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Maxi incendio al Gul Plaza di Karachi, in Pakistan: almeno 14 morti e oltre 70 dispersi nel centro commerciale

Incendio devastante al Gul Plaza di Karachi: morti, dispersi e carenze nei sistemi di sicurezza sotto accusa

Un devastante incendio ha colpito nella serata di sabato 17 gennaio il centro commerciale Gul Plaza, situato lungo la trafficata Ma Jinnah Road a Karachi, la città più popolosa del Pakistan. Le fiamme si sono propagate rapidamente all’interno della struttura multipiano, che ospitava circa 1.200 negozi tra cosmetici, abbigliamento e articoli in plastica, trasformando in poche ore l’edificio in una trappola mortale. Il bilancio provvisorio parla di almeno 14 vittime accertate, mentre il numero dei dispersi supera le 70 unità, alimentando il timore che il conteggio finale possa aggravarsi ulteriormente.

Oltre 33 ore di fiamme e un edificio devastato

L’incendio, divampato in tarda serata, ha continuato a bruciare per più di 30 ore consecutive prima di essere domato definitivamente dai vigili del fuoco. Le operazioni di spegnimento sono state rese estremamente complesse dalla struttura del Gul Plaza, in gran parte priva di finestre e con sistemi di ventilazione inadeguati, fattori che hanno favorito l’accumulo di fumo e calore. Durante il rogo, diverse porzioni dell’edificio sono crollate, rendendo l’accesso ai soccorritori estremamente pericoloso e limitato ad appena il 5-10% della superficie complessiva.

Il recupero delle vittime e il lavoro dei soccorritori

Le squadre di emergenza, supportate da decine di ambulanze, autopompe e autobotti, hanno lavorato senza sosta anche durante la notte, utilizzando telecamere termiche per individuare eventuali superstiti tra le macerie. Il vice ispettore generale della polizia del Sud, Syed Asad Raza, ha confermato che otto corpi sono stati recuperati nelle ultime ore, portando il totale delle vittime a 14. Tra i morti si conta anche un vigile del fuoco, deceduto mentre tentava di domare le fiamme ai piani superiori dell’edificio.

Le autorità: “una tragedia nazionale”

Il governatore della provincia del Sindh, Kamran Tessori, ha visitato il luogo dell’incendio definendo l’accaduto una “tragedia nazionale”. Tessori ha sottolineato come la priorità assoluta resti il salvataggio delle persone eventualmente ancora intrappolate, assicurando al contempo il pieno sostegno alle famiglie colpite fino al completo risarcimento dei danni subiti. Anche il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha espresso il proprio cordoglio, ordinando alle autorità di impiegare tutte le risorse disponibili per evitare ulteriori perdite di vite umane.

Le ipotesi sulle cause dell’incendio

Sebbene nelle prime ore si sia parlato di un possibile cortocircuito elettrico, le autorità hanno chiarito che la causa esatta dell’incendio non è stata ancora ufficialmente confermata. Gli investigatori stanno valutando anche il ruolo di gravi carenze nei sistemi di sicurezza antincendio e di ventilazione, elementi che avrebbero contribuito alla rapida propagazione delle fiamme. È stata formalmente aperta un’indagine per accertare eventuali responsabilità e violazioni delle normative edilizie.

Karachi e la lunga scia di incendi mortali

L’ennesimo disastro riaccende i riflettori sulla cronica mancanza di standard di sicurezza in molti edifici commerciali di Karachi. La capitale del Sindh è tristemente nota per una lunga serie di incendi mortali, spesso legati a costruzioni illegali e all’assenza di misure antincendio di base. Solo nel novembre 2023, un altro incendio in un centro commerciale della città aveva provocato 10 morti e oltre 20 feriti, un precedente che rende ancora più urgente una revisione strutturale delle politiche di sicurezza urbana.

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