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Strage di Crans-Montana, arrestato il proprietario del locale: carcere per Moretti, domiciliari alla moglie e scuse del Comune

Strage di Capodanno in Svizzera: carcere per il titolare del locale, ammissioni del Comune e pressione internazionale per fare piena luce sulle responsabilità.

Strage di Crans-Montana, arrestato il proprietario del locale: carcere per Moretti, domiciliari alla moglie e scuse del Comune

A oltre una settimana dalla strage di Capodanno che ha sconvolto la Svizzera e l’Europa intera, causando la morte di 40 persone – tra cui sei giovanissimi italiani – le indagini conoscono una svolta decisiva. La Procura di Sion ha disposto la custodia cautelare in carcere per Jacques Moretti, proprietario del disco bar Le Constellation, teatro del rogo, mentre per la moglie e co-titolare Jessica Maric sono stati stabiliti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. I provvedimenti sono arrivati al termine del primo interrogatorio formale della coppia in qualità di indagati e sono stati motivati da un concreto pericolo di fuga.

Le decisioni della Procura e il nodo del rischio di fuga

A spiegare la linea seguita dagli inquirenti è stata la procuratrice generale del Vallese Béatrice Pilloud, che ha illustrato come, alla luce di una nuova e approfondita valutazione, per Jacques Moretti sia emerso un rischio di fuga ritenuto concreto. A incidere, secondo fonti investigative, sarebbero stati la nazionalità francese dell’uomo, la sua elevata mobilità tra Svizzera e Francia e la difficoltà di un’eventuale estradizione. Diversa la posizione della moglie, per la quale i magistrati hanno ritenuto sufficienti misure alternative, anche in considerazione della necessità di accudire i due figli piccoli della coppia.

L’interrogatorio fiume e il trasferimento in carcere

L’interrogatorio dei due gestori, durato oltre sei ore e mezza, si è svolto a Sion in forma individuale. All’uscita, i due coniugi hanno lasciato il palazzo di giustizia separatamente: lei visibilmente scossa, lui accompagnato dagli agenti e trasferito in carcere con un mezzo della polizia cantonale. L’arresto dovrà ora essere convalidato dal Tribunale delle misure coercitive entro le prossime 48 ore, mentre la difesa sta già lavorando a un’istanza di scarcerazione, sostenendo l’assenza di reali presupposti per la detenzione preventiva.

Le scuse della moglie e il dolore pubblico

All’uscita dalla Procura, Jessica Maric ha parlato per la prima volta, chiedendo scusa tra le lacrime. Ha dichiarato di avere pensieri costanti per le vittime e per i feriti ancora in condizioni critiche, definendo quanto accaduto una tragedia inimmaginabile. Parole che arrivano in un clima di forte pressione mediatica e giudiziaria, mentre l’opinione pubblica svizzera e internazionale chiede risposte rapide e trasparenti.

Le ammissioni del Comune sui mancati controlli

Nel frattempo, sono arrivate anche le scuse ufficiali del Comune di Crans-Montana. In un’intervista alla televisione svizzera RTS, la vicesindaca Nicole Bonvin Clivaz ha ammesso apertamente le carenze nei controlli di sicurezza, parlando di una responsabilità che l’amministrazione intende assumersi. Le sue dichiarazioni hanno segnato un cambio di tono rispetto alle prime comunicazioni ufficiali del sindaco Nicolas Féraud, finite al centro delle polemiche per l’assenza di scuse immediate alle famiglie delle vittime.

La commemorazione di Martigny e la richiesta di giustizia

La svolta giudiziaria è arrivata nel giorno della commemorazione ufficiale delle vittime a Martigny, dove le campane di tutta la Svizzera hanno suonato a lutto. Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente francese Emmanuel Macron. Mattarella ha affidato a poche parole il senso della presenza italiana: dolore, vicinanza alle famiglie e una richiesta chiara di giustizia per quanto accaduto.

Il sostegno del governo italiano alle famiglie

A Roma, nello stesso giorno, si è svolta una messa in suffragio delle vittime alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei leader dell’opposizione. Il governo ha garantito il pieno sostegno alle famiglie italiane, che stanno valutando un’azione legale coordinata, anche attraverso l’Avvocatura dello Stato. Nei prossimi giorni è previsto un incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Alfredo Mantovano per definire una linea comune sul fronte giudiziario, sia in Svizzera sia in Italia.

Le indagini sulle cause del rogo

Sul piano investigativo, resta centrale l’accertamento delle cause dell’incendio. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite da candele scintillanti utilizzate durante i festeggiamenti e posizionate troppo vicino al soffitto, rivestito da materiale fonoassorbente. Gli inquirenti stanno verificando la conformità dei materiali alle normative antincendio e il rispetto delle prescrizioni di sicurezza, anche alla luce del fatto che le ispezioni non sarebbero state effettuate dal 2019.

Autopsie e accertamenti anche in Italia

Parallelamente, la magistratura italiana ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo e incendio colposo. Le autopsie sui corpi delle vittime italiane, non eseguite in Svizzera, verranno effettuate nei prossimi giorni sotto il coordinamento della Procura di Roma, con il coinvolgimento degli uffici giudiziari di Milano, Genova e Bologna. Un passaggio ritenuto fondamentale per chiarire le responsabilità e rafforzare il quadro probatorio.

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