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Putin: “fornendo le armi all’Ucraina, si sono superate tutte le linee rosse”

In Ucraina -intanto- arrivano i carri armati tedeschi e inglesi. L’Ungheria approva l’ingresso della Finlandia nella Nato.

Putin: “fornendo le armi all’Ucraina, si sono superate tutte le linee rosse”.

Fornendo armi all’Ucraina si sono “superate tutte le linee rosse”, Putin ne è certo.
Nella sua narrazione del conflitto, la goccia che sta facendo traboccare il vaso è infatti la consegna delle armi occidentali all’Ucraina. Se sul campo il conflitto è in stallo, nelle parole di Putin invece l’offensiva mediatica procede a lunghe falcate e con uno scopo preciso: intimidire.
Prima l’annuncio in accordo con il Presidente Lukashenko di voler dispiegare armi nucleari tattiche in Bielorussia, poi, dopo aver ribadito che le sinergie con la Cina sono lecite e trasparenti rilancia la tesi dell’assedio alla Russia. Il Presidente Putin infatti in un’intervista accusa l’Occidente di voler creare un asse fascista.

«Stanno annunciando che creeranno la NATO globale. Che cos’è? La Gran Bretagna e il Giappone all’inizio di quest’anno, credo a gennaio, hanno firmato un accordo sullo sviluppo delle relazioni e sullo sviluppo reciproco in area militare. Ecco perché l’Occidente gli analisti, non noi, parlano dell’Occidente che inizia a costruire un asse simile a quello creato negli anni ’30 dai regimi fascisti di Germania e Italia e dal Giappone».
La risposta di Kiev è altrettanto netta: “la Bielorussia è ostaggio nucleare di Mosca”.
A ridimensionare l’allarme nucleare, fonti del Pentagono: “non ci sono indicazioni che la Russia stia preparando un attacco nucleare”.
Per la NATO invece la retorica nucleare di Putin è pericolosa e irresponsabile. Il dispiegamento di armi nucleari russe in Bielorussia rappresenterebbe un’irresponsabile escalation e una minaccia alla sicurezza europea.
Avvertito l’Alto Rappresentante Ue – Borrell- con Bruxelles “pronta a rispondere con ulteriori sanzioni verso Minsk”. La Bielorussia – continua- “può ancora fermare questa escalation, è una sua scelta”.
Sul campo intanto si continua a combattere, Bakhmut è ancora il teatro degli scontri più feroci, missili, morti e feriti.
La guerra di Putin non è solo parole .
I droni colpiscono i quartieri di Sviatoshyn e Obolon. Mosca avverte: “Abbiamo armi per distruggere qualsiasi nemico, compresi gli Stati Uniti”.
Nel mentre, il dispiegamento di armi nucleari tattiche a Minsk, prosegue.
In Ucraina arrivano i carri armati tedeschi e inglesi. L’Ungheria approva l’ingresso della Finlandia nella Nato.
L’Aiea si ritiene preoccupata dalla situazione alla centrale di Zaporizhzhia, che non migliora dopo l’ultimo blackout.

Putin - Russia

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