CAMBIA LINGUA

Strage di Capodanno a Crans-Montana, scarcerato Jacques Moretti: pagata la cauzione da 200mila franchi

Crans-Montana, scarcerato il proprietario del Constellation dopo la strage di Capodanno

A due settimane dalla carcerazione preventiva, Jacques Moretti, proprietario del bar “Le Constellation” di Crans-Montana, devastato dall’incendio di Capodanno costato la vita a 40 persone e il ferimento di altre 116, è pronto a lasciare il carcere. Il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la sua scarcerazione dopo una nuova valutazione del rischio di fuga, ritenendo sufficienti misure cautelari alternative alla detenzione. La decisione arriva al termine di un esame approfondito sulla posizione dell’indagato e sulle garanzie offerte.

La cauzione da 200mila franchi e il ruolo di un amico stretto

Determinante per la liberazione è stato il versamento di una cauzione pari a 200mila franchi svizzeri, considerata dal tribunale “adeguata e deterrente”. L’importo, secondo quanto emerso, è stato pagato da un amico stretto di Moretti, che ha chiesto di rimanere anonimo. Proprio la natura del rapporto tra l’indagato e il garante economico è stata valutata attentamente dai giudici, insieme all’origine dei fondi, prima di concedere la revoca della custodia cautelare.

Le misure cautelari per prevenire il rischio di fuga

Nonostante la scarcerazione, Jacques Moretti resterà sottoposto a una rigida libertà vigilata. Tra le prescrizioni imposte figurano il divieto assoluto di lasciare il territorio svizzero, l’obbligo di consegnare tutti i documenti di identità e di soggiorno al Ministero pubblico e quello di presentarsi quotidianamente presso una stazione di polizia. Il tribunale non ha invece ritenuto necessario applicare il braccialetto elettronico, misura richiesta dalla Procura generale del Vallese, ma giudicata non indispensabile alla luce delle garanzie già previste.

Le accuse e la posizione della moglie

Jacques Moretti è indagato insieme alla moglie, Jessica Maric, per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. I due risultano, allo stato attuale, gli unici formalmente indagati per la tragedia che ha trasformato una notte di festa in una delle peggiori stragi avvenute negli ultimi anni in Svizzera. Jessica Maric si trova già in libertà su cauzione, mentre il marito era detenuto dal 9 gennaio nel carcere di Sion.

La Procura del Vallese e l’ipotesi di nuovi indagati

La Procura generale del Cantone Vallese, guidata dalla procuratrice Beatrice Pilloud, ha chiarito in una nota ufficiale che, sebbene al momento solo i gestori del locale risultino indagati, l’inchiesta potrebbe essere estesa ad altre persone qualora emergessero ulteriori responsabilità penali. Ad oggi si sono già costituite circa 130 parti offese e civili, rappresentate da una cinquantina di avvocati, a conferma della vastità e della complessità del procedimento giudiziario.

Nessun procuratore straordinario per l’inchiesta

Respinta la richiesta, avanzata da alcuni legali delle famiglie delle vittime, di nominare un procuratore straordinario. La Procura di Sion ha spiegato che l’Ufficio centrale del Ministero pubblico del Vallese è pienamente competente a gestire casi di particolare rilevanza e forte impatto mediatico come quello di Crans-Montana. È stata inoltre annunciata l’assunzione di personale supplementare per rafforzare il team investigativo impegnato nell’inchiesta.

Le condizioni dei feriti: dimissioni e casi ancora gravi

Sul fronte sanitario, arrivano segnali contrastanti. Due giovani italiani ricoverati presso l’Ospedale Niguarda di Milano sono stati dimessi, con prognosi sciolta, anche se dovranno affrontare un lungo percorso di riabilitazione. Restano tuttavia ancora settanta feriti ricoverati tra la Svizzera e l’estero, molti dei quali in condizioni gravi. In Lombardia, alcuni pazienti sono ancora in terapia intensiva per le conseguenze dell’inalazione di fumi tossici e delle ustioni estese, mentre altri stanno mostrando progressivi miglioramenti.

Una tragedia ancora aperta tra giustizia e dolore

La scarcerazione di Jacques Moretti segna un nuovo capitolo giudiziario nella vicenda della strage del Constellation, ma non chiude certo la ferita aperta nella comunità di Crans-Montana e tra le famiglie delle vittime. Le indagini proseguono per accertare le cause dell’incendio, verificare eventuali carenze nelle misure di sicurezza del locale e chiarire ogni responsabilità. Nel frattempo, tra attese di giustizia e speranze di guarigione, il bilancio umano di quella notte di Capodanno continua a pesare come un drammatico monito.

Segui La Milano sul nostro canale Whatsapp

Riproduzione riservata © Copyright La Milano

×