Luigi Gasperin libero in Venezuela, Tajani: “È all’ambasciata italiana di Caracas”
Luigi Gasperin libero in Venezuela: diplomazia italiana, Farnesina e nuovi equilibri tra Caracas e Washington
La liberazione di Luigi Gasperin segna un nuovo, delicato passaggio nella complessa partita diplomatica tra l’Italia e il Venezuela. A confermare ufficialmente la notizia è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che attraverso un messaggio pubblicato su X ha annunciato che il connazionale si trova ora al sicuro presso la sede dell’ambasciata italiana a Caracas. “Nei giorni scorsi avevamo ottenuto l’ordine di scarcerazione. Stanotte è uscito dal carcere”, ha spiegato Tajani, sottolineando l’intenso lavoro diplomatico portato avanti dalla Farnesina per sbloccare una situazione rimasta sospesa per settimane a causa di ritardi amministrativi interni alle autorità venezuelane.
Chi è Luigi Gasperin e perché era stato arrestato
Luigi Gasperin, imprenditore piemontese di 77 anni, è una figura ben nota nel settore petrolifero venezuelano. Trasferitosi da tempo nel Paese sudamericano, è presidente della Tecnica Petrolera WLP, società specializzata in perforazioni di pozzi petroliferi mediante l’uso di esplosivi industriali e storicamente legata a numerosi contratti con la compagnia statale Pdvsa. Il suo arresto, avvenuto il 7 agosto 2025 a Maturín, nello Stato di Monágas, sarebbe scaturito proprio dal ritrovamento di materiale esplosivo durante una perquisizione nella sede aziendale, circostanza che le autorità locali avrebbero interpretato come un potenziale rischio per la sicurezza nazionale. Accuse sempre respinte dalla famiglia, che ha ribadito l’estraneità dell’imprenditore a qualsiasi ipotesi di cospirazione.
Le condizioni di salute e la scelta di restare in Venezuela
Secondo quanto riferito dalla Farnesina, Gasperin è apparso provato dalla lunga detenzione, ma le sue condizioni di salute sono stabili. Un elemento che ha colpito gli osservatori è la decisione dell’imprenditore di rimanere in Venezuela, almeno per il momento, con l’intenzione di tornare a Maturín, dove si trova la sua azienda. Una scelta che testimonia il forte legame professionale e personale con il Paese, nonostante le difficoltà vissute negli ultimi mesi e il contesto politico ancora estremamente instabile.
Le precedenti liberazioni e il dossier italiani detenuti
La scarcerazione di Gasperin arriva a pochi giorni di distanza da quelle di Alberto Trentini e Mario Burlò, altri due cittadini italiani detenuti in Venezuela. Un risultato che rafforza l’azione diplomatica italiana e conferma, come ribadito dallo stesso Tajani, che il lavoro per la tutela dei connazionali all’estero resta una priorità assoluta. La vicenda Gasperin rappresenta dunque un tassello di una strategia più ampia, che punta a mantenere aperti canali di dialogo anche in contesti geopolitici particolarmente complessi.
Il contesto internazionale: il dialogo tra Trump e Delcy Rodríguez
Sul piano internazionale, la liberazione dell’imprenditore italiano si inserisce in una fase di rinnovata attività diplomatica attorno al Venezuela. Nelle stesse ore, la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha reso noto di aver avuto una lunga conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un colloquio definito “produttivo e cortese”, nel quale sarebbero stati affrontati diversi dossier aperti e una possibile agenda di lavoro bilaterale, segnando il primo contatto diretto tra Washington e Caracas dopo l’insediamento del nuovo governo provvisorio venezuelano.
L’incontro alla Casa Bianca con Maria Corina Machado
In questo scenario si colloca anche l’atteso incontro alla Casa Bianca tra Trump e la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado. Alla vigilia del faccia a faccia, il presidente americano ha definito Machado “una donna molto simpatica”, anticipando che il colloquio verterà “sulle cose di base”. Un incontro che potrebbe avere ripercussioni significative sugli equilibri interni del Venezuela e sui rapporti futuri con gli Stati Uniti, soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Trump sulla possibilità di un cambiamento di scenario anche a Cuba, privata – secondo il tycoon – del sostegno economico venezuelano.
Un segnale di distensione in un quadro ancora instabile
La liberazione di Luigi Gasperin, pur rappresentando una notizia positiva per l’Italia, si inserisce in un contesto regionale ancora segnato da forti tensioni politiche, arresti di oppositori e giornalisti e da un fragile processo di transizione. Resta ora da capire se questo gesto potrà essere letto come un primo segnale di distensione o se resterà un episodio isolato all’interno di una crisi che continua a preoccupare la comunità internazionale.
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