Nasa, rientro anticipato dalla Iss: Crew-11 torna sulla Terra per un problema medico a bordo
Prima evacuazione medica dalla Stazione spaziale internazionale: Crew-11 rientra sulla Terra per un problema di salute in orbita
Nasa, rientro anticipato dalla Iss: Crew-11 torna sulla Terra per un problema medico a bordo
La NASA ha deciso di anticipare il rientro sulla Terra dei quattro astronauti della missione Crew-11 attualmente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. La scelta è stata comunicata durante una conferenza stampa e segue l’emersione di un problema medico che ha interessato uno dei membri dell’equipaggio. Pur non trattandosi di un’emergenza immediata, l’agenzia spaziale statunitense ha optato per una “evacuazione medica controllata”, applicando un principio di massima cautela, anche alla luce delle limitate possibilità diagnostiche presenti in orbita.
Una prima assoluta nei 25 anni di attività della Iss
Secondo quanto riportato anche dal New York Times, è la prima volta nei venticinque anni di storia della Stazione spaziale internazionale che un equipaggio rientra anticipatamente a causa di un problema di salute. La Iss, abitata ininterrottamente dal 2000, è sempre stata dotata di protocolli sanitari avanzati e di sistemi di telemedicina, ma non aveva mai dovuto affrontare un’evacuazione medica vera e propria. Proprio questo dato conferisce alla decisione della Nasa una portata storica.
Riservatezza e condizioni stabili dell’astronauta coinvolto
Per ragioni di privacy, la Nasa non ha comunicato né il nome dell’astronauta interessato né la natura del problema medico. L’agenzia ha tuttavia precisato che la persona coinvolta è in condizioni stabili. “Resta un rischio persistente e una domanda aperta sulla diagnosi”, ha spiegato il responsabile sanitario della Nasa James Polk, sottolineando come l’incertezza clinica renda prudente il rientro anticipato per garantire la piena tutela della salute dell’equipaggio.
Il ruolo del nuovo amministratore Jared Isaacman
A prendere formalmente la decisione è stato Jared Isaacman, amministratore della Nasa dal 18 dicembre. “Sono giunto alla conclusione che è nel migliore interesse dei nostri astronauti far rientrare Crew-11 prima della partenza prevista”, ha dichiarato, precisando che non si tratta di un’emergenza, ma di una scelta preventiva. Isaacman ha ribadito che, da oltre sessant’anni, la sicurezza dei voli spaziali con equipaggio rappresenta lo standard assoluto dell’agenzia.
Equipaggio internazionale e missione quasi conclusa
La missione Crew-11 è arrivata sulla Iss ad agosto a bordo di una capsula Crew Dragon della SpaceX. L’equipaggio è composto dagli astronauti Nasa Zena Cardman e Michael Fincke, dall’astronauta giapponese Kimiya Yui della JAXA e dal cosmonauta russo Oleg Platonov della Roscosmos. La missione sarebbe dovuta terminare il mese prossimo, dopo l’arrivo del Crew-12, un elemento che ha reso logisticamente più agevole la scelta di anticipare il rientro.
Passeggiata spaziale annullata e nessun legame con le operazioni
Nei giorni scorsi la Nasa aveva già annullato una passeggiata spaziale di sei ore e mezza, prevista per l’aggiornamento del sistema energetico della stazione. Polk ha chiarito che il problema medico non è in alcun modo collegato all’attività extraveicolare né alle operazioni della Iss. Il rinvio dell’Eva è stato una misura prudenziale, adottata in attesa di valutazioni sanitarie più approfondite.
Come avverrà il rientro sulla Terra
Il rientro avverrà seguendo le procedure standard: la capsula Crew Dragon si staccherà dalla stazione e ammarerà nell’Oceano Pacifico, a ovest di San Diego. La Nasa ha annunciato che la tempistica precisa sarà definita entro le prossime 48 ore. Parallelamente, l’agenzia sta valutando con SpaceX la possibilità di anticipare il lancio della missione Crew-12, senza che ciò abbia ripercussioni sul programma Artemis II, il cui lancio è previsto per il mese prossimo.
Iss operativa con equipaggio ridotto
Dopo il rientro di Crew-11, sulla Iss rimarranno tre astronauti: l’americano Christopher Williams e i cosmonauti russi Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev, arrivati a novembre con una navicella Soyuz. La Nasa ha assicurato che, pur con un numero ridotto di persone a bordo, la stazione potrà continuare a operare in sicurezza, anche se alcune attività scientifiche potrebbero essere temporaneamente ridimensionate.
Un evento raro che evidenzia i limiti della medicina spaziale
I problemi di salute seri in orbita sono stati finora estremamente rari. In passato si sono registrati casi di calcoli renali, disturbi cardiovascolari o coaguli di sangue, come quello diagnosticato nel 2019 a un astronauta della Iss e risolto con terapia farmacologica. Il rientro anticipato della Crew-11 rappresenta, però, un passaggio simbolico: dimostra quanto, nonostante i progressi tecnologici, alcune condizioni cliniche richiedano ancora accertamenti e cure possibili solo sulla Terra.
Una scelta di prudenza che segna la storia della Iss
La decisione della Nasa sottolinea la complessità delle missioni spaziali di lunga durata e il delicato equilibrio tra esplorazione e sicurezza umana. A venticinque anni dall’inizio della presenza permanente nello spazio, la Stazione spaziale internazionale registra così il suo primo vero rientro anticipato per motivi medici, confermando che, anche nell’orbita terrestre, la priorità assoluta resta la salute degli astronauti.
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