunità sotto shock.
Esclusa la pista dell’attentato
Le autorità svizzere hanno escluso con decisione l’ipotesi di un attentato. La Procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha dichiarato che l’origine dolosa può essere “assolutamente esclusa”. Una posizione ribadita anche dalla vicepresidente del Comune di Crans-Montana, Nicole Bonvin Clivaz.
Secondo quanto riferito dal consigliere di Stato Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento delle Istituzioni, la deflagrazione sarebbe stata conseguenza di un incendio e di un braciere sviluppatosi all’interno del locale. Tra le ipotesi al vaglio, non confermate ufficialmente, anche l’eventuale uso improprio di fuochi d’artificio all’interno del bar.
Indagini in corso e area interdetta
Le indagini sono state affidate alle autorità cantonali. L’area attorno al locale è stata completamente chiusa al pubblico ed è stata istituita una no-fly zone sopra Crans-Montana. Le immagini diffuse dai media svizzeri mostrano un edificio completamente avvolto dalle fiamme e un massiccio intervento dei soccorsi.
La prima esplosione, secondo gli investigatori, si sarebbe verificata nel seminterrato del locale, innescando un incendio rapidissimo che non ha lasciato scampo a molte delle persone presenti.
Emergenza sanitaria: ospedali al limite
La tragedia ha messo sotto pressione l’intero sistema sanitario del Vallese. La capacità ospedaliera è risultata rapidamente esaurita e numerosi feriti sono stati trasferiti in ospedali universitari fuori Cantone. Sono stati mobilitati 10 elicotteri e circa 150 operatori di soccorso, mentre squadre di supporto, compreso il soccorso alpino valdostano, stanno collaborando alle operazioni.
Le autorità sanitarie hanno lanciato un appello alla popolazione:
“Dimostrate solidarietà evitando, in questa giornata, attività che comportino rischi, per non sovraccaricare ulteriormente il sistema sanitario”.
Una comunità sotto shock
Crans-Montana, simbolo di turismo d’élite e sicurezza, si è risvegliata in un clima di lutto e incredulità. La priorità resta ora l’assistenza ai feriti, il supporto alle famiglie delle vittime e l’accertamento definitivo delle cause di una delle più gravi tragedie civili degli ultimi anni in Svizzera.
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