Strategia di Difesa Nazionale Usa 2026: priorità alla sicurezza interna, meno impegno globale e più oneri agli alleati
Strategia di Difesa Nazionale Usa 2026: priorità alla sicurezza interna e agli alleati
La nuova Strategia di Difesa Nazionale degli Stati Uniti per il 2026, diffusa dal Pentagono, segna un cambio di rotta profondo rispetto alle precedenti impostazioni della politica di sicurezza americana. Al centro del documento vi è una chiara ridefinizione delle priorità: la difesa del territorio nazionale diventa l’obiettivo assoluto, seguita dalla deterrenza della Cina nell’Indo-Pacifico attraverso la forza militare e non il confronto diretto, da una più ampia condivisione degli oneri con alleati e partner e dal rafforzamento della base industriale della difesa statunitense.
Il testo sottolinea come, mentre le forze armate americane si concentreranno sulla protezione della patria e sull’area indo-pacifica, gli alleati dovranno assumersi la responsabilità primaria della propria sicurezza, contando su un sostegno statunitense definito “fondamentale, ma più limitato”.
Sicurezza nazionale e confini al primo posto
La Strategia di Difesa Nazionale 2026 pone un’enfasi inedita sulla sicurezza interna degli Stati Uniti. Il documento afferma che le forze armate daranno priorità alla difesa dei confini, al contrasto del narcotraffico, alla protezione dello spazio aereo e alla prevenzione di qualsiasi forma di invasione. Una linea che rafforza l’idea di una sicurezza nazionale intesa innanzitutto come protezione diretta del territorio americano, anche attraverso un maggiore presidio dell’emisfero occidentale, definito una regione “trascurata” dalle politiche precedenti.
Pur ribadendo l’assenza di derive isolazioniste, la nuova dottrina chiarisce che la proiezione globale degli Stati Uniti sarà più selettiva e funzionale agli interessi vitali della nazione.
Distanza dal passato e discontinuità con l’era Biden
Il documento rappresenta un netto allontanamento dalla Strategia di Difesa Nazionale elaborata durante la presidenza di Joe Biden. In quel contesto, la Cina era indicata come la principale sfida strategica e la Russia come una minaccia grave e immediata, mentre il cambiamento climatico veniva definito una minaccia emergente per la sicurezza globale.
La Strategia 2026 adotta invece un linguaggio più pragmatico e meno conflittuale, soprattutto nei confronti di Pechino e Mosca, e non fa alcun riferimento ai rischi legati al clima. Cambia anche la scala delle priorità: la difesa del territorio nazionale viene collocata sopra ogni altra esigenza strategica, compresa quella indo-pacifica.
Europa e Nato: una minaccia russa “gestibile”
Nel capitolo dedicato all’Europa, la strategia assume un tono realistico. La Russia viene definita una minaccia “persistente, ma gestibile” per i membri orientali della NATO. Il documento evidenzia come l’Europa, pur restando importante, abbia un peso economico globale in diminuzione e disponga ormai delle capacità necessarie per sostenere autonomamente la difesa convenzionale contro Mosca.
Washington ribadisce il proprio impegno verso l’Alleanza Atlantica, ma chiede con decisione agli alleati europei di farsi carico di una quota maggiore della propria sicurezza, indicando come riferimento un livello di spesa per la difesa pari al 5% del Pil.
Cina e Indo-Pacifico: deterrenza senza scontro diretto
Uno degli aspetti più rilevanti della Strategia di Difesa Nazionale 2026 riguarda il nuovo approccio verso la Cina. L’enfasi non è più sulla competizione totale o sul confronto ideologico, ma sulla deterrenza fondata sulla forza militare. L’obiettivo dichiarato è garantire stabilità, relazioni commerciali eque e rapporti rispettosi, evitando di trasformare la rivalità in uno scontro esistenziale.
Il documento chiarisce che Washington non intende “dominare, umiliare o strangolare” Pechino, ma semplicemente impedire che la Cina o qualsiasi altra potenza possa dominare gli Stati Uniti o i loro alleati. In questo contesto, anche gli alleati asiatici vengono chiamati a un maggiore impegno diretto per la propria sicurezza.
Corea del Sud e Asia: più responsabilità regionali
Nel quadro asiatico, la strategia prevede un ruolo più limitato degli Stati Uniti nella deterrenza della Corea del Nord, affidando alla Corea del Sud la responsabilità primaria del compito. Seul, che ospita circa 28.500 militari americani e ha aumentato significativamente il proprio bilancio per la difesa, viene considerata pienamente in grado di sostenere questo ruolo con il supporto critico, ma ridotto, di Washington.
La scelta rientra in una visione più ampia che mira a responsabilizzare i partner regionali, mantenendo al contempo la capacità di intervento statunitense nei contesti strategicamente più sensibili.
Emisfero occidentale e Dottrina Monroe rivisitata
Un altro pilastro della nuova strategia è il ritorno centrale dell’emisfero occidentale. Il documento richiama esplicitamente la Dottrina Monroe e parla di un “Corollario Trump”, affermando la volontà di ripristinare il predominio militare americano nella regione. Territori come il Canale di Panama, la Groenlandia e il Golfo del Messico vengono indicati come aree strategiche in cui gli Stati Uniti intendono garantire accesso militare e commerciale, evitando qualsiasi perdita di influenza.
L’America Latina viene così posta al centro delle priorità strategiche, in continuità con la Strategia di Sicurezza Nazionale pubblicata dalla Casa Bianca nei mesi precedenti.
Russia, Iran e Medio Oriente
Oltre all’Europa, la strategia analizza le altre aree di crisi. La Russia, pur rimanendo un avversario, viene descritta come una minaccia contenibile nel medio periodo. Sul fronte mediorientale, il documento segnala che l’Iran, nonostante i recenti colpi subiti, starebbe tentando di ricostruire le proprie capacità militari convenzionali e potrebbe cercare nuovamente di acquisire armi nucleari, rappresentando così un fattore di instabilità persistente.
Pubblicazione discreta e contesto politico
La diffusione della Strategia di Difesa Nazionale 2026 è avvenuta con modalità inusualmente discrete. Secondo quanto riportato da Breaking Defense, il documento è stato inviato via e-mail senza preavviso in un tardo pomeriggio di venerdì, mentre la costa orientale degli Stati Uniti era concentrata sull’arrivo di una forte tempesta di neve.
L’annuncio arriva inoltre in un clima politico teso, segnato dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump sugli alleati della Nato e dalle successive polemiche internazionali, che hanno coinvolto anche leader europei e figure di primo piano come il principe Harry.
Una nuova dottrina per un mondo multipolare
Nel complesso, la Strategia di Difesa Nazionale Usa 2026 delinea una visione più selettiva e pragmatica del ruolo americano nel mondo. Difesa della patria, deterrenza verso la Cina, maggiore responsabilità degli alleati e rafforzamento dell’industria militare interna diventano i pilastri di una dottrina che ridefinisce l’equilibrio tra leadership globale e interesse nazionale, adattando la postura strategica degli Stati Uniti a un contesto internazionale sempre più multipolare.
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