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Migranti, incontro tra Meloni, Orban e Morawiecki

I premier di Polonia e Ungheria, rimangono però reticenti

Migranti, incontro tra Meloni, Orban e Morawiecki

Prima dell’inizio della riunione a tre fra Meloni, Morawiecki e Orban, all’alba della seconda giornata del Consiglio europeo, si era tenuta una colazione di lavoro tra i leader all’hotel Amigo di Bruxelles. Presenti, oltre alla presidente del Consiglio italiana, Scholz, Macron, Sanchez, Iohannis, Rutte, De Croo, Costa, Kristersson e lo stesso Morawiecki. Si è discusso a proposito della capacità di assorbimento di nuovi Stati membri nell’Unione Europea.
In questa seconda giornata, dunque, il vertice Ue riparte dai migranti.

Durante la notte non è stato raggiunto un accordo, principalmente per via dell’opposizione di Polonia e Ungheria alle conclusioni del Consiglio europeo. C’è una certezza: ad esclusione di Morawiecki e Orban, tutti gli altri leader sono compatti sull’immigrazione.
Per superare la fase di stallo, l’ipotesi è che tali conclusioni del Consiglio diventino conclusioni della presidenza. In questo modo si potrebbe andare avanti, attraverso un escamotage diplomatico.
Si passerebbe così a discutere degli argomenti del giorno: sul tavolo i rapporti con la Cina, la situazione economica dei Ventisette e i negoziati con la Tunisia.

Giorgia Meloni ha tentato di mediare con i premier di Polonia e Ungheria, Mateusz Morawiecki e Viktor Orban, per arrivare a un’intesa sulle conclusioni in materia di migrazioni, ma il tentativo non è andato a buon fine.

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“Il suo debriefing – riferisce una fonte Ue – è stato molto breve: ha detto ‘ho tentato di raggiungere un accordo, ma non c’è accordo. L’unica opzione è quella indicata, adottare conclusioni della presidenza’” del Consiglio europeo, e non conclusioni del Consiglio europeo, che impegnano tutti i 27.

La presidente del Consiglio, spiegano fonti Ue, ha tentato di mediare anche su richiesta di altri leader, dato che, essendo presidente dell’Ecr, il partito dei Conservatori e Riformisti Europei, ha rapporti consolidati con il Pis in cui milita Mateusz Morawiecki e anche con Viktor Orban, anche se il partito del premier ungherese, Fidesz, siede tuttora tra i Non Iscritti al Parlamento europeo, dopo essere uscito dal Ppe.

Insomma, il tentativo di mediazione con Polonia e Ungheria per arrivare a conclusioni condivise in materia di migrazioni non è stato solo un’iniziativa della premier per sbloccare l’impasse, ma ha anche agito su richiesta dei leader: è stato “un mix di entrambe le cose”, secondo le stesse fonti.

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