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Nielsen contro Trump: “adesso basta”, la Groenlandia respinge ogni ipotesi di annessione e chiama in causa il diritto internazionale.

Scontro diplomatico sulla Groenlandia: Trump insiste sull’annessione, ma Nuuk, Ue e alleati difendono sovranità e diritto internazionale.

Nielsen contro Trump: “adesso basta”, la Groenlandia respinge ogni ipotesi di annessione e chiama in causa il diritto internazionale.

“Adesso basta”. Con parole dure e inequivocabili, il primo ministro della Groenlandia Jens Frederik Nielsen ha reagito alle ripetute dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che da mesi torna a evocare l’ipotesi di un’annessione dell’isola artica. In un post pubblicato su Facebook, il capo del governo groenlandese ha scandito un messaggio chiaro: stop a pressioni, allusioni e “fantasie di annessione”. La Groenlandia, ha sottolineato, resta aperta al dialogo e alla discussione, ma esclusivamente attraverso i canali appropriati e nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Trump insiste: “abbiamo bisogno della Groenlandia”

Dal canto suo, Donald Trump non ha arretrato. Parlando a lungo con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, il presidente americano ha ribadito che gli Stati Uniti avrebbero “assolutamente bisogno” della Groenlandia per ragioni di sicurezza nazionale. Secondo Trump, l’isola sarebbe oggi circondata da navi russe e cinesi, una situazione che la Danimarca non sarebbe in grado di gestire autonomamente. Dichiarazioni accompagnate anche da toni sarcastici, come quando ha ironizzato sul rafforzamento della sicurezza danese citando l’aggiunta di “una slitta trainata da cani”.

La posizione dell’Unione Europea: sovranità e integrità territoriale

La risposta europea non si è fatta attendere. La Commissione Ue ha ribadito che l’Unione continuerà a difendere senza ambiguità i principi della sovranità nazionale, dell’integrità territoriale e dell’inviolabilità delle frontiere, così come sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. La portavoce Paula Pinho ha ricordato che la Groenlandia è un territorio autonomo del Regno di Danimarca e che qualsiasi modifica del suo status spetta esclusivamente ai groenlandesi e ai danesi. Bruxelles ha inoltre escluso categoricamente che l’Unione Europea abbia bisogno che gli Stati Uniti “prendano” la Groenlandia, chiarendo che non esiste alcuna discussione in corso su questo tema con Washington.

Solidarietà a Copenaghen: Francia e Germania in prima linea

Anche la Francia ha espresso piena solidarietà alla Danimarca. Il portavoce del ministero degli Esteri francese ha ricordato che i confini non possono essere modificati con la forza, riaffermando un principio cardine dell’ordine internazionale. Sulla stessa linea Berlino: il vice portavoce della Cancelleria tedesca ha sottolineato che i territori non possono essere annessi con la violenza e che il diritto internazionale va rispettato senza eccezioni. La Germania, ha assicurato, resta in stretto contatto con la Danimarca e con gli altri partner europei sulla vicenda.

Il sostegno del Regno Unito: Starmer al fianco della Danimarca

Da Londra è arrivata una presa di posizione particolarmente significativa. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha assicurato il pieno sostegno del Regno Unito alla Danimarca, schierandosi apertamente con la premier danese Mette Frederiksen. Starmer ha ribadito che solo la Groenlandia e il Regno di Danimarca hanno il diritto di decidere il futuro dell’isola, sottolineando anche il ruolo dell’alleanza Nato e il legame strategico tra Londra e Copenaghen.

L’Italia e il richiamo alla difesa europea

Anche dall’Italia sono giunte parole di cautela e fermezza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato a valutare le reali intenzioni di Trump, ribadendo, però, che l’Unione Europea deve garantire l’indipendenza di un territorio che fa parte della Corona danese. Tajani ha colto l’occasione per rilanciare il tema di una difesa europea più strutturata, capace di affrontare le nuove sfide di sicurezza che vanno ben oltre l’ambito militare tradizionale.

Un’isola strategica al centro delle tensioni globali

La Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca situato tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Artico, è da tempo al centro di interessi geopolitici legati alla sua posizione strategica e alle risorse naturali. Tuttavia, come ribadito con forza da Nuuk e dai partner europei, l’interesse strategico non può trasformarsi in una pretesa di sovranità. “La Groenlandia non è una proprietà acquistabile”, ha ricordato Jens Frederik Nielsen, chiedendo rispetto per la volontà del suo popolo.

Un messaggio politico chiaro: il diritto internazionale non si negozia

Dallo scontro verbale emerge un messaggio politico netto: in un contesto internazionale sempre più instabile, l’Europa e i suoi alleati riaffermano che sovranità, confini e autodeterminazione non sono oggetto di trattativa. Le dichiarazioni di Trump continuano a suscitare preoccupazione, ma la risposta corale di Groenlandia, Danimarca, Unione Europea e partner Nato segna una linea invalicabile: il futuro dell’isola artica si decide solo a Nuuk e a Copenaghen, nel rispetto delle regole internazionali.

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